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Le scuole si organizzano: studenti in piazza il 22 febbraio

“Una grande giornata di mobilitazione studentesca contro il governo il 22 febbraio”, così la definiscono già gli studenti. Sarà la prima dopo la manovra targata Salvini-Di Maio, nel mirino dei giovani che denunciano “l’ennesimo attacco all’istruzione pubblica con 4 miliardi di tagli, nella peggiore tradizione dei governi sottomessi all’Unione Europea”.

Tutto è partito da un video-appello del giovane Simon Vial, Presidente della Consulta degli Studenti di Torino e militante del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che chiamava tutti gli studenti d’Italia a mobilitarsi contro la nuova maturità e i tagli alla scuola. Qualche giorno prima, a Torino, un’assemblea di 150 ragazzi in piazza ha dato il via all’ondata di proteste sul nuovo esame di Stato, puntando il dito contro il “governo del finto cambiamento”.

In pochi giorni l’agitazione si è diffusa a macchia d’olio, raccogliendo le adesioni di scuole in fermento e dei rappresentanti degli studenti. Da Livorno a Venezia, da Trieste a Palermo sono decine i video di studenti che hanno rilanciato l’appello partito da Torino: “rompiamo il silenzio e costruiamo una giornata di manifestazioni contro il governo”. A Roma gli studenti hanno lanciato un appello alla mobilitazione a cui hanno aderito 20 scuole.

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Oggi sono almeno 50 le città in cui si prevedono manifestazioni, in continuo aumento grazie al passaparola che attraversa tutto lo stivale fino alle isole. Un’adesione massiccia e genuina, che non si limita a denunciare le proprie condizioni e i problemi delle scuole, ma approda su in terreno di scontro che ormai è tutto politico. Con lo slogan “Bocciamo il governo!” gli studenti attaccano apertamente l’esecutivo giallo-verde, che prometteva di rivedere la “Buona Scuola” mentre ora sposa in toto le misure volute da Renzi.

Tra i principali punti della protesta una critica serrata al nuovo esame di maturità definito “peggiorativo della didattica”, contenuto dei decreti attuativi della Buona Scuola e introdotto senza consultare gli studenti. Un’opposizione netta al piano “Scuole Sicure” voluto da Salvini, per cui “la sicurezza degli studenti viene scambiata con la repressione utile solo alla propaganda di governo”. E ancora i tagli previsti dalla manovra, che ammontano a 4 miliardi e ancora una volta colpiscono una scuola pubblica in difficoltà.

Il 22 febbraio segna una svolta per il movimento studentesco in Italia” – così si è espresso Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC, organizzazione che sta giocando un ruolo di primo piano nella promozione della data. “Grazie al contributo e alla spinta dei militanti comunisti stiamo riuscendo a rompere la ritualità delle mobilitazioni autunnali e tracciare una direzione chiara per le lotte degli studenti. In uno scenario politico sempre più buio, dai giovani si leva una risposta coerente, che rifiuta la scuola di classe e con essa tutti i partiti che accettano come orizzonte questo sistema di sfruttamento”.

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