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Settant’anni di lotta della gioventù contro l’imperialismo

Il 10 novembre del 1945, il giorno dopo la fondazione dell’ONU, si riunì a Londra la Conferenza Mondiale della Gioventù, a cui presero parte tutti i movimenti dei paesi alleati e le formazioni politiche che avevano lottato contro il nazifascismo durante la seconda guerra mondiale. Nasceva la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, che oggi compie ufficialmente settanta anni. Il WFDY era allora un’organizzazione unitaria, come lo erano la Federazione Sindacale Mondiale, la Federazione Mondiale delle donne, l’Unione Internazionale degli Studenti e tutti quegli organismi, nati per l’appunto con l’obiettivo di continuare quella forma di cooperazione tra i popoli che con la vittoria della guerra mondiale era stata raggiunta, promuovendo lo sviluppo di una pace duratura e di un progresso nei luoghi di lavoro e di studio, nell’emancipazione delle donne, nella difesa della libertà dei popoli. E’ dunque un errore ritenere la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica la semplice erede dell’Internazionale Giovanile Comunista (KIM) che si era sciolta insieme all’internazionale. La FMGD nasce con un ruolo assolutamente differente.

In Italia la prima organizzazione affiliata alla FMGD fu il Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile che teneva insieme i giovani dei partiti antifascisti e che aveva contribuito alla liberazione nazionale nella lotta antifascista. Delegati del FdG a Londra furono Pajetta, Bensi e Ungaro e come supplenti Pescetti, Carnevali, Tibaldi e Chiesa. Il bollettino informativo del Fronte del 25 novembre 1945 riportava con soddisfazione che «tutti i punti programmatici del Fronte (voto ai 18 anni, rivendicazioni sindacali, studentesche ecc…) sono stati condivisi dal Congresso , così come la posizione in favore della gioventù antifascista spagnola, già a suo tempo presa dal Fronte della Gioventù.»

L’enorme prestigio acquisito dall’Unione Sovietica nella lotta contro il nazifascismo, il peso dei comunisti e delle forze di sinistra socialista nella Federazione furono da subito evidenti, perché in quel momento storico rappresentavano effettivamente la visione dominante della gioventù. Così nel 1945 ad essere eletto alla presidenza della FMGD fu il comunista francese Guy De Boisson e Segretario il sovietico Shelepin, che della KIM era stato importante esponente. Stesso accadde nella Federazione Sindacale Mondiale dove il prestigio dei comunisti e dei socialisti era a quell’epoca molto forte.

Questa fu la ragione per cui negli anni successivi, quando la divisione del mondo in blocchi andò a concretizzarsi furono gli occidentali a rompere con le organizzazioni unitarie costruire nell’immediato dopoguerra. Il dipartimento di Stato degli USA dichiararono apertamente la FMGD un’organizzazione comunista allineata con Mosca. Fu allora che le organizzazioni occidentali si ritirarono dalla FMGD, così come dalla FSM dando vita alla CISL (Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi). Stessa sorte toccò all’Unione Internazionale degli studenti, nata anch’essa all’indomani della seconda guerra mondiale e che subì la scissione delle organizzazioni pro-occidentali che diedero vita alla CSI (Conferenza internazionale degli studenti) nel 1950. Il tutto deve far riflettere sul livello dei rapporti di forza che le forze comuniste avevano effettivamente in quegli anni. Siamo abituati per la propaganda anticomunista a pensare che i sovietici e i comunisti fossero chiusi, minoritari e avulsi da ogni forma di collaborazione. Al contrario l’analisi di quegli anni testimonia la costante ricerca da parte delle forze comuniste di apertura e collaborazione con tutte le organizzazioni dei lavoratori e della gioventù. Erano i comunisti a giocare all’attacco insomma, e le forze borghesi ad avere la necessità di difendersi e chiudere le porte.

Con la dissoluzione del FdG l’Italia fu rappresentata nella FMGD dall’Alleanza Giovanile, che era l’insieme dei giovani del PCI e del PSI, allora uniti nel Fronte Democratico Popolare. Segretario dell’Alleanza Giovanile era Enrico Berlinguer che si lì a poco, al momento della ricostituzione della Fgci diventerà segretario dell’organizzazione giovanile comunista.

