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Lo schiaffo del governo italiano alla solidarietà di Cuba

L’Italia sostiene le sanzioni economiche contro la Repubblica di Cuba, questo è il significato del voto italiano in sede ONU. Il rappresentante italiano ha, infatti, votato contro una risoluzione del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani che condanna le sanzioni unilaterali nel campo dei diritti umani e che esorta i paesi avvezzi a questa pratica a ritirare tali misure in quanto esse violano i diritti umani e il diritto internazionale. Nel mirino, quindi, c’è anche il “bloqueo” che gli USA e i loro alleati impongono a Cuba.

Un voto che rappresenta un vero e proprio schiaffo alla solidarietà che Cuba ha dimostrato verso l’Italia. Circa un anno fa, il 21 marzo 2020, atterrava in Italia la prima brigata medica cubana, che avrebbe operato in un ospedale anti-Covid di Crema. Una seconda brigata sarebbe arrivata a Torino il 13 aprile, sempre per aiutare la sanità italiana ad arginare la pandemia. Il Sistema Sanitario Nazionale, dopo anni di tagli e privatizzazioni, non era in alcun modo pronto a sostenere l’impatto del virus Covid-19

Un’azione di solidarietà concreta che arrivava quando nell’isola caraibica si registravano già i primi contagi. Non una novità per Cuba. «Médicos y no bombas», volendo descrivere l’internazionalismo di Cuba con le parole di Fidel Castro. Il Contingente Internazionale di medici specializzati in situazioni di disastro e di gravi epidemie “Henry Reeve” fornisce assistenza sanitaria di qualità in varie parti del mondo, tramite l’invio di medici, infermieri e ricercatori.

L’eccellenza sanitaria rientra tra i successi del sistema socialista sorto dalla Rivoluzione Cubana, in cui la scienza viene intesa come uno strumento di giustizia sociale. La risposta di Cuba alla pandemia non si è fatta piegare dal bloqueo. Infatti, come riporta L’Ordine Nuovo, «fino al 1°luglio 2020 più di 3.000 collaboratori cubani, organizzati in 38 brigate mediche» hanno contribuito alla lotta contro la pandemia «in 28 paesi (tra cui l’Italia) e 3 territori non autonomi. A questi sforzi si sono uniti gli oltre 28.000 professionisti sanitari cubani che già fornivano i loro servizi in 59 nazioni prima del COVID-19».

La risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani è comunque passata con 30 voti favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti. Nel mirino della risoluzione, che non ha alcun potere vincolante nei confronti degli Stati, ci sono anche le sanzioni contro Iran, Siria e Venezuela. Sanzioni che, specialmente in un contesto di pandemia globale, mettono in ginocchio questi paesi. L’Italia, nonostante gli aiuti ricevuti, conferma quindi il suo sostegno a Washington e si allinea con la posizione espressa dall’Unione Europea lo scorso anno durante l’Assemblea Generale dell’ONU.

Caso emblematico è proprio Cuba. Lo scorso anno il bloqueo imposto dagli USA colpì anche l’acquisto di ventilatori polmonari, fondamentali per affrontare il Covid-19. In quell’occasione, prese vita la campagna #CubaRespira, promossa dal Fronte della Gioventù Comunista in solidarietà al popolo cubano, che trovò l’adesione, tra gli altri, di artisti come Fiorella Mannoia, Murubutu e Kento.

Il voto italiano rappresenta la volontà delle classi dominanti del nostro paese di colpire i progressi del modello socialista di Cuba, agendo in piena conformità con l’imperialismo americano ed europeo.

Risultati della votazione sulla risoluzione in sede Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani:

30 favorevoli: Argentina, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Bolivia, Burkina Faso, Camerun, Cina, Costa d’Avorio, Cuba, Eritrea, Fiji, Filippine, Gabon, India, Indonesia, Libia, Malawi, Mauritania, Namibia, Nepal, Pakistan, Russia, Senegal, Somalia, Sudan, Togo, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela.

15 contrari: Austria, Brasile, Bulgaria, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Isole Marshall, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca e Ucraina.

2 astenuti: Armenia e Messico.

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