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Mondiali in Qatar: che la farsa abbia inizio

Mancano ormai poche ore al fischio d’inizio. Il Qatar sta completando i preparativi per la 22ª edizione del mondiale di calcio, il primo giocato d’inverno (a causa del clima torrido del paese) e probabilmente quello con lo strascico maggiore di scandali e interrogativi. Trentadue campionati nazionali stanno per essere interrotti per consentire questo evento dal sapore amaro; sfruttamento dei lavoratori, inquinamento e speculazione economica fanno da contraltare alle luccicanti vetrate dei grattacieli nel centro di Doha. A dispetto delle decorazioni urbane e delle immagini dei calciatori sulle facciate di edifici ultramoderni, il Qatar non è un paese con una cultura calcistica e ha dovuto edificare da zero per l’occasione sei degli otto stadi che ospiteranno il torneo, con dei costi enormi in termini di vite umane.

Le condizioni dei lavoratori sono uno dei nodi più drammatici di questa edizione: secondo un’inchiesta del The Guardian 6.500 operai sono mortiper la costruzione dei nuovi impianti (una cifra parziale ferma al febbraio 2021, oggi alcune stime parlano di 15mila). L’attenzione delle autorità locali è stata concentrata sul costruire in fretta tutte le infrastrutture a discapito della sicurezza e della tutela dei lavoratori, in gran parte immigrati di paesi poveri africani e del sud est asiatico, costretti a turni di 12-14 ore giornaliere, molto spesso senza pagare stipendi, TFR e ferie, come riportato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Come se non bastasse poi, migliaia di questi lavoratori, circa un mese fa, sono stati sfrattatidalle case appositamente costruite per loro nel centro di Doha, per giunta con preavvisi indecenti (avvisi arrivati alle 20 per abbandonare le case entro le 22:30). Quegli stessi appartamenti, adesso, verranno affittati con prezzi tra i 240 e 420 euro a notte.

Ma non sono solo i lavoratori ad essere stati sacrificati. Il Qatar è un paese dove i diritti delle donne e della comunità LGBT, vengono calpestati quotidianamente. L’omosessualità è considerata reato e hanno fatto scalpore, a tal proposito, le parole dell’Ambasciatore dei Mondiali Khalid Salman che ha dichiarato che i rapporti tra persone dello stesso sesso costituiscono “danno psichico”.

Uno scempio a cui si somma il disastro ambientale. Sette degli otto stadi dell’evento sono dotati di aria condizionata per mantenere la temperatura stabile sui 20°, il costo di questa, come di altre misure, per l’ambiente è notevole. Si calcola che l’intero evento produrrà una quantità di 3,6 milioni di CO2, il doppio – per comprendere la cifra – di quelli emessi durante i mondiali in Russia.

Ci si domanda come sia stato possibile che un paese come il Qatar sia stato scelto come sede dei mondiali. Un’operazione tutt’altro che limpida, che ha portato a quattro inchieste differenti. La prima è stata – su pressione dell’opinione pubblica – interna alla Fifa, condotta dal giudice Michael J. Garcia, che nel suo report finale denuncia alcune irregolarità nel voto dovute al mancato rispetto del codice etico FIFA da parte di numerosi membri del comitato esecutivo che avrebbero accettato benefit o favori prima del voto. A questa inchiesta si sommano quella commissionata dalla UEFA e quella del Dipartimento di Giustizia americano.

Nei documenti della corte federale di New York si legge: “numerosi membri del comitato esecutivo Fifa hanno ricevuto regalie in cambio del loro voto in favore del Qatar”. Esiste infine una quarta inchiesta – opera della procura di Parigi – che tira in ballo direttamente Michel Platini (all’epoca presidente UEFA) Tamim bin Hamad Al Thani (figlio dell’emiro del Qatar, oggi anch’esso emiro ) e Nicolas Sarkozy (allora presidente della Repubblica francese). Sotto la lente d’ingrandimento un incontro informale avvenuto fra i tre il 23 novembre 2010, una settimana prima del voto decisivo per l’assegnazione della sede del mondiale. Dalle ricostruzioni pare si sia parlato della proprietà del PSG (squadra parigina oggi posseduta da Tamim bin Hamad Al Thani) e di vendita di armi al Qatar, in cambio del voto della Francia in favore del Qatar come sede per lo svolgimento dell’evento calcistico. Michel Platini, che inizialmente aveva dichiarato al presidente della Fifa Blatter di voler votare Usa, improvvisamente cambia idea per votare Qatar. Per la vicenda i tre sono indagati per corruzione e traffico di influenze.

L’Italia non parteciperà a questo mondiale, non essendo riuscita a superare la fase di qualificazione, ma è comunque coinvolta. Diverse imprese italiane operano nel paese, ed un contingente composto da 560 militari, 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili sarà in Qatar accanto ai nuclei inviati da altri paesi per garantire la sicurezza nel paese. Una notizia che non stupisce affatto visto i legami economici tra l’Italia e il Qatar; legami fortemente rafforzati dopo che ENI, a giugno scorso, ha annunciato di essere stata selezionata come partner da QatarEnergy per il più grande progetto al mondo di Gas Naturale Liquefatto (GNL).

In questo quadro che muore l’essenza del calcio. Così come gli organi di governo politici vengono piegati dal potere di un manipolo di miliardari, anche gli organi di governo del calcio hanno orientato le proprie decisioni seguendo gli interessi di una ristretta élite, che vede nel calcio e nella passione calcistica della popolazione solo un altro modo per fare profitto. Nei mondiali in Qatar non c’è alcuno spazio per la passione spontanea e per l’amore verso il gioco; elementi che dovrebbero essere imprescindibili in uno sport come il calcio, al punto che, nel tentativo di riprodurli artificialmente, si è optato per pagare figuranti che reciteranno la parte dei tifosi, così come volti noti del calcio internazionale per provare a rilanciare la propria immagine nel mondo (David Beckham – ad esempio – riceverà 150 milioni di euro nell’arco di dieci anni all’interno del programma “ambassadors”).

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L’unica nota che potremmo assumere come positiva all’interno di questa vicenda è che nelle curve di mezza Europa sono comparse in questi mesi decine di striscioni e dimostrazioni contro la farsa rappresentata dal mondiale in Qatar, contro la mattanza e i soprusi che si sono consumati per rendere possibile questo evento. Ancora una volta da parte di alcuni settori più coscienti delle tifoserie arriva la dimostrazione spontanea di quanto sia lontano ciò che oggi accade ai vertici del calcio globale dall’amore e dalla passione che dovrebbero accompagnare lo sport.

Corruzione, sfruttamento, violazione dei diritti umani e migliaia di morti sacrificati sull’altare del profitto: questo è ciò che si cela dietro la cupola dorata del mondiale in Qatar. Buona visione!

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