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La preside di Crotone: «Gli serve educazione, sono figli di operai». Studenti in protesta: «ne siamo orgogliosi»

CROTONE. Gli studenti dell’Ipsia “Barlacchi” sono in protesta da giorni per rivendicare il loro diritto all’istruzione. Gli studenti lamentano la mancanza di continuità didattica nell’istituto, a causa del continuo cambio di docenti fra le classi dall’inizio dell’anno scolastico, voluto dalla Preside, e l’incapacità della scuola, a ormai tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, di fornire un orario definitivo, cambiandolo finora ben 10 volte. Molti hanno lamentato addirittura di non avere voti in alcune materie a pochi giorni dalla fine del trimestre. La Preside ha scaricato le responsabilità sui docenti e sul provveditorato scolastico, e ha criticato le proteste degli studenti, rilasciando dichiarazioni ai giornali locali in cui affermava: «Questa è una scuola che ha bisogno di un’educazione ai valori e al rispetto, e che soprattutto ha bisogno di una particolare attenzione».

La protesta degli studenti è esplosa in questi giorni, dapprima con una manifestazione pacifica nel cortile della scuola, alla quale la Preside ha risposto convocando i rappresentanti degli studenti e intimandogli di fermare la protesta. Durante questa riunione, i rappresentanti degli studenti hanno chiesto alla Preside cosa intendesse affermando che la scuola «ha bisogno di educazione ai valori». La Dirigente, stando a quanto riportato dai rappresentanti, avrebbe risposto «beh non siete certo figli di medici o avvocati, ma figli di operai».

Un’affermazione dal sapore classista che ha gettato benzina sul fuoco, facendo esplodere la rabbia degli studenti, che sono scesi ieri mattina in corteo per le vie di Crotone, giungendo fino a un altro istituto gestito dalla loro Preside, che si è rifiutata di incontrare gli studenti fuori dall’istituto. Dopo una lunga trattativa sono saliti 3 studenti in rappresentanza dei manifestanti, ai quali la preside ha ribadito le sue posizioni e ha evitato di rispondere riguardo le sue affermazioni. Mentre ciò accadeva, gli studenti in presidio fuori dalle mura della scuola hanno contestato la Dirigente e scandito slogan che rimarcavano “l’orgoglio di essere figli di operai”.

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Una vicenda che certo si può definire un caso limite, ma che ben rende l’idea della deriva classista dell’istruzione nel nostro paese. Non a caso, uno striscione srotolato dagli studenti in corteo attaccava “la Buona Scuola e i presidi manager. Ai capricci di questi ultimi, affermano, sono ormai piegate le scuole e in particolare gli istituti tecnici e professionali, trattati da scuole di serie B, senza finanziamenti e potenziamenti della didattica, adatti solo a preparare i giovani a precarietà e sfruttamento.

Che la scuola italiana sia una scuola sempre più di classe è purtroppo cosa nota, ma affermazioni di natura classista dovrebbero essere inaccettabili in una scuola pubblica, tanto più se pronunciate da un Dirigente Scolastico. Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Viteritti, responsabile locale del Fronte della Gioventù Comunista (FGC): «Se fossero confermate le affermazioni della preside del Barlacchi, dovrebbe essere evidente che una persona con queste idee non può dirigere una scuola, tanto meno un istituto professionale. Giusta e legittima la protesta degli studenti».

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