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“Operai e Contadini, una voce una lotta”. Straordinaria mobilitazione di massa del popolo greco

Tra il 12 e 13 febbraio decine di migliaia di contadini e lavoratori hanno invaso il centro di Atene assediando pacificamente il Parlamento per protestare contro i piani antipopolari del governo Tsipras e dell’Unione Europea al servizio delle classi padronali greche e internazionali. L’iter di approvazione della cosiddetta “legge-ghigliottina” che distrugge ogni residuo diritto sociale, dalle pensioni alla sanità, dopo aver cancellato i diritti lavorativi in applicazione del 3° memorandum concordato dal governo SYRIZA-ANEL con l’Unione Europea e gli altri organismi internazionali, ha portato ad una mobilitazione permanente dei settori sociali oppressi che dura ormai da diverse settimane segnando la forte ripresa del movimento popolare greco dopo il reflusso causato dalle illusioni seminate dalle vittorie elettorali di Syriza. Come affermato da D.Koutsoumpas (SG del CC del KKE) “Il disegno di legge sulla previdenza sociale costituisce un nuovo casus belli per la classe operaia e gli strati popolari” chiamando ad “una sollevazione generale per impedire che questo progetto di legge venga presentato … e se vi giunge, bisogna votare contro. Naturalmente, questo può avvenire solo se la classe operaia, i contadini poveri, i lavoratori autonomi, i giovani e le donne degli strati popolari del nostro paese scendono in strada. Se conquistano la piazza e dimostrano il loro potere reale, allora questo disegno di legge sarà veramente accantonato“.

Da ormai più di 20 giorni e notti, il paese ellenico è attraversato dalla mobilitazione degli agricoltori che hanno istituito oltre 100 blocchi sulle principali arterie stradali nazionali con oltre 10.000 trattori. Contemporaneamente nelle città, in particolare Atene e Salonicco, si sono realizzate decine di manifestazioni, picchetti, azioni, occupazioni di uffici ministeriali, che hanno coinvolto tutti i settori del mondo del lavoro salariato (insegnanti, operai edili, marittimi ecc.) così come i lavoratori autonomi, i piccoli commercianti, pensionati, disoccupati e gli studenti medi e universitari. Il 4 febbraio è stato realizzato il 3° sciopero generale in tre mesi (12 novembre e 3 dicembre i precedenti), segnando un grande successo con l’impetuosa crescita nella partecipazione alla mobilitazione che è stata la più grande degli ultimi anni. Segnali positivi in questo c’erano stati con la grande partecipazione alla manifestazione nazionale del PAME del 27 gennaio nonostante anche le repressioni poliziesche scatenate dal governo di Tsipras.

A seguito dello sciopero generale, 68 blocchi contadini su 100, hanno convocato la due giorni di mobilitazione del 12 e 13 febbraio scorso con il successo della manifestazione nazionale di Atene. Gli agricoltori giunti dai diversi blocchi del paese, sono stati preceduti da 18 trattori provenienti dal più grande blocco stradale del paese, realizzato nei pressi della città di Larisa (dove sono concentrati 2.500 trattori, vedi video), che hanno issato sui loro mezzi le bandiere raffiguranti il volto Marinos Antypas, rivoluzionario socialista, assassinato dai latifondisti nel 1907. La mobilitazione contadina ha ricevuto il sostegno e la solidarietà dei lavoratori e strati popolari urbani, innalzando lo slogan: “Operai e Contadini, una voce un pugno” che da diverse settimane accompagna le mobilitazioni e azioni del PAME che contestualmente al raduno degli agricoltori ha realizzato una grande manifestazione accogliendo le masse di contadini con i loro trattori ad Atene (foto del 12, foto del 13), unendosi a loro in Piazza Syntagma. I piccoli e medi contadini greci, oltre alla lotta contro l’attacco alla previdenza sociale, lottano contro la “Politica Agricola Comune” dell’UE, applicata dai vari governi, che sta espellendo dalle loro terre i contadini a vantaggio delle multinazionali del settore agro-alimentare e della grande distribuzione. Nelle loro dichiarazioni si legge: “Scendiamo in strada per lottare per la nostra sopravvivenza, per combattere la linea politica che vuole distruggerci, cacciarci dalle nostre terre e condurci alla povertà e alla miseria, in modo tale che la terra e la produzione si concentri nelle mani dei grandi produttori agricoli e dei gruppi monopolisti, attuando le direttive della PAC [Politica agricola comune] e dell’UE in generale. Affinché non passino le misure che spazzano via i piccoli e medi contadini, vale a dire quelle del Terzo memorandum che il governo ha concordato con i suoi partner dell’UE e del FMI, e fatto passare con i voti di altri partiti. Queste misure attaccano i lavoratori e la popolazione nel suo insieme“. I piccoli e medi contadini hanno rifiutato ogni trattativa e dialogo con il governo al fine di liberare le strade dai loro trattori, innalzando il livello di lotta sotto l’unica parola d’ordine del ritiro del progetto di legge che distrugge lo stato sociale, e una risposta positiva alle loro richieste, come ad esempio quelle relative alla diminuzione delle tasse, dei costi di produzione, ecc.

