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In Ecuador inizia il Festival mondiale della Gioventù

da Redazione

Si è aperto in questi giorni a Quito il “Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti” che giunge alla sua 18° edizione, con una tappa in Ecuador, dopo le precedenti edizioni in Sudafrica e Venezuela. Al festival partecipano decine di organizzazioni giovanili ed antimperialiste provenienti da ogni parte del mondo, con l’obiettivo di incontrarsi e discutere delle prospettive di lotta globali contro il capitalismo e l’imperialismo. Il tema del festival è “La gioventù unita contro l’imperialismo, per un mondo di pace, solidarietà e trasformazioni sociali”.

L’evento è stato aperto dal Presidente dell’Ecuador, Raffael Correa e dal Presidente della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, Dimitris Palmyris, che ha dedicato un ricordo memoria di Nelson Mandela, Hugo Chàvez e del generale Giap, tre personalità della lotta mondiale contro l’imperialismo, scomparse nell’anno del festival. Palmyris ha rimarcato nel suo intervento l’importanza del festival e della lotta antimperialista come lotta fondamentale della gioventù. Correa, salutando le delegazioni straniere presenti, ha ricordato il processo di emancipazione dell’America Latina dall’imperialismo, indicando l’importanza di questo processo come esempio per tutti i popoli del mondo. Il festival che terminerà il 13 dicembre, è organizzato dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) che raccoglie a livello mondiale le organizzazioni giovanili comuniste ed antimperialiste. Al festival è attesa la partecipazione di delegazioni provenienti da più di 100 paesi e una presenza superiore ai 15.000 giovani. Presenti le delegazioni provenienti da Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Corea del Nord, Vietnam da moltissimi paesi africani ed europei. Anche l’Italia è presente con una delegazione formata dall’Associazione di amicizia con la Corea (KFA), dalla Federazione Giovanile Comunisti Italiani, dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC) e dal Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente (SISA).

I delegati si confronteranno su temi importanti con più di cento incontri, seminari e conferenze previsti durante il festival, con giorni dedicati a macrotematiche generali e incontri specifici suddivisi per ciascuna regione del mondo. Si parlerà di disoccupazione giovanile, precarietà, questioni di diritti sindacali nel mondo del lavoro; di istruzione, accesso al diritto allo studio, informazione. Particolarmente importante sarà il confronto dei giovani sulla crisi economica, sulle prospettive che si aprono nei vari paesi del mondo, che discuteranno dell’alternativa tra un’uscita progressista dalla crisi e le tendenze verso politiche reazionarie. Si parlerà dell’anticomunismo in Unione Europea, specialmente nei paesi dell’est Europa, di come arginare la tendenza all’equiparazione tra fascismo e comunismo. Spazio importante sarà dedicato alle esperienze dirette di resistenza all’imperialismo dell’America Latina, della Corea del Nord e dei paesi che lottano per la difendere propria sovranità popolare e democratica, discutendo dei processi in atto in quei paesi, valutando affinità e differenze; seminari specifici sono previsti sulla questione dei prigionieri cubani e del blocco economico contro Cuba. Ed ovviamente il tema principale sarà l’opposizione alla guerra e i delegati ragioneranno sulle modalità di costruire campagne contro le guerre imperialiste, stabilendo una solidarietà permanente tra la gioventù dei diversi paesi presenti.

«Il festival è una tappa fondamentale – ha dichiarato Raffaele Timperi, resp esteri del Fronte della Gioventù Comunista – e non è solo una festa, come il nome farebbe pensare. Si tratta di un momento importantissimo di confronto, nel quale costruire e rafforzare legami tra la gioventù che lotta contro l’imperialismo in ogni parte del mondo, al quale come FGC siamo onorati di partecipare per il primo anno.»  Al Fronte della Gioventù Comunista è stata riservata una relazione sul tema importantissimo: “la disoccupazione giovanile in Europa: le sue ragioni, le misure prese dai governi capitalistici e la lotta per una via d’uscita in favore dei popoli”, che Jacopo Brogioni, delegato FGC presente in Ecuador, terrà al festival di Quito. «Nello stand italiano – afferma Brogioni – abbiamo portato tra le altre cose una bandiera del movimento No Muos, perché ci piace pensare che la lotta del popolo siciliano contro il Muos, condotta anche da nostri compagni, sia idealmente rappresentata tra le più importanti lotte che in ogni parte del mondo sono portate avanti contro l’imperialismo.»

Un altro pezzo d’Italia sarà presente al festival di Quito e di certo è il più atteso. La Banda Bassotti, gruppo musicale nato nei cantieri romani che ha fatto della sua natura comunista una questione di orgoglio, che non ha mai rinnegato o abiurato, ed anzi è sempre in prima fila in ogni battaglia antimperialista in ogni parte del mondo, si esibirà il 13 dicembre, alla conclusione del festival.

«In Ecuador  – ha concluso Timperi –  nonostante le difficoltà e l’arretratezza della lotta di classe ed antimperialista nel nostro paese, l’Italia c’è. Non come vogliamo, perché il lavoro da fare è ancora tantissimo, e non in modo sufficiente.  Ma siamo convinti che dal festival mondiale, dall’esempio di tante organizzazioni da cui abbiamo molto da imparare, possano arrivare iniziative preziose che ci aiuteranno senza dubbio a superare questa fase e a ricostruire in Italia quello che in questi anni è stato distrutto.»

 

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