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UNA PANORAMICA SULLA MACEDONIA

* di Edoardo Genovese

Quando si parla dei Balcani si ha difficoltà a raccontare di momenti di calma, pace e tranquillità. Ultimamente, quando si parla della Repubblica di Macedonia, si fa fatica a trovare un periodo più o meno lungo dove il Paese non viene attraversato da qualche sporadico conflitto interetnico o qualche scandalo politico.

Se già la situazione era complicata da un punto di vista economico, essendo il Paese che più ha subito i colpi della secessione jugoslava, con un PIL pro capite pari a 4870$[1], sul piano politico e sociale le prospettive non sono sicuramente rosee. La crisi politica, di cui si era già parlato[2], si è notevolmente aggravato successivamente alle dichiarazioni fatte da Zoran Zaev, leader del partito d’opposizione SDSM[3]. Zaev, infatti, ha reso pubbliche una serie di “bombe”, ossia delle rivelazioni che avevano come oggetto di interesse il piano di spionaggio portato avanti dal Primo Ministro Nikola Gruevski e il capo dei servizi segreti, parente del Primo Ministro stesso, Saso Mijalkov. Le intercettazioni rese pubbliche da Zaev, nelle quali si parlava di sostituzione di magistrati con giudici filo-governativi, spionaggio nei confronti di giornalisti, diplomatici stranieri, oppositori politici, membri della SDSM e del Governo stesso, hanno avuto una risposta decisa da parte di Gruevski che, dopo aver negato, ha accusato Zaev di «alto tradimento, spionaggio e tentato colpo di stato»[4]. Nel frattempo, la popolazione è esasperata da un Governo che invece di investire fondi pubblici per aumentare il lavoro, diminuire le emissioni di Co2, migliorare i servizi alla persona, sperpera denaro nell’erezione di statue e monumenti col fine ultimo di rinvigorire lo sciovinismo in un Paese dove l’identità nazionale è comunque molto sentita, anche a causa della continua e infinita “disputa sul nome” con la Grecia, che non permette alla piccola repubblica balcanica di fare il suo accesso nell’Unione Europea a causa del veto greco e per cui il governo Gruevski fa richiesta dal 2005 così come per l’ingresso nella NATO.

In questi giorni, infatti, migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere le dimissioni di Gruevski, che pare non essere più in grado di mantenere il potere, ottenuto, come riporta il rapporto finale della missione OSCE/Odihr, grazie all’aiuto delle televisioni pubbliche e private (garantendo un alta trasmissione delle proposte della VMRO-DPMNE, il partito di Gruevski, del quale se ne trattava con neutralità o in maniera positiva, al contrario della SDSM che veniva posta sotto pesante accanimento politico[5]).

A far da contorno a una già grave instabilità politica, che ha causato l’annullamento dell’incontro tra Gruevski e il Presidente della Commissione Jean-Claude Junker[6], non potevano mancare gli ormai soliti scontri interetnici, in un Paese che non sembra in grado di trovare la normale convivenza. Secondo quanto riporta il Ministero degli Interni un gruppo armato composto da 70-80 elementi ha varcato i confini da un non precisato Paese straniero e ha ingaggiato un violento scontro a fuoco con la polizia nel quartiere albanese di Kumanovo, nel nord del Paese a pochi chilometri dalla capitale, Skopje, causando 22 morti (8 poliziotti e 14 albanesi) e almeno 37 feriti, nel tentativo di sfruttare la situazione di crisi politica interna per destabilizzare il paese. Analizzando la posizione di Kumanovo, la possibilità che questo “commando” provenga dal Kosovo è molto alta. Uscita indenne dalla Jugoslavia, evitando quella scia di morte che ha visto protagonista la Serbia, la Bosnia e la Croazia, la Macedonia ha conosciuto la guerra nel 2001, quando l’UCK, l’esercito di “liberazione nazionale” kosovaro, ha ingaggiato un breve conflitto con le forze armate macedoni. Questo ha portato alla firma della pace di Ohrid, dove la minoranza kosovara è riuscita ad ottenere una parvenza di egualitarismo nei diritti civili. Tuttavia, i sogni sciovinisti kosovari non si sono mai sopiti e la tensione è sempre molto alta. L’indipendenza del Kosovo, è sempre bene ricordare, fa parte dei piani imperialisti dell’UE e USA nella regione attraverso lo smembramento dell’ex Jugoslavia.

