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Un momento del corteo organizzato dall'Anpi al Colosseo in occasione della Festa della Liberazione. Roma 25 aprile 2014.
Un momento del corteo organizzato dall'Anpi al Colosseo in occasione della Festa della Liberazione. Roma 25 aprile 2014.

Per un nuovo anno all’attacco.

La conclusione del 2015 ha segnato per noi passi importanti nella costruzione dell’organizzazione. Ne cito solamente due: la nascita di Avanguardia, nostro giornale cartaceo, e l’ingresso ufficiale nella Federazione Mondiale della Gioventù Democratica. Si tratta di due traguardi di primissima importanza, che si sono sommati alla crescente capacità di mobilitazione del FGC nelle scuole, testimoniata anche dai risultati delle elezioni studentesche, all’avvio di un più proficuo lavoro tanto nelle università, quanto nei rapporti con sindacati, e nelle lotte dei lavoratori in generale.

La nascita di Avanguardia ha dato alla gioventù comunista uno strumento prezioso per far conoscere le nostre analisi, le iniziative e la linea politica dell’organizzazione, recuperando quel lavoro condotto da ciascun militante che supera la semplice dinamica di internet e della diffusione dei contenuti tramite i social network. Un passo avanti nel superamento di quella “virtualizzazione” delle dinamiche organizzative che oggi sembra preponderante nella società e che rischia di limitare strettamente il campo d’azione delle organizzazioni di lotta, deviandolo su binari morti.

Il secondo traguardo è stato l’ingresso ufficiale nella Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, che ha segnato il pieno riconoscimento internazionale dell’attività della nostra organizzazione, colmando lo strappo che le organizzazioni opportuniste avevano provocato tra la gioventù del nostro paese e il movimento comunista e le strutture antimperialiste a livello internazionale. Oggi il FGC è riconosciuto come interlocutore politico privilegiato da decine di organizzazioni in tutto il mondo. Ogni nostra lotta si muove nel quadro di un movimento più ampio che a livello europeo e mondiale, comprende le organizzazioni giovanili che insieme a noi lottano contro l’imperialismo per conquistare un avvenire socialista.

L’anno che viene sarà per noi un anno di sfide cruciali. Il nostro congresso nazionale, che si terrà nei primi mesi dell’anno, sarà chiamato a fare un bilancio della nostra azione in questi anni, e a programmare l’attività politica della gioventù comunista per gli anni a venire. Ma sarà chiamato in modo particolare ad affrontare due questioni su cui oggi è necessario porre con forza tutto l’impegno della gioventù comunista.

In primo luogo dare alla gioventù lavoratrice e delle classi popolari un’alternativa reale a ciò che il sistema capitalistico impone. Un’alternativa che si esplichi nella lotta per l’abbattimento di questo sistema di sfruttamento, che individui una prospettiva altra nello sviluppo delle relazioni sociali, ossia la prospettiva socialista, ma che contemporaneamente sia in grado di porre in essere una progettualità che da subito costruisca, per quanto possibile, elementi di quella alterità sociale, di quel diverso modo di vivere, che divengano fattori di accumulazione di forze per il cambiamento. Si tratta di mettere in campo progetti che, rafforzando la gioventù comunista e le sue strutture, operino sotto il profilo culturale, sociale, sportivo, ricreativo per dare alla gioventù proletaria un’alternativa di esistenza alla condizione di sottomissione che il capitale impone, per veicolare coscienza della propria condizione e della necessità storica della lotta come fattore di liberazione collettiva, per rompere l’individualismo imperante e far avanzare l’unità di classe, rompendo l’asse che va creandosi tra sempre maggiori settori proletari e teorie reazionarie. Strappare forze alla passività per costruire un esercito di giovani che abbiano coscienza, forza e organizzazione. Si tratta ovviamente di un lavoro che non richiede un anno, ma che apre una “fase” nello sviluppo e nel lavoro dell’organizzazione, chiamata a conquistare posizioni per rompere per quanto possibile l’egemonia borghese, per dare concretezza ad un’alternativa rivoluzionaria.

Il secondo obiettivo riguarda la questione comunista. Il FGC è oggi una forza matura, i cui militanti hanno acquisito coscienza nelle lotte e tramite il lavoro teorico svolto; hanno conquistato maggiore esperienza sul terreno dell’organizzazione, si affacciano a divenire protagonisti non solo nelle scuole e nelle università, ma anche nel lavoro politico nelle città e nei quartieri popolari. La questione comunista e la costruzione del sindacato di classe, sono elementi essenziali per dare continuità al lavoro svolto, per organizzare il conflitto nei luoghi di lavoro e dare alla gioventù lavoratrice, insieme con tutti i lavoratori, quella prospettiva di cambiamento che appare più che mai necessaria. Il FGC ha dimostrato in questi anni che costruire un’organizzazione marxista-leninista non significa chiudersi in bolle di vetro estranee alla società, ai bisogni e alle esigenze reali delle masse popolari; che è necessario rifiutare con forza l’idea che per non essere minoritari e marginali si debba inevitabilmente rompere l’autonomia dei comunisti e aggregarsi con forze eterogenee che comuniste non sono, che non si pongono come obiettivo il socialismo. Noi comunisti siamo coscienti di essere oggi una minoranza, anche una estrema minoranza. Ma abbiamo dalla nostra la forza di rappresentare gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione, che oggi vive sulla propria pelle lo sfruttamento capitalistico e le sue conseguenze. E’ questa convinzione, e la capacità di parlare a quella grande maggioranza di lavoratori, di disoccupati, studenti che rompe ogni logica minoritaria, che ci spinge a concepire il terreno della nostra azione non nella direzione di improbabili alleanze politiche, ma nello sviluppo di un lavoro sociale per costruire l’unità della classe lavoratrice, per dare ad essa una direzione rivoluzionaria, per aggregare a quella forza di cambiamento tutti i settori popolari che oggi sono schiacciati dalle politiche antipopolari.

Questa forza, conquistata sul campo, di cui siamo i primi a conoscere ancora l’insufficienza rispetto al lavoro immane che abbiamo davanti, è una forza formidabile perché composta e guidata da giovani, che uniscono alla coscienza, e al lavoro politico, il loro eccezionale entusiasmo. Un carattere che può davvero divenire forza materiale, costituendo quel fattore in più per spezzare la catena di sconfitte e il distacco che si è prodotto con la parte più importante e attiva dei lavoratori e delle masse popolari. Il 2016 sarà l’anno in cui la gioventù comunista sarà chiamata a fare un passo avanti in questa direzione, non limitandosi più ad un lavoro semplicemente tra i giovani, ma dando forza e appoggio, azione e protagonismo diretto, per costruire in Italia il partito comunista.

Buon 2016 compagni! Sono certo che sarà un anno impegnativo, ma ne abbiamo vissuti prima d’ora e abbiamo sempre portato a termine i nostri obiettivi. Guardiamo con fiducia, impegno e entusiasmo ad un nuovo anno di lotte e di conquiste per la gioventù comunista, per rafforzare l’organizzazione, per conquistare il nostro avvenire socialista.

Alessandro Mustillo (segretario nazionale FGC)

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