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India, «i comunisti assesteranno un colpo al governo». Intervista al segretario della DYFI

Abbiamo intervistato il compagno Abhoy Mukherjee, segretario generale della Federazione Giovanile Democratica dell’India (DYFI), organizzazione giovanile del Partito Comunista dell’India (marxista) che conta milioni di militanti in tutto il Paese. L’intervista è stata realizzata dalla commissione internazionale del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).

Dall’Italia stiamo seguendo la situazione drammatica della pandemia in India. Cosa puoi dirci a riguardo? Com’è stata la gestione del governo Modi nell’ultimo anno? 

La pandemia da Covid-19 ha colpito l’India molto duramente. Con la seconda ondata di Covid che ora si espande in tutto il globo, la situazione Indiana è considerata una delle peggiori. Con 300mila casi e 3500/4500 morti al giorno secondo i dati delle fonti ufficiali, l’India è oggi in cima alla lista dei Paesi colpiti dal Covid. Dovremmo anche ricordare che questi sono solamente i dati ufficiali. I principali quotidiani del paese hanno già pubblicato numerosi report su come i dati reali sui casi di Covid e sui morti sono stati contraffatti da molti governi statali [l’India è una federazione, NdR], specialmente quelli con il BJP alla guida. Il Gujarat, l’Uttar Pradesh e il Bihar sono classici esempi di ciò.

Se si guarda nel dettaglio all’intervento del Governo nello scorso anno per fare fronte alla pandemia, è stata in realtà una campagna di pubbliche relazioni per il Primo Ministro. Il suo drammatico annuncio di un lockdown completo del paese dando soltanto 4 ore al popolo per prepararsi si è dimostrato un’iniziativa disastrosa. Milioni di lavoratori sono stati costretti a viaggi chilometrici per tornare alle loro case perché il Governo non poteva fornire loro cibo o una necessaria sistemazione durante il lockdown. Quella grande migrazione, che ricordava il flusso umana durante il periodo della ripartizione del confine tra India e Pakistan, ha vanificato l’obiettivo stesso del lockdown. I casi sono esplosi e nessuno è sicuro riguardo le cifre reali delle vittime. L’economia è morta, il tasso di crescita è andato in negativo. Il tasso di disoccupazione è esploso al 24%, un record nell’India indipendente. Invece di adottare un approccio scientifico per fare fronte alla pandemia, il regime al potere sotto la guida di Narendra Modi era impegnato a diffondere superstizioni facendo appello alle lampade [si riferisce alla festività tradizionale del Diwali, la “festa delle luci” che simboleggia la vittoria del bene sul male, festeggiata lo scorso novembre in tutta l’India, NdR] e ai piatti battenti per sconfiggere il “coronavirus malvagio”.

La pandemia ha mostrato le debolezze della sanità pubblica indiana, pesantemente sotto-finanziata. Ma quando la prima ondata di Covid si è placata e i casi sono diminuiti, Modi e il suo gruppo hanno cantato vittoria. Il Primo Ministro è andato nei forum internazionali a dire che l’India aveva sconfitto il Covid-19 e che era un riferimento globale per aiutare altri paesi a superare il problema della pandemia. Le agenzie sanitarie hanno ripetutamente messo in guardia rispetto a una imminente seconda ondata, ma sono state ignorate dal Governo indiano. Il Ministro della Salute centrale ha proclamato orgogliosamente “siamo alla fine dei giochi” rispetto alla pandemia di Covid. Il Governo ha fatto molto poco per accelerare il programma di vaccinazioni e le altre misure precauzionali. Quando si sono tenute le elezioni negli Stati, i partiti al potere hanno organizzato enormi adunate violando tutti i protocolli Covid. Il Primo Ministro è stato alla testa, partecipando a circa 40 raduni in diversi Stati. Oltre a questo, il governo centrale e il governo dello Stato dell’Uttrakhand che è anch’esso guidato dal BJP, ha autorizzato la festa rituale induista del Kumbh Mela ad avere luogo senza porre alcuna restrizione sulla mobilità delle persone. Questo è stato fatto pensando alle imminenti elezioni legislative nel vicino Stato dell’Uttar Pradesh (l’Uttrakhand era precedentemente una parte dell’Uttar Pradesh e nel 2000-2001 fu separato). Milioni di persone si sono raccolte ad Haridwar e hanno effettuato in massa i bagni rituali nel Gange. I casi di Covid si sono diffusi a macchia d’olio. Molte persone, inclusi migliaia di saggi [i Maharishi, dediti agli studi religiosi NdR] accorsi per partecipare al rituale, sono morte di Covid. Le persone accorse da varie parti del Paese per partecipare al Kumbh Mela sono diventate effettivamente vettori del virus nelle loro città di origine. Ora persino le agenzie governative stanno ammettendo che il Kumbh Mela è stato letteralmente un “super-diffusore” della seconda ondata pandemica. Quindi, in breve, possiamo dire che l’attuale situazione del Covid in India, in cui le persone muoiono senza l’ossigeno, è in realtà un disastro creato dall’uomo. La politica insufficiente del Governo Centrale ha avuto questo come risultato.