Un ulteriore inasprimento dei rapporti tra le organizzazioni sorte all’indomani della guerra e i paesi capitalistici si ebbe quando nel 1951 la Francia dichiarò illegali sul territorio nazionale le attività della FMGD, della FSM, della UIS e della FMD. Fu allora che la sede della FMGD fu trasferita da Parigi a Budapest, in Ungheria dove si trova tuttora. In tutto il mondo ci furono imponenti proteste contro la decisione del governo francese, che avvenne – si diceva non per caso – a pochi giorni da una visita ufficiale a Parigi del presidente Americano Eisenhower, che aveva avuto un lungo incontro con De Gaulle. Inoltre la Francia non vedeva assolutamente di buon occhio le posizioni espresse dalla FMGD e dalle altre organizzazioni sulla questione coloniale. Da subito infatti la FMGD si era dichiarata dalla parte dei movimenti di liberazione dal colonialismo e su questo aveva fatto una forte battaglia. Nel 1947 una posizione ufficiale della FMGD dichiarava la solidarietà ai guerriglieri vietnamiti guidati da Ho Chi Minh che combattevano contro la presenza francese[1], e altrettanto fece con i popoli africani che contro il dominio imperialista francese andavano a ribellarsi. La FMGD aveva inoltre espresso la sua condanna contro l’intervento americano in Corea, ponendosi al fianco del popolo coreano.

Insieme al colonialismo il grande punto di attrito tra la politica occidentale e la FMGD era rappresentata dalla questione della pace e del disarmo. Non bisogna dimenticare che lo slogan che la gioventù del mondo aveva scelto a Londra era proprio: “per una pace duratura”. Sulla pace mondiale come obiettivo della gioventù del mondo era caduta la cortina di ferro, non come oggi si crede per la chiusura da parte dei paesi socialisti, ma per l’aggressività dell’imperialismo. Non è un caso che la Nato, nacque prima del Patto di Varsavia e non viceversa come si crede oggi. In quegli anni la battaglia per il disarmo e soprattutto per il disarmo nucleare fu uno dei punti principali del lavoro della FMGD in tutto il mondo. Grandi manifestazioni con centinaia di migliaia di giovani furono realizzate in Europa per chiedere la messa al bando dell’arma atomica. Un articolo di World Youth il giornale della FMGD, nell’edizione del gennaio 1950, a firma prorprio di Berlinguer dal titolo «per la messa al bando dell’arma atomica».[2] «Da diversi anni – si legge nell’articolo – l’Unione Sovietica, interpretando la profonda volontà di pace dell’umanità intera, conduce una lotta ferma e continua per l’interdizione dell’arma atomica, per la distruzione dei depositi di bombe atomiche, per mostrare a tutte le nazioni civilizzate la volontà di utilizzazione pacifica dell’energia atomica, fonte di progressi grandiosi e di prosperità. Milioni di giovani del mondo intero approvano i propositi dei sovietici, i soli che possono risparmiare all’umanità gli orrori di uno sterminio di massa delle popolazioni pacifiche, delle donne, dei bambini, dei giovani.»

Nel 1950 l’Italia accrebbe il suo ruolo nella FMGD. Berlinguer fu eletto Presidente della FMGD, come scrisse l’Unità il giorno seguente «a testimonianza del grande prestigio di cui la gioventù italiana gode a livello internazionale»[3]. All’attività italiana nella FMGD sono legate in quegli anni grandi personalità del calibro di Marisa Musu, Giuliano Pajetta, Francesco Moranino, giovane comandante partigiano. Per 28 anni ininterrotti la Fgci avrà la Presidenza della FMGD, il periodo più lungo della storia.

I primi anni del dopoguerra sono per la FMGD una cavalcata trionfale, come lo sono per il movimento comunista internazionale. Nel 1947, nel 1949, nel 1951 (rispettivamente Praga, Budapest e Bucarest) si organizzano le prime edizioni dei Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, che saranno per sempre una delle principali attività della FMGD. La forza dei festival è enorme, tanto che dopo la rottura le forze capitalistiche cercano di organizzare dei contro festival e di porre tutti gli ostacoli possibili alla riuscita. Molta è l’attenzione da parte delle organizzazioni preparatrici nella cura dei dettagli, nell’assicurarsi i visti necessari. Parlando con alcuni vecchi partigiani, che a quelle edizioni parteciparono, quello che traspare è la straordinaria apertura al mondo che i festival rappresentavano, una reale prova di quell’unità della gioventù, che andava oltre le tradizioni e le secolari differenze popolari, di lingua, di cultura. I festival erano fin da allora la straordinaria prova dell’unità della gioventù nel chiedere un futuro di pace e di progresso sociale. La bellezza del festival si legge nei reportage di un cronista di eccezione. Solo a leggere il nome preceduto da “dal nostro inviato” per l’Unità vengono i brividi. Sono le parole di Italo Calvino «Qui ognuno sorride all’altro presentandosi con il proprio nome nella lingua del proprio paese e le storie partigiane che racconta il ballerino croato dai grandi sbuffi bianchi alla camicia, assomigliavano a quelle che raccontavano i nostri, e i problemi dei nostri universitari non erano molto differenti da quelli dell’occhialuto studente di Oxford.» [4]