Se però vogliamo comprendere meglio questa travagliata vicenda politica, dobbiamo catalizzare l’attenzione anche su quanto sta succedendo a Skopje nelle manifestazioni anti-governative. Distogliere lo sguardo dalla capitale e concentrarlo sugli eventi di Kumanovo può infatti risultare sbagliato nell’analisi complessiva del Paese. Stanchi del Governo, i cittadini di Skopje e delle altre città sono scese in piazza per chiedere le dimissioni di Gruevski: secondo quanto riportato dalla stampa locale, albanesi e macedoni sono scesi a lottare contro le forze dell’ordine – che difendeva i palazzi governativi – fianco a fianco per manifestare il loro totale dissenso verso Gruevski, come già era accaduto alcuni mesi fa in occasione della grande manifestazione studentesca, che ha visto il ritiro della riforma universitaria[7]. Se quindi già la Bosnia aveva conosciuto un’apertura tra le varie etnie presenti sul territorio nazionale, la gioventù macedone sta iniziando a comprendere come l’odio interetnico sia uno strumento delle mani della classe dirigente sia locale che transnazionale nella vecchia e solita logica del dividi et impera. È infatti necessario individuare e evidenziare come il paese ricopra la sua importanza regionale dal punto di vista geostrategico come dimostra la cruciale questione della fornitura di gas proveniente dalla Russia verso i Balcani che ha proprio nella FYROM [ex Repubblica jugoslava di Macedonia] un nodo strategico fondamentale per il passaggio del nuovo South Stream dopo l’abbandono del progetto inziale. Per questi motivi la situazione nel paese va analizzata nel suo complesso e nel quadro dei piani imperialisti nella regione dove è forte la competizione tra le potenze imperialiste, tra i monopoli, per il controllo delle materie prime, delle loro vie di trasporto e delle quote dei mercati, e che riguarda in particolar modo anche la Serbia e la Grecia.

La mancanza di un forte partito comunista si sente all’interno di un Paese dove una persona su cinque vive al di sotto della soglia di povertà, dove la disoccupazione generale si attesta al 29% mentre quella giovanile al 51%[8], dove i capitalisti cavalcano i sentimenti sciovinisti e approfittano della difficile convivenza tra etnie per poter affermare i propri interessi e affamare un popolo che già è in difficoltà. A quanto pare, però, la gioventù si sta muovendo e sarà fondamentale l’orientamento di classe nello sviluppo della lotta per i diritti dei lavoratori e della gioventù e contro i piani imperialisti in tutta la regione dei Balcani.

 


[1] Dati ottenuti dalla Banca Mondiale, http://data.worldbank.org/indicator/NY.GNP.PCAP.CD/countries/MK-7E-XT?display=default

[2] Edoardo Genovese, «L’Aventino macedone: quando il Parlamento viene boicottato dall’opposizione», 2 gennaio 2015, Senza Tregua, senzatregua.it, http://www.senzatregua.it/?p=1591

[3] Socijaldemokratskij Soyuz na Makedonija, Unione Socialdemocratica Macedone

[4] Lavdrim Lita, «La politica dei colpi bassi. Spionaggio, arresti e minacce», 3 febbraio 2015, East Journal, eastjournal.net, http://www.eastjournal.net/macedonia-la-politica-dei-colpi-bassi-spionaggio-arressti-e-minacce/54559

[5] OSCE/ODIHR, «Presidential and early parliamentary elections. 13 and 27 april», OSCE/ODIHR, www.osce.org, www.osce.org/odihr/elections/fyrom/121306?download=true

[6] «Gruevski-Junker meeting cancelled», 23 febbraio 2015, Macedonia International News Agency MINA, http://macedoniaonline.eu, http://macedoniaonline.eu/content/view/27008/45/

[7] Per approfondimento, cfr. Chiara Milan, «MACEDONIA: Le proteste degli studenti infiammano il paese», 18 dicembre 2014, East Journal, eastjournal.net, http://eastjournal.net/macedonia-le-proteste-degli-studenti-infiammano-il-paese/52605

[8] Dati ottenuti dalla Banca Mondiale, disoccupazione giovanile femminile http://data.worldbank.org/indicator/SL.UEM.1524.FE.ZS/countries/MK-7E-XT?display=graph e disoccupazione giovanile maschile http://data.worldbank.org/indicator/SL.UEM.1524.MA.ZS/countries/MK-7E-XT?display=graph

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