Il nostro giornale ha seguito con interesse le grandi mobilitazioni contadine degli scorsi mesi. Come valutate gli esiti di quella lotta? Che ruolo ha avuto la gioventù in quelle mobilitazioni?

Sì, l’India sta assistendo a una protesta storica dei contadini. Con più del 60% della popolazione dipendente direttamente dall’agricoltura per la propria sopravvivenza, i contadini sono la spina dorsale di questo paese. L’agitazione dei contadini non è nuova. Nei fatti, il movimento ha attraversato diverse fasi, sin dall’ingresso del grande capitale nel settore agricolo con le politiche di liberalizzazione del governo indiano adottate dagli anni ’90. Se si guarda al tasso di suicidi dei contadini nell’ultimo ventennio, si può capire la profonda crisi che il settore agricolo indiano sta affrontando a causa delle politiche dei governi che si sono susseguiti. La protesta attuale è stata scatenata da nuove leggi approvate dal Governo centrale che permettono alle grandi corporation di controllare la produzione, l’approvvigionamento e la distribuzione dei prodotti agricoli nel paese. Dal 2020 migliaia di contadini stanno protestando pacificamente ai confini della capitale. Il governo non ha mostrato alcuna intenzione di ascoltare la loro voce. La protesta sta continuando nonostante la furia della pandemia. Per i contadini è una questione di vita o di morte, per questo non sono spaventati dalla pandemia.

Le organizzazioni giovanili progressiste, come la DYFI, hanno avuto un ruolo molto attivo in questa lotta. C’è stato un movimento di solidarietà di carattere nazionale organizzato dalla gioventù. Inoltre, i giovani volontari sono attivi nelle proteste aiutando i contadini a preparare il cibo e organizzando campagne sui social media. Il Governo non è pronto ad ascoltare e il suo unico impegno è nei confronti delle grandi società che vogliono massimizzare i loro profitti saccheggiando sistematicamente il settore agricolo dell’India. Sono sicuro che questa protesta assesterà un grande contraccolpo al regime attuale. Questo si è già riflesso nelle recenti elezioni legislative in diversi Stati.

Una domanda sulle questioni religiose. L’attuale governo indiano è guidato da una forza confessionale che sostiene sempre più apertamente il fondamentalismo indù. Secondo la vostra valutazione, esiste un legame tra questo fenomeno e gli sviluppi più recenti del capitalismo indiano?

Vedete, l’attuale regime guidato dal BJP sotto la guida di Narendra Modi opera in accordo con i dettami del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), che dichiara apertamente il suo obiettivo di fare dell’India un Hindu Rashtra [una teocrazia induista, NdR]. La nuova legge sulla cittadinanza e la legge che ha abolito il Triple Talaq [una forma di divorzio islamico praticata dai musulmani in India, NdR] che sono state approvate dal Parlamento sono state prove visibili di dove sta andando il Governo. Cosa interessante, in India c’è una completa fusione tra il fondamentalismo Indù e il capitalismo clientelare. Da un lato le tentano tutte per intaccare la Costituzione laica dell’India, dall’altra aprono l’economia al saccheggio delle imprese. Il Governo Modi ha mostrato un particolare entusiasmo nella svendita delle imprese pubbliche, nel concedere grandi riduzioni delle tasse per le grandi corporation, ecc. Mentre l’India arretra su tutti gli indici di sviluppo umano, il numero dei super-ricchi nel paese sta aumentando. Siamo un Paese con un alto tasso di disoccupazione, con una grande povertà di massa e con grandi società ricche.

