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Imponente corteo a Bologna: convergere per insorgere

di Giacomo Canetta


 

Si è svolta oggi a Bologna la manifestazione chiamata dal Collettivo di Fabbrica GKN e a cui hanno aderito svariati sindacati di base e conflittuali, organizzazioni ambientaliste e studentesche. Almeno 10 mila persone, fra studenti, lavoratori e  cittadini, hanno attraversato il capoluogo emiliano-romagnolo, mobilitandosi contro la guerra, il carovita e la devastazione ambientale.

Il lungo corteo della manifestazione è partito dalle vie del centro città per attraversare alcune delle aree periferiche che in questi anni più di tutte hanno sofferto sotto i colpi della gentrificazione e della speculazione edilizia, portate avanti da giunta comunale e regione, in entrambi i casi targate centro-sinistra da decenni.

Il corteo in centro
Il corteo in centro

Punto focale della manifestazione è stato il duraturo blocco della tangenziale di Bologna, arteria vitale della zona produttiva della città. La scelta di bloccare questo tratto stradale è dovuta al tentativo di colpire uno dei luoghi simbolo della cementificazione in città. Infatti, il  progetto del cosiddetto “passante di mezzo” – anche in questo caso portato avanti dalle varie giunte a guida PD e recentemente avviato verso una fase avanzata di realizzazione – prevede un consistente allargamento dell’area autostradale e della tangenziale, con annessa cementificazione, speculazione edilizia e devastazione di aree verdi e periferiche. Tale progetto è, inoltre, il classico esempio di come le amministrazioni locali e nazionali preferiscono investire in grandi opere inutili piuttosto che in un potenziamento del trasporto pubblico locale che vada a garantire un servizio di qualità e gratuito per lavoratori, studenti e fasce popolari.

Sul tema della convergenza – slogan e parola d’ordine portata avanti in più occasioni dal collettivo GKN – si sono innestate numerose azioni sul tema della lotta contro la guerra e il carovita.

Studenti in piazza con il FGC
Studenti in piazza con il FGC

Studenti, scesi in piazza con il FGC, si sono uniti in corteo con alcune sigle del sindacalismo di base, operai e disoccupati per costruire una risposta unita contro la guerra imperialista, carovita e sfruttamento. Dal corteo sono partite delle azioni di protesta, che hanno visto alcuni studenti lasciare sui muri di una vecchia caserma militare numerosi messaggi contro la NATO e l’invio di armi in Ucraina, puntando il dito contro la linea d’intervento che il nascente governo di destra ha già esplicitato a più riprese rispetto al conflitto in atto, in perfetta continuità con i governi che lo hanno preceduto.

Sul tema del carovita è stata importante la presenza del movimento disoccupati 7 novembre, che da Napoli ha fatto partire alcune settimane fa la protesta contro l’aumento vertiginoso di bollette e prezzi di beni di prima necessità.

Proprio a Napoli, il 5 novembre prossimo, si svolgerà un secondo appuntamento promosso dal collettivo GKN e dai disoccupati organizzati napoletani, per continuare a portare avanti le parole d’ordine che hanno contraddistinto la manifestazione di oggi. L’importanza di questi appuntamenti non va sottovalutata, in quanto sono una scintilla di speranza in un momento molto difficile per milioni di lavoratori, disoccupati, studenti. Ancora una volta i costi della crisi e delle scelte scellerate dei nostri governi vengono scaricati sulle nostre spalle. Solo attraverso l’organizzazione e la lotta unitaria si può costruire un’opposizione reale alle politiche lacrime e sangue che vorrebbero imporci.

Bologna, striscione unitario di studenti e lavoratori nello spezzone di classe
Bologna, striscione unitario di studenti e lavoratori nello spezzone di classe

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