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Oltre Chernobyl, gli incidenti nucleari più gravi della storia

di Raul Antonio Capote, pubblicato sul Granma, organo del Partito Comunista Cubano

Demonizzare la vecchia Unione Sovietica (URSS) non è passato di moda. Chi vede la serie “Chernobyl” della HBO può avere l’impressione che l’unico incidente avvenuto nella storia sia stato questo. Ma purtroppo non è così.

Il primo evento di grande portata si verificò a Three Mile Island, negli Stati Uniti, il 28 marzo 1979, quando il nucleo del reattore di una centrale nucleare, situata su un’isola del fiume Susquehanna, subì una parziale fusione e si verificò una perdita di gas radioattivi nell’atmosfera. È stato valutato a livello 5 sulla scala internazionale degli eventi nucleari (INES).

Il tragico evento ha anche causato una prolungata fuga di acqua radioattiva attraverso i circuiti di raffreddamento del reattore, in un momento in cui l’impianto operava al 97% dei suoi mille megawatt di potenza, e fu il risultato di procedimenti errate da parte degli operatori.

Anni prima, il 12 dicembre 1952, si verificò un guasto allo stabilimento Chalk River di Ottawa, in Canada, quando il nucleo si sciolse parzialmente, senza causare danni agli esseri umani.

Un incendio in un reattore al plutonio presso la centrale nucleare di Windscale-Sellafield a Liverpool, nel Regno Unito, il 7 ottobre 1957, produsse una perdita radioattiva che colpì un’area di 500 chilometri quadrati e contaminò 5,6 milioni di litri di latte nei bidoni della zona. Nel 1983 ci furono più di 200 casi di cancro alla tiroide, specialmente nei bambini; un prodotto di questo incidente.

La fuga radioattiva avvenuta nella centrale nucleare di Indian Point negli Stati Uniti, nel 1963, pose fine alla fauna dei fiumi vicini e contaminò i prodotti agricoli.

Oltre 190.000 litri di acqua radioattiva dall’impianto di Monticello, Minnesota, USA, nel 1971, traboccarono dal deposito di rifiuti del reattore e si riversarono nel fiume Mississippi.

Un altro grave incidente si verificò nello stabilimento di Vandellós, a Tarragona, in Spagna, il 19 ottobre 1989.

In Giappone, l’8 marzo 1981, una perdita di acqua radioattiva dall’impianto di Tsuruga – non resa nota fino a sei settimane dopo – contaminò 300 persone. Altri due incidenti avvenuti in quel paese sono noti come gli Incidenti di Tokaimura: il primo avvenne l’11 marzo 1997, quando scoppiò un incendio che causò un’esplosione nella centrale; il secondo avvenne il 30 settembre 1999, in un impianto di riciclaggio di combustibile nucleare, a causa della negligenza del lavoro che causò una perdita di uranio che costò la vita a due persone a causa dell’esposizione alla radioattività. Altri 49 hanno subito danni di gravità variabile e 438 ne sono stati colpiti in qualche modo.

Una catastrofe molto grave si è verificata a Fukushima, anche questa in Giappone, l’11 marzo 2011. A causa del terremoto e dello tsunami che colpirono la parte orientale della nazione asiatica, si verificarono esplosioni negli edifici dei reattori nucleari, si guastarono i sistemi di raffreddamento, la tripla fusione del nucleo rilasciò una gran quantità di radiazioni all’esterno. Assieme all’incidente di Chernobyl, Fukushima è stato il peggior incidente nucleare della storia, con una valutazione di livello 7 della grandezza sulla scala INES.

Molti altri incidenti si sono verificati nel mondo, sebbene senza dubbio la catastrofe nucleare di Chernobyl sia il più grave di questi eventi, con un costo di migliaia di vite e una vasta area contaminata e ancora inabitabile. Chernobyl è un esempio di come qualsiasi misura di sicurezza sia bassa, quando si tratta dell’uso dell’energia atomica.

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