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Da Napoli a Firenze, giù le mani da GKN

Il corteo di Napoli fa quadrato attorno al Collettivo di Fabbrica GKN. Nella giornata di ieri, l’impresa Qf, di proprietà di Francesco Borromeo e nuova acquirente dello stabilimento metalmeccanico ex-GKN di Campi Bisenzio (Firenze), ha comunicato agli operai che lunedì 7 novembre alle ore 8:00 arriveranno camion per caricare il materiale all’interno dello stabilimento e, quindi, ha chiesto la smobilitazione del presidio permanente che dal 9 luglio 2021 ha impedito la delocalizzazione della fabbrica.

Mentre nel luglio 2021, quando il fondo Melrose dichiarò la chiusura dello stabilimento, le istituzioni alzarono la voce per opporsi alla delocalizzazione ad opera di una multinazionale britannica. Oggi, nel momento in cui un padrone italiano rende nullo un incontro (3 novembre) al Ministero del Lavoro indirizzato a definire il ruolo pubblico nel nuovo piano industriale, tutto tace. Con il benestare dello Stato e con il plauso di C0nfindustria, schierati entrambi con l’acquirente “made in Italy”, il Collettivo di Fabbrica subisce il più duro attacco dai tempi dell’SMS che comunicava la chiusura dello stabilimento. Per la controparte padronale è necessario smobilitare il presidio e svuotare la fabbrica per garantire la piena attuazione del nuovo piano industriale, un piano che per gli operai è molto chiaro: Borromeo e la sua Qf sono solo coloro che hanno vinto l’appalto per fiaccare la resistenza operaia e fare quello che il fondo Melrose, ex proprietario, non è mai riuscito a fare, ovvero delocalizzare la fabbrica.

Questa è stata la risposta di studenti, lavoratori e disoccupati dalla piazza di Napoli, che rilanciano l’appuntamento di lunedì mattina ai cancelli della fabbrica:

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