Cosa puoi dirci dei recenti processi elettorali che in diversi Stati hanno visto i comunisti uscire vincitori?

Le assemblee legislative conclusesi di recente sono state un chiaro segnale della rabbia popolare contro l’attuale Governo. In Kerala il Fronte Democratico di Sinistra ha conquistato una vittoria storica ed è pronto a formare un secondo governo consecutivo. In Bengala Occidentale e Tamil Nadu il popolo ha votato per le forze anti-BJP. Nell’Assam il BJP è riuscito a restare al potere utilizzando una forte polarizzazione religiosa. Il Congresso, principale opposizione, è stato incapace di mettere in campo una lotta comune con i partiti di opposizione. Nel Puducherry, che è un piccolo territorio, il BJP ha vinto perché metà della dirigenza del Congresso ha “cambiato casacca” ricevendo notevoli somme di denaro e altre offerte. In ogni caso, la sconfitta del BJP in grandi Stati come il Bengala Occidentale e il Tamil Nadu ha reso chiaro il clima nazionale. Il popolo è in cerca di un’alternativa. E il Kerala sotto il fronte di sinistra rappresenta indubbiamente un esempio per questo.

In ultimo, una domanda sui giovani. In Italia, per specifiche ragioni riguardanti gli sviluppi del movimento comunista nel nostro paese, ci stiamo molto interrogando sul contributo che la gioventù può dare oggi alla costruzione di un forte movimento comunista e operaio, tenendo conto che quella che oggi cresce nelle nostre fila è la prima generazione di comunisti nata dopo la controrivoluzione del 1989-91. Per una organizzazione come la nostra che esiste da meno di 10 anni, è significativo ascoltare l’esperienza di organizzazioni di più lungo corso. Come concepite il vostro lavoro tra i giovani, anche in relazione alle ambizioni delle nuove generazioni per il futuro?

È una domanda molto significativa. È vero che il movimento di sinistra internazionale ha subito un duro colpo con la caduta dell’Unione Sovietica e degli altri Paesi comunisti nell’Europa dell’Est. Ci sono stati proclami da parte di intellettuali borghesi come “la fine della storia” e “Marx non ritornerà più”. Ma la nostra esperienza negli ultimi trent’anni ha dimostrato il contrario. Con l’attacco dell’imperialismo e del capitale finanziario che diventa insopportabile per la maggior parte della popolazione mondiale, i popoli sono in cerca di alternative. Ci sono impressionanti movimenti contro l’ordine sociale mondiale che chiedono una società più giusta e libera, e le forze di sinistra sono alla testa di questi movimenti. Nel contesto indiano, abbiamo trovato due punti importanti che attirano la gioventù dentro le politiche della sinistra. Uno è lo spirito antimperialista, fondamentale nel contesto indiano perché abbiamo vissuto l’esperienza di quasi duecento anni di dominio coloniale, e la nostra lotta per la liberazione nazionale, nella quale la gioventù giocò un ruolo cruciale, è impressa nella memoria collettiva della nazione. Questo spirito antimperialista può essere usato per mobilitare le giovani menti nella lotta contro il nuovo ordine imperialista, alla cui testa troviamo gli Stati Uniti d’America. Questo può essere motivo di mobilitazione nel mondo per tutte le organizzazioni giovanili di sinistra, per unirsi e organizzare gesti di solidarietà. L’altro punto è la crescente disoccupazione giovanile in India: sono sicuro che non sia un caso specifico del nostro paese, perché lo sviluppo del modello capitalista è caratterizzato da alti tassi di disoccupazione. Il focus maggiore della nostra organizzazione è quello di mobilitare la gioventù contro questa crescente disoccupazione: siamo stati alla guida di imponenti proteste su tutto il territorio nazionale, e organizziamo anche piani di azioni congiunte con i fronti studenteschi e sindacali. Le nostre esperienze provano che queste azioni congiunte creano con successo piattaforme più ampie per combattere contro i governi ingiusti.

Abhoy Mukherjee, Segretario Generale della DYFI
Abhoy Mukherjee, Segretario Generale della DYFI
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