I governi americani e europei misero in atto vere e proprie contromisure per evitare la partecipazione, cogliendo qualsiasi pretesto possibile.

Il festival di Berlino del 1953, organizzato proprio nella città simbolo della divisione della guerra fredda ebbe un’eco enorme. Il giornale tedesco “Der Spiegel” scrisse: «Qualcosa deve succedere prima che questi giovani diventino adulti, altrimenti il mondo occidentale avrà perduto ogni speranza».

Un trionfo per la gioventù tedesca orientale guidata da un giovane Honecker e per la delegazione italiana che a Berlino aveva portato oltre 2.000 persone, la più grande delegazione da un paese occidentale. Al ritorno a Berlinguer le autorità italiane ritirarono il passaporto per una presenta affermazione contro Scelba e il governo italiano, che aveva riportato il giornale «Il Tempo». «In tutto il mondo migliaia di giovani si levano contro il sopruso a Berlinguer» aveva tuonato l’Unità nei giorni successivi, commentando le manifestazioni che le organizzazioni affiliate alla FMGD avevano realizzato in tutti i paesi in solidarietà con il presidente della federazione. Per diversi anni il passaporto non sarà restituito impedendo l’attività internazionale di Berlinguer.

Gli anni successivi vedono la costante crescita del ruolo e dell’attività della FMGD, la perdita dell’eurocentrismo negli equilibri della federazione, in cui sempre maggiore viene il contributo dei movimenti di lotta per la liberazione popolare. All’apice della sua forza la FMGD rappresenta oltre 70 milioni di giovani nel mondo. La gioventù del mondo insieme alla FMGD è protagonista e artefice delle vittorie in Asia. Fin dalla vittoria cinese, la guerra in Corea, la liberazione del Vietnam, l’Asia diventa un terreno fondamentale della lotta politica antimperialista. Così come l’Africa che con sempre maggiore forza si ribella al dominio colonialista. La vittoria cubana sarà salutata dalla FMGD come l’inizio della liberazione di quel continente dal dominio imperialista, un processo che oggi continua e avanza. Nel 1962 la conferenza panafricana della gioventù con gli esempi dell’Angola e dell’Algeria darà slancio all’azione della FMGD in tutto il continente, portando all’ingresso di decine di organizzazioni. Gagarin al Festival di Helsinky saluterà il progresso del socialismo davanti alla gioventù del mondo, con la schiacciante vittoria nella corsa allo spazio dell’URSS.

È del 1972 la prima campagna della FMGD contro il regime dell’Apartheid in Sud Africa, ben prima di quanto le potenze capitaliste – che allora sostenevano quel regime – faranno. In Europa le rivendicazioni del WFDY saranno estremamente forti in occasione del riarmo della Germania Ovest, contro le dittature spagnola, greca e portoghese. I Fetsival mondiali della gioventù sono appuntamenti sempre più importanti, basti ricordare le edizioni a Mosca e la seconda edizione di Berlino con l’incontro tra Honecker (allora segretario della SED) e Angela Davis ospite d’onore del festival, storica attivista per i diritti degli afroamericani. Una saldatura visiva tra il “mondo tradizionale” del socialismo reale e i nuovi emergenti fronti di lotta di classe e antimperialista nel mondo. La FMGD si schiera in sostegno di Allende e contro il regime di Pinochet con grandi manifestazioni in tutto il mondo per la libertà del Cile dalla dittatura fascista.

