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«Soldi alla scuola, non alla guerra». Le Consulte degli studenti contro l’imperialismo

In queste settimane in molte città italiane gli studenti si sono mobilitati contro la guerra imperialista per condannare l’attacco statunitense in Iraq e per opporsi a qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto. La loro voce è arrivata negli organismi di rappresentanza studenteschi, come in molte consulte provinciali, dove, sostenute dai militanti comunisti, sono state approvate dichiarazioni contro la guerra e di condanna nei confronti della scelta del governo M5S-PD-LEU di confermare la permanenza delle truppe italiane sul suolo iracheno.

Tra queste la Consulta di Firenze riunitasi il 21 gennaio ha preso una posizione condivisa a nutrita maggioranza dai suoi componenti, denunciando la natura imperialista della presenza militare italiana in Iraq e chiedendo il ritiro immediato delle truppe.

«È  inaccettabile che vengano spesi miliardi per fare guerre in nome degli interessi sul petrolio, mentre le nostre scuole cadono a pezzi e il costo della scuola viene scaricato sulle tasche delle famiglie lavoratrici» dichiara Nadia Gabbrielli, presidente della consulta di Firenze «Questa situazione ci riguarda in prima persona. Basti pensare che recentemente il governo si è impegnato nell’aumento dei fondi alla difesa nel rispetto dei target imposti dalla NATO, mentre ci racconta che i soldi per l’istruzione non ci sono. Noi non ci caschiamo: chiediamo il ritiro delle truppe italiane dai contesti di guerra e un piano speciale di investimenti nell’istruzione. Ogni euro speso per l’acquisto di nuovi armamenti e missioni all’estero è tolto alla spesa sociale, vogliamo soldi alla scuola e non alla guerra»

Diverse consulte italiane stanno alzando la voce, con documenti di denuncia delle politiche di guerra e di tagli alla spesa sociale del governo che incontrano l’opposizione del Ministero dell’Istruzione e l’ostruzionismo di forze legate al centro-destra e al centro-sinistra.

Un segnale importante che proviene dagli studenti e che conferma l’avanzata di un nuovo modello di rappresentanza, che rifiuta di piegarsi ai dettami del governo e sceglie di discutere della politica e prendere posizione dando voce alle istanze degli studenti.

«Non possiamo permettere che queste assemblee siano svuotate del loro potenziale ed esauriscano i loro compiti in qualche inutile incontro istituzionale. Abbiamo invece il dovere di discutere della nostra condizione di giovani e di studenti, dobbiamo pronunciarci su tutto ciò che contrasta con gli interessi degli studenti che rappresentiamo» ha affermato Pietro Mazzucco, presidente della consulta di Torino «Un controllo costante sulle scelte del governo, una risposta tempestiva e la lotta contro le misure peggiorative che ci rubano il futuro. In questo modo potremo davvero fare la differenza»

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