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Dichiarazione comune contro l’occupazione militare ad Haiti

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Firmatari in calce | ujc.org.br Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare   Da 10 anni Haiti è vittima di un brutale intervento militare, di natura imperialista, delle truppe subordinate al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Questo fatto è particolarmente drammatico non solo per quanto riguarda la vita e la sovranità del popolo haitiano, ma perché riflette una politica delle potenze imperialiste per il continente. Nel 2004, dopo un colpo di stato orchestrato direttamente dagli USA, la MINUSTAH si è installata ad Haiti con il presunto obiettivo di stabilizzare il paese. Sotto forma di “aiuto umanitario”, …

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Brasile, tra mondiali e proteste.

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Partono oggi i mondiali di calcio in Brasile, senza dubbio uno degli eventi sportivi più attesi a livello mondiale, che acquista un particolare significato in una terra in cui il calcio fa parte del dna di un popolo. Tanto più singolari allora appaiono all’occhio di alcuni le proteste sociali che si sono sviluppate, non solo negli ultimi giorni, e che hanno visto nei mondiali una vetrina particolare. Una sorta di inversione di tendenza generale rispetto al ruolo che spesso assumono i grandi eventi sportivi, specialmente quelli di portata internazionale, che riescono per certi versi a coprire la realtà, o quantomeno …

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Rivolta in Abkhazia: si dimette il governo con la mediazione russa

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* di Daniele Bergamini In Abkhazia, durante la notte tra il 27 e il 28 maggio, dopo una manifestazione antigovernativa, l’opposizione ha occupato il palazzo presidenziale di Sukhumi, capitale della piccola Repubblica di fatto indipendente dalla Georgia. Il presidente dell’Abkhazia, Aleksander Ankvab ha dichiarato fin da subito che si è trattato di un tentativo di golpe assicurando però in un primo momento di avere la situazione sotto controllo, ma il 2 Giugno ha rassegnato le sue dimissioni per “mantenere la stabilità nel paese”, ed è stato sostituito ad interim dal presidente del parlamento Valeri Bganda che traghetterà il paese fino …

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Il presidente oligarca: naturale risultato di Euromaidan

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* Traduzione a cura della redazione di Senza Tregua Comunicato di Union Borotba (Lotta) sulle “elezioni di sangue” in Ucraina Le cosiddette elezioni, tenute dalla giunta Kiev il 25 Maggio, non si possono considerare giuste o legittime. Le elezioni tenute nel bel mezzo della guerra civile nella parte orientale del paese e del terrore neonazista nel Sud e Centro, non sono state libere. Lo stesso corso della campagna elettorale è stato senza precedenti con ogni immaginabile violazione delle norme democratiche. I candidati presidenziali sono stati picchiati e non è stata permessa la campagna. Diversi candidati si sono ritirati per protesta …

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L’alluvione che ha colpito i Balcani

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* di Edoardo Genovese L’alluvione che si è abbattuta sui Balcani, in particolare su Serbia, Bosnia-Erzegovina e, in maniera leggermente minore, in Croazia, è stato il più grande disastro ambientale che ha colpito la regione balcanica negli ultimi 120 anni. I Balcani sono immersi in una fase esasperata di odio nazionalista sfociato negli anni ’90 nelle sanguinose guerre civili, che hanno colpito ferocemente tutta la classe lavoratrice dei paesi ex-jugoslavi, a cui si aggiunge anche l’instabilità ambientale. La situazione è gravissima: solo in Croazia tra il 17 e il 18 maggio sono state evacuate circa 15000 persone mentre in Serbia …

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Tensione in Macedonia: la guerriglia urbana che può diventare un altro sanguinoso conflitto

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* di Edoardo Genovese Nel corso della storia il nazionalismo ha sempre portato problemi per la classe lavoratrice. In Macedonia si assiste sempre più all’ondata di nazionalismo che vede contrapposti i macedoni e la minoranza albanese, stanziatasi in gran numero, anche se presenti già da tempo, nell’ex Repubblica Jugoslava in seguito della guerra del Kosovo. L’odio etnico si respira ogni giorno all’interno della Macedonia e della sua capitale, Skopje: scritte sui muri e sui mezzi pubblici recano messaggi inneggianti all’UÇK oppure augurandosi la morte dell’etnia albanese. Già nel 2000-2001 l’esasperato sciovinismo portò a un conflitto armato nelle regioni a nord …

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Comunisti e Europa, considerazioni finali.

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di Alessandro Mustillo segue da prima parte: (I comunisti sono europeisti?)  http://www.senzatregua.it/?p=1097 – seconda parte (1957: quando il PCI disse no all’Europa) http://www.senzatregua.it/?p=1102 Come noto la posizione del PCI mutò negli anni seguenti durante la segreteria Berlinguer e il progressivo distacco da Mosca. Allora il PCI abbracciò insieme al PCE e al PCF – quest’ultimo non senza contraddizioni e ripensamenti allora – la politica dell’eurocomunismo con un avvicinamento alla socialdemocrazia europea e in generale al processo di integrazione comunitaria.  L’associazione ideale del movimento comunista con il percorso di unificazione europea parte da questo preciso momento storico, lo stesso del progressivo abbandono del …

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Gino Donè, una vita per la Rivoluzione

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* di Edoardo Genovese Essere rivoluzionari è una qualità che non si perde nel corso della vita. Possono passare gli anni, ma se sei stato un rivoluzionario lo sarai sempre. E Gino Doné, all’anagrafe cubana Gino Doné Paro1, fu un autentico rivoluzionario, il cui ardore non cessò al termine della guerra di liberazione partigiana. Nato a San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, il 18 maggio 1924, aderì fin da giovanissimo agli ideali della resistenza. Alla firma dell’armistizio di Cassibile del settembre 1943, denominato anche “armistizio breve”, Gino Doné si trovava a Pola, in Croazia, presso la scuola militare. …

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1957: quando il PCI disse no all’Europa.

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di Alessandro Mustillo  segue dalla prima parte: http://www.senzatregua.it/?p=1097 A Giuseppe Berti intellettuale comunista, dirigente del partito e deputato alla Camera, è affidato il compito dell’analisi dei trattati, che a grandi linee sarà pubblicata sempre su l’Unità nei giorni del dibattito parlamentare. Bisogna tenere a mente che gli anni che precedono il voto sui trattati europei sono cruciali nello sviluppo storico successivo. La morte di Stalin nel 1953, con il XX congresso del PCUS, l’invasione dell’Ungheria e il progressivo distacco PCI-PSI, ma anche la questione del canale di Suez, con Francia e Inghilterra che ritirano su ordine degli USA le proprie truppe …

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I comunisti sono “europeisti”?

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di Alessandro Mustillo Si sente dire spesso che il processo d’integrazione europea appartenga alla nostra tradizione politica. Un elemento ideale di fondo, come quello evocato da Bertinotti nel discorso del 23 marzo 2007 quando da Presidente della Camera parlò dello «spirito della fondazione dell’Europa che oggi celebriamo e che dobbiamo recuperare». È l’idea di un’Unione Europea sorta su un piano ideale più elevato ed oggi costretta in modo forzato nelle anguste visioni tecnocratiche e finanziarie di Bruxelles. Un’Europa da riformare, da ricostruire dalle originarie fondamenta, per riconquistare la reale natura voluta dai suoi fondatori. Si tratta di uno degli argomenti …

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