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Sulla manifestazione antifascista del 23 maggio a Gorizia

* di Davide Tonasso

Il 23 Maggio a Gorizia, capoluogo di provincia del Friuli Venezia Giulia, posta sul confine con la Slovenia, è stato organizzato da CasaPound un raduno nazionale per “onorare” l’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Evento che naturalmente ha risvegliato tutti gli antifascisti locali, i quali senza perdere tempo si sono rapidamente accordati sul da farsi e hanno organizzato, insieme alle forze di sinistra slovene, un contro corteo in risposta a quello dei neofascisti. Anche SenzaTregua, ha risposto attivamente, aderendo all’appello rivolto agli storici e intellettuali in difesa della verità storica contro il revisionismo e lo sciovinismo nazionalista dei fascisti, vecchi e nuovi. ( qui il comunicato della Redazione http://www.senzatregua.it/?p=1956 )

La manifestazione antifascista e antimilitarista è andata oltre ad ogni più ottimistica previsione sia per quantità, che ha superato i mille partecipanti e sia per qualità degli stessi: attivisti, militanti, determinati e coscienti. Ma soprattutto ha colpito e rinfrancato la partecipazione dei numerosi giovani che erano lo spirito vivo del corteo. E’ stata onorata e rinnovata la tradizione antifascista di una terra e delle sue genti. Nel 70° anniversario della Liberazione, che vide Gorizia epicentro della prima battaglia partigiana d’Italia (condotta unitamente da italiani e sloveni contro l’occupatore nazifascista), è stato riproposto lo spirito ribelle e internazionalista di chi oggi come ieri rifiuta il nazionalismo, l’ipocrisia della retorica militarista e guerrafondaia al servizio degli interessi capitalisti. A maggior ragione alla luce di tutto ciò, il mancato sostegno alla manifestazione antifascista dell’ Anpi e della Cgil provinciali, accondiscendenti alla direttiva “pacificatrice” del PD, è stato l’unico dato negativo del giorno.

La festosa e variegata manifestazione degli antifascisti ha onorato la città e la sua storia, al contrario di quanto messo in scena CasaPound, con il loro triste flop nazionale prigioniero e servo dall’ottuso ed inumano bellicismo e del vile revanscismo patriottardo. Non fa specie che a questa fasulla commemorazione abbia prestato sostegno una rappresentate della giunta comunale del capoluogo isontino, che conferma come purtroppo queste formazioni politiche, invece che essere sciolte e messe fuori legge, trovino sponde istituzionali.

Il Friuli Venezia Giulia è stato però capace, stavolta, di dimostrare il suo profondo carattere antifascista e popolare, a mostrare i suoi migliori elementi all’Italia intera, rendendo l’evento nazionale di Casapound la loro disfatta di Caporetto.

 

Davide Tonasso

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