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Studenti e lavoratori in sciopero. Cortei e proteste in tutta Italia

Una giornata di mobilitazione non ancora conclusa, che vede marciare assieme lo sciopero generale indetto dai sindacati di base SI Cobas e SLAI Cobas, aderenti all’Assemblea dei Lavoratori Combattivi, e la mobilitazione nazionale degli studenti.

Le rivendicazioni dello sciopero generale per i lavoratori sono: lavorare in condizioni di reale sicurezza attraverso nuovi protocolli anti Covid-19 sui posti di lavoro, rinnovo dei CCNL scaduti, no ai licenziamenti, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, salario garantito per i disoccupati, abrogazione dei decreti sicurezza, permessi di soggiorno senza ricatti per i lavoratori immigrati, contro discriminazione di genere, nuovo piano di edilizia scolastica, sistema sanitario nazionale pubblico realmente gratuito ed accessibile, finanziare queste misure attraverso un “milioni tax” del 10% sul 10% più ricco della popolazione. I primi picchetti sono iniziati nei magazzini della logistica. Spicca tra gli altri la lotta dei lavoratori della TNT-Fedex, contro un enorme piano da oltre 6.000 licenziamenti portato avanti dal colosso americano in tutta Europa, a partire dai 672 esuberi già annunciati a Liegi in Belgio. Un presagio di ciò che accadrà in tutta Italia dopo lo sblocco dei licenziamenti.

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La giornata di lotta operaia prosegue nei luoghi di lavoro dal Nord a Sud. Facchini, portuali, operai, lavoratori del trasporto pubblico, docenti e lavoratori della scuola, personale sanitario, lavoratori dello spettacolo si mobilitano contro una gestione della crisi sanitaria completamente su misura degli interessi di Confindustria e degli altri settori padronali.

Alle mobilitazioni operaie si somma quella degli studenti, lanciata a livello nazionale dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che ha raccolto in tutto il Paese l’adesione di decine di collettivi cittadini e di istituto. Gli studenti sono scesi in corteo nelle città di Roma e Torino. A questi hanno fatto seguito presidi statici e proteste in circa 20 città italiane, tra cui spiccano Milano, Napoli, Bologna, Siena, Padova, Cosenza, Catania, Taranto, Ascoli Piceno. A Roma gli studenti, assieme ai lavoratori della scuola, hanno raggiunto in corteo il Ministero dell’Istruzione su Viale Trastevere. A Torino, in testa assieme agli studenti lo spezzone dei braccianti in lotta del saluzzese e i lavoratori della vertenza FedEx.

«La gestione della pandemia è stata tutta a favore dei profitti delle aziende e di Confindustria mettendo a rischio la salute e la vita di milioni di lavoratori» – si legge in una nota del FGC alla testa delle mobilitazioni studentesche – «Nella maggior parte delle regioni italiane le scuole superiori hanno riaperto ma in condizioni drammatiche per la sicurezza di studenti e lavoratori, con le classi pollaio, i trasporti sovraffollati e con l’assenza di un adeguato tracciamento dei contagi. La DAD non è la soluzione a questa situazione, perché aumenta le barriere per il diritto allo studio penalizzando i giovani delle periferie e delle classi popolari, come indicano i recenti dati IPSOS che segnalano 34 mila studenti tra i 14 e i 18 anni a rischio abbandono. Servono classi da 15 studenti, assumere insegnanti a tempo indeterminato, aumentare gli spazi scolastici, garantire un numero maggiore di mezzi pubblici e un efficace tracciamento dei contagi con accesso diretto e gratuito ai tamponi per studenti e lavoratori della scuola».

L’adesione alla mobilitazione studentesche, che certo ha visto alti e bassi a seconda dei differenti contesti, resta un dato assolutamente non scontato nella condizione attuale, con punte di partecipazione a Torino e Roma dove i cortei hanno raggiunto numeri di partecipanti simili a quelli del periodo pre-covid, con rispettivamente 500 e 1000 persone in piazza. Un dato in controtendenza rispetto a tutto il periodo della pandemia, nonostante le restrizioni in vigore. Lo è tanto più per una giornata che si pone in aperta complementarità con uno sciopero lanciato dai sindacati di lotta; elemento che non è solo simbolico, ma che al contrario è segno di un avanzamento politico concreto che fissa una direzione nello sviluppo congiunto della lotta tra studenti e lavoratori.

«Da anni affermiamo che il movimento studentesco non basta da sé, che gli studenti e i lavoratori devono essere uniti in un fronte di lotta per rispondere alle politiche antipopolari e all’attacco padronale che con la crisi attuale torneranno a colpire ancora più forte» – questo il commento di Lorenzo Lang, segretario nazionale del FGC – «La giornata di oggi è un piccolo passo in avanti. Costruire un fronte unico di classe, capace di rispondere colpo su colpo al fronte unico dei padroni che si organizzano per far pagare la crisi alle classi popolari, è una necessità non più rimandabile. Oggi abbiamo aggiunto un tassello, ma abbiamo ancora tanto da fare».

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