Non mancano in questi anni tensioni e divisioni, prima fra tutte quella tra sovietici e cinesi, che sull’attività della FMGD si ripercuote con forza, anche maggiore di quanto era accaduto ai tempi della rottura dei Titini. La storia della FMGD non è avulsa ovviamente da ragionamenti critici che sono propri della storia del movimento comunista e che in essa si riflettono con forza. L’espulsione dei cinesi – su cui si consuma anche parte del disaccordo italiano- è certamente un momento di particolare tensione. Allo stesso tempo la frattura che l’eurocomunismo porta nel movimento internazionale si vede anche nelle attività europee della FMGD e in particolare nel rapporto con la Fgci. Quando nel 1978 la Fgci lascia la Presidenza- ufficialmente per lasciare il posto ai cileni e consentire una rotazione nelle cariche – lo fa partendo dalla necessità di riproporre in chiave internazionale quel compromesso storico con le forze socialiste e cattoliche giovanili, andando «oltre gli orizzonti della stessa Federazione Mondiale della Gioventù Democratica» Sotto la segreteria di D’Alema (e paradosso della storia, ma intuibile per chi conosce la linea politica di quegli anni, durante la segreteria del PCI di Berlinguer, lo stesso che della FMGD ne era stato presidente) si consuma una frattura tra la gioventù comunista italiana e la FMGD, stessa frattura che si consuma tra la CGIL e la FSM: i comunisti italiani si distaccano progressivamente da tutte le organizzazioni del movimento comunista internazionale. Un processo che va avanti per anni e che trasforma la Fgci in una vera e propria spina nel fianco per la FMGD, basti vedere le relazioni dai festival della gioventù e il tipo di attività svolta da un’organizzazione ormai socialdemocratica. La Fgci anticiperà con la richiesta di adesione all’internazionale socialista la decisione di scioglimento del PCI e la sua trasformazione ufficiale in partito socialdemocratico.

Se in quegli anni gli italiani non sono più protagonisti delle attività della Federazione non per questo il lavoro della FMGD si riduce. Il sostegno alle proteste in Palestina e a Yassir Arafat e all’OLP; il fetsival di Cuba nel 1978, la brigata del caffè in Nicaragua per la solidarietà attiva alla rivoluzione sandinista; le attività per l’anno internazionale del disarmo nucleare nel 1985, il sostegno alla Repubblica di Afghanistan contro i terroristi islamici finanziati dagli USA; il festival mondiale a Pyongyang, l’ultimo prima della fine del socialismo reale nei paesi dell’est.

Il biennio 1989-1991 segna ovviamente un punto di svolta nelle attività della FMGD. La controrivoluzione in URSS e nei paesi socialisti dell’est fanno venire meno il sostegno principale alla stessa Federazione. Sono anni difficili in cui lo smarrimento internazionale segna anche le gioventù. Spesso quelle stesse organizzazioni che erano in prima linea nella FMGD vedono gli artefici degli eventi controrivoluzionari, a partire dallo stesso Komsomol sovietico. Il tutto segna una necessaria critica di quanto accaduto, e la volontà di ripartire. Il merito è certamente di alcune organizzazioni in Europa, come la KNE, la JCP, l’EDON e quanti hanno mantenuto in quegli anni la prospettiva socialista, così come fondamentale è stato il contributo di Cuba, del Vietnam e della Corea del Nord. Nel 1997 il primo festival dalla caduta del muro di tiene a L’Avana, con un appassionato discorso di Fidel Castro che riafferma l’attualità del socialismo. È dall’America Latina che senza dubbio viene nuova linfa alla FMGD, insieme con il rafforzamento e la riorganizzazione delle gioventù comuniste in Europa e nel mondo. La vittoria di Chavez in venezuela, la prospettiva di rafforzamento di governi antimperialisti in America Latina (Ecuador, Bolivia) sono per la FMGD e per tutta la gioventù comunista e antimperialista un momento di svolta. In questa cornice si tengono i festival in Venezuela e Sud Africa. Nel frattempo la gioventù riorganizza le sue lotte internazionali contro l’attacco imperialista alla Jugoslavia prima, poi ad Afghanistan, Iraq. In medi oriente la FMGD fa sentire la sua voce contro Israele a sostegno della Palestina e del Libano. Si aprono nuove frontiere di lotta contro il revisionismo e la criminalizzazione delle organizzazioni comuniste come nel caso della KSM nella Rep Ceca. A mano a mano, la FMGD inizia ad uscire dalla crisi post 1989 e ricostruisce un tessuto di relazioni e attività comuni. La grande crisi del capitalismo del 2009, l’aggravarsi delle politiche antipopolari in Europa segnano un momento di svolta per le gioventù comuniste europee e per l’attività della FMGD in Europa che torna ad essere più incisiva. Da questo è ancora esclusa l’Italia, rappresentata nella FMGD dai giovani comunisti (Rifondazione) a cui si aggiunse la Fgci (comunisti italiani). Una presenza più formale che reale, che mai ha realmente collegato le lotte in Italia con la FMGD, anche per le vicende che hanno legato queste organizzazioni e la loro linea politica opportunista. Con la nascita del FGC uno dei primi obiettivi fu quello di ricreare quel legame storico che con la gioventù comunista italiana aveva segnato il miglior periodo della stessa FMGD. Non si trattava semplicemente di un’operazione di propaganda, ma di interrogarsi sui processi che si erano compiuti nella nostra storia e nella storia della FMGD, in linea con una riflessione teorica e storica sul movimento comunista internazionale, cosa per l’appunto che non era mai stata compiuta seriamente, se non in termini liquidatori in Italia.