Un ruolo fondamentale nell’escalation della lotta popolare di massa lo stanno svolgendo le forze del PAME (Fronte Militante di Tutti i Lavoratori, che unisce centinaia di sindacati con orientamento di classe), come dimostra la manifestazione del 4 febbraio scorso in occasione dello sciopero generale (realizzato grazie alla sua forte pressione dal basso) dove la partecipazione ai suoi cortei è stata almeno 4 volte superiore (video) a quella dei sindacati gialli (GSEE e ADEDY) alla cui coda ci sono le forze politiche-sindacali opportuniste, trotzkiste e anarchici. Insieme al PAME, un ruolo guida lo svolgono il PASY (Fronte Militante di Tutti i Contadini), il PASEVE (Fronte nazionale antimonopolista dei lavoratori autonomi e piccoli commercianti), il MAS (Fronte Militante degli Studenti) e della OGE (Federazione delle Donne Greche), ossia tutte le organizzazioni di massa guidate dal Partito Comunista di Grecia (KKE) e la sua gioventù (KNE) che rafforzano, giorno dopo giorno, il loro radicamento di massa e l’alleanza sociale popolare che assume dimensioni, coscienza e dinamismo sempre maggiori, con l’avanzamento delle rivendicazioni immediate dei diversi settori sociali oppressi sulla base di una linea di rottura nei confronti del sistema capitalistico e l’UE.

Come afferma G. Marinos (Ufficio Politico del KKE) in una recente intervista rilasciata a Tinta Roja (giornale dei Collettivi dei Giovani Comunisti –CJC – spagnoli), “l’Alleanza Popolare non è unicamente una concezione strategica del KKE, ma una necessità che contribuisce all’organizzazione della lotta del popolo, in conflitto con i monopoli e il capitalismo, e per il suo rovesciamento. In questa alleanza coincidono la classe operaia, i piccoli e medi agricoltori, i piccoli e medi lavoratori autonomi pressati dai monopoli, le donne e la gioventù. Questo incontro ha come fine il rafforzamento della lotta antimonopolista-anticapitalista e contribuire all’offensiva del popolo. Qui la gioventù gioca un ruolo fondamentale”. In questa alleanza ogni settore sociale oppresso partecipa alla lotta, si organizza, attraverso propri organismi sulla base delle proprie rivendicazioni immediati unendosi in una lotta comune: “L’importanza della lotta comune – prosegue Marinos – è grande poiché dà l’opportunità di organizzare la lotta quotidianamente e in forme differenti, nei centri di lavoro, nei quartieri, nelle scuole e università. Unire le forze in forme più elevate come sono le mobilitazioni di sciopero e dentro questa intensa lotta di classe, concentrare le forze per mettere fine al capitalismo e i monopoli”. Il contributo alla lotta di massa da parte degli studenti attraverso il MAS (guidato dalla gioventù comunista della KNE) è importante combinando “due elementi: interviene nei luoghi di studio per qualsiasi problema affronta la gioventù studentesca e la questione dell’istruzione pubblica e gratuita, per affrontare le politiche che vogliono trasformare le scuole in imprese. Il MAS unisce la sua voce alle altre forze del movimento operaio e popolare”.

Le mobilitazioni in Grecia di queste settimane, oscurate vergognosamente dai media “democratici” internazionali, sono spesso stravolti nel loro contenuto qualitativo per esser usati politicamente dalle più disparate forze politiche nel nostro paese, da quelle della “sinistra radicale” più o meno movimentista a quelle piccolo-borghesi come il M5S. Le poche notizie che giungono in Italia attraverso i loro canali, offuscano volutamente il ruolo guida dei nostri fratelli del Partito Comunista di Grecia (KKE) e della Gioventù Comunista di Grecia (KNE) la cui correttezza della linea politica di massa coerentemente rivoluzionaria viene dimostrata nella concreta realtà del conflitto sociale che attraversa la società greca. E’ curioso che gli stessi che hanno denigrato nei mesi scorsi il KKE, tacciandolo di settarismo, estremismo, dogmatismo (per citare i termini più buoni che alcune forze politiche della sinistra radicale italiana hanno utilizzato nei suoi confronti), oggi ipocritamente ripongono la loro attenzione “sui fatti greci” ignorando come tale livello di mobilitazione e organizzazione di massa sia il frutto delle dinamiche reali innescate dalla direzione rivoluzionaria del Partito Comunista, con la linea politica che i compagni greci del KKE-KNE sono stati in grado di sviluppare nel fuoco della lotta di classe in diretto contatto con le masse operaie e popolari all’interno dei luoghi di lavoro (dalle fabbriche, agli uffici, ai porti), nei quartieri, nelle scuole e università.

