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Test Invalsi, protestano gli studenti: «Dequalificanti e classisti, li boicotteremo»

Tra meno di una settimana a tutti gli studenti di seconda superiore saranno somministrati i test INVALSI, come avviene ormai dal 2011. Fin dalla loro introduzione, queste prove di italiano e matematica sono state bersaglio di forti critiche, sia da parte degli studenti che degli insegnanti. Sono numerose infatti le proteste, gli scioperi e le azioni di boicottaggio che di anno in anno vengono organizzate per contrastare il modello nozionistico e classista che questi test puntano a introdurre nel sistema educativo italiano. Da poche settimane inoltre i decreti attuativi della “Buona Scuola” hanno reso (a partire dal 2019) i test INVALSI requisito per l’ammissione all’Esame di Stato insieme all’alternanza scuola-lavoro, portando a termine un vero e proprio stravolgimento nel mondo della scuola.

Tra le organizzazioni giovanili che invitano gli studenti a boicottare il test INVALSI il 9 maggio emerge il Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da anni si batte contro queste prove denunciando il progetto di differenziare i finanziamenti in base alle graduatorie dei risultati, penalizzando le scuole in difficoltà e privilegiando pochi istituti “di prestigio”. In queste settimane i giovani comunisti nelle scuole stanno conducendo un lavoro serrato per estendere il boicottaggio, nonostante la sostanziale resa da parte di organizzazioni studentesche che per anni avevano portato avanti questa lotta.

«Boicottare in massa questi test significa incrociare le braccia contro la dequalificazione del sistema educativo, rompere un ingranaggio di questo sistema nozionistico e rivendicare un modello di scuola diverso» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Lottiamo per un’istruzione basata sulla crescita collettiva e non sulla competizione sfrenata, che punti a elevare la qualità dell’insegnamento anziché piegarsi alle necessità delle imprese. Non accettiamo che si facciano graduatorie differenziando le scuole di serie A da quelle di serie B, appiattendo la didattica sull’apprendimento di nozioni secche e svilendo l’apprendimento critico. Chi oggi sostiene questo principio di falsa meritocrazia difende una scuola su misura dei padroni e sempre più lontana dagli studenti».

Di fronte a un’ampia adesione studentesca al boicottaggio non si sono fatte attendere le reazioni delle istituzioni scolastiche, che in vario modo tentano di dissuadere gli alunni dal continuare la protesta. Spinti dal proposito di “primeggiare” rispetto agli altri istituti, i dirigenti scolastici non tollerano che venga messo in discussione lo svolgimento delle prove; una chiusura a qualsiasi forma di dialogo piuttosto eloquente, perché la somministrazione dei test rientra nelle “attività ordinarie” e può pertanto essere oggetto di dibattito nel Collegio Docenti. Nonostante sia del tutto illegittimo utilizzare i risultati dei quiz per “fare media” nelle materie di studio, e ancor più punire chi decide di lasciare in bianco per protesta, non di rado presidi e professori ricorrono a queste vergognose forme di ricatto per soffocare le istanze degli studenti.

«Episodi di questo tipo non ci stupiscono affatto, ma dimostrano invece la reale natura del modello INVALSI, che istiga le scuole a una competizione sfrenata.» commenta Fiorucci «Peccato che qualsiasi ricatto sia assolutamente infondato e pretestuoso, perché nessuno studente può essere punito o ricevere valutazioni negative per aver lasciato in bianco i test. In questi giorni siamo impegnati in tutta Italia per spiegare le nostre ragioni, difendendo gli studenti da qualsiasi intimidazione e tentativo di ostacolare la discussione».

Nel frattempo la campagna di boicottaggio sembra non avere affatto accusato il colpo della repressione, ma anzi cresce e si estende in sempre più scuole sul territorio nazionale. Si moltiplicano infatti le assemblee nelle classi seconde, i momenti di dibattito con l’appoggio e la partecipazione di molti professori. I pochi giorni che precedono la somministrazione dei test saranno decisivi per estendere la battaglia, rafforzare l’unità degli studenti e prepararsi a consegnare in bianco i test: in questa direzione i militanti comunisti nelle scuole proseguiranno il loro lavoro per un boicottaggio che sia realmente di massa e unitario.

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