Il FGC ha così preso parte ad una serie di iniziative internazionali che hanno visto la presenza della FMGD. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare quanti hanno permesso che oggi il FGC sia membro ufficiale del WFDY proprio in questo importante anniversario di settant’anni di lotta. Primi fra tutti i compagni greci, spagnoli e coreani, che hanno garantito i primi contatti. I compagni ciprioti Palmyris e Papadimitriou presidenti in questi anni della FMGD, che hanno guidato questo percorso di affiliazione. E tutti i nostri compagni, Raffaele, Jacopo, Giulio, Carlo, Agostino, Tiziano e Lorenzo con cui abbiamo in questi anni gestito una mole importante di lavoro. Il FGC ha garantito in questi anni la partecipazione ad importanti eventi, come la Brigata di solidarietà, allo stesso Festival Mondiale a Quito, e di recente al campeggio europeo e all’A.G. a Cuba. Abbiamo dimostrato la nostra forza e la nostra convinzione nelle attività comuni, penso alla settimana di mobilitazione studentesca dello scorso anno.

La mole di documenti in discussione in queste ore all’AG che ha impegnato la nostra attività per settimane è un esempio di come la FMGD sia in grado di unire e orientare l’attività delle gioventù del mondo in tutte le direzioni, dalla lotta per la pace, alla battaglia contro la disoccupazione e lo sfruttamento, alla rivendicazione dell’istruzione pubblica, di una effettiva parità per le donne. La FMGD oggi affronta le nuove sfide di un quadro internazionale mutato che pone nuove possibilità e nuove insidie, a partire dalla stessa definizione dell’imperialismo e del carattere dei nuovi equilibri mondiali che vanno configurandosi. Su tutto questo la gioventù comunista e antimperialista del mondo sta discutendo a L’Avana, e l’Italia è finalmente rappresentata in questa discussione.

La storia degli ultimi anni della FMGD è proprio questo: la consapevolezza che oggi la lotta antimperialista è l’elemento centrale, unificante, indispensabile per la costruire un mondo di pace e un avvenire di progresso per la gioventù e l’umanità. Che le sconfitte del passato hanno segnato solo una tappa nella storia dell’emancipazione delle classi popolari dal dominio capitalista, della libertà di tutti i popoli dalla soggezione dell’imperialismo. Che questa storia non è conclusa e spetta alla gioventù deciderne il futuro. Riassumendo la storia della FMGD si riassume quella del movimento comunista internazionale, delle sue vittorie, delle sue sconfitte. Nella nostra storia ogni grande conquista della gioventù è stata accompagnata dalla presenza della FMGD. La federazione ha unito gioventù di ogni paese nella comune lotta contro l’imperialismo, per un avvenire socialista di pace e progresso. Una storia nella quale da oggi entriamo a far parte con pieno titolo, pronti a fare la nostra parte in prima linea, come la gioventù comunista italiana, ha fatto nei suoi migliori anni.

[1] L’originale è contenuto nell’Archivio della FMGD a Budapest, una copia della lettera è stata inviata insieme ad altri documenti su nostra richiesta a Roma.

[2] L’edizione del giornale in questione è conservata presso l’Archivio dell’Istituto Gramsci a Roma dove ci è stato possibile visionarla.

[3] L’articolo è consultabile nell’archivio storico dell’Unità.

[4] Articolo di Calvino per l’Unità edizione 8 agosto 1947

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