Il grande successo dello sciopero generale del 4 febbraio e delle manifestazioni del 12 e 13 febbraio ad Atene davanti al Parlamento segnano il rafforzamento dell’alleanza dei lavoratori con gli strati popolari urbani e rurali, creando le condizioni migliori per l’escalation della lotta operaia e popolare, a cui chiamano sia le forze del PAME annunciando la preparazione di uno sciopero generale di 48 ore e sia dei contadini che hanno annunciato la continuazione indefinita dello stato d’agitazione con i blocchi stradali.

Dalla Grecia ci giungono grandi esperienze di lotte classiste di massa che danno fiducia ma soprattutto lezioni a tutto il movimento operaio internazionale e ai popoli. Sono l’esplicazione più evidente ad oggi del potenziale della lotta della classe operaia e delle masse popolari in Europa per il rovesciamento del sistema capitalistico che genera crisi, sfruttamento, miseria e guerra chiamandole pace e sviluppo. Sono l’esplicazione di come gli interessi comuni degli operai, dei salariati, degli agricoltori, dei lavoratori autonomi, dei pensionati, dei giovani e delle donne dei settori popolari possono assumere la forza di irrompere nella scena politica in contrapposizione reale alla classe borghese, i suoi governi e partiti (al di là di etichette e colori) e le loro alleanze inter-statali come l’UE, solamente attraverso la forma delle alleanze sociali dal basso in un fronte unito in grado di far avanzare le rivendicazioni immediati in una dinamica di contrattacco popolare, innalzando costantemente e progressivamente il livello di coscienza politica di classe, organizzazione e mobilitazioni di massa e conflitto sociale.

Come afferma, D.Koutsoumpas, “l’unica forza che può ostacolare i piani del governo che gettano nella miseria il popolo, che può frenare l’ondata dei gruppi monopolistici e dei loro governi, è solo un’alleanza sociale del popolo. Il KKE invita i lavoratori ad unirsi in un fronte di lotta di massa (…) Diciamo che siamo in grado di condurre una vita degna con diritti adatti ai tempi. Questo è ciò che ci insegna la storia, queste furono le conquiste di altri popoli nel secolo scorso, nei paesi socialisti (…) Possiamo vivere, il nostro popolo può vivere come merita a patto che il potenziale produttivo del nostro paese, le risorse naturali, i mezzi di produzione concentrati siano di proprietà sociale, con il potere popolare. In modo che essi siano utilizzati attraverso la pianificazione centrale, scientificamente guidata con la partecipazione attiva dei lavoratori all’organizzazione e alla gestione della produzione sociale e dei servizi sociali, con il disimpegno dall’UE e la cancellazione unilaterale del debito. Solo in questo modo possiamo metter fine ai crescenti tormenti causati al nostro popolo dal sistema capitalista, dalle sue crisi, dall’UE e dai governi che gestiscono questo percorso.

Pertanto, al di là di tutte le narrazioni conflittuali astratte e puramente estetiche del movimentismo (più o meno partitico) così come quelle interclassiste o puramente riformiste della partecipazione ai governi borghesi, la lezione che ci proviene dalla Grecia è che solamente la guida rivoluzionaria di un forte Partito Comunista e un sindacato di classe, con i rispettivi specifici compiti, radicati nei luoghi reali del conflitto capitale/lavoro, sono in grado di sviluppare la lotta popolare, realmente di massa, coinvolgendo e raggruppando i diversi settori sociali oppressi intorno alla classe operaia, nella prospettiva del rovesciamento rivoluzionario del capitalismo per il socialismo-comunismo.

Nota:

Per seguire gli avvenimenti in Grecia:
https://plus.google.com/+PamehellasGr/photos;
https://picasaweb.google.com/112682536655280922208?feat=flashalbum;
www.902.gr;
www.it.kke.gr;
www.pamehellas.gr ;
https://www.youtube.com/user/902portal

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