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Lavoro

«Turni da 10 ore e nessuna sicurezza». Il racconto di un corriere in appalto per Amazon

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Dallo scorso 10 marzo le misure per evitare il propagarsi del covid_19 sono diventate ancora più strette e ferree, sono state chiuse scuole di ogni grado, musei, ristoranti, pub, è stato incentivato lo smart working e sono stati chiusi tutti i servizi ritenuti non essenziali. Però come abbiamo già osservato con precedenti articoli il concetto di “servizio essenziale” sembra mutare significato quando si va a scontrare con gli interessi di grandi aziende, e così vediamo che call center dove non vengono rispettate le misure di sicurezza sono rimasti aperti e nelle strade ogni via vai sembra cessato, tranne quello dei …

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«Senza lo sciopero non ci avrebbero mai dato le protezioni». Intervista a Edoardo, sindacalista e portalettere

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Edoardo, in molti settori produttivi si sta verificando un’accesa ondata di scioperi spontanei e di richiesta di condizioni di sicurezza sul luogo di lavoro. Da dove nasce la vostra protesta di lavoratori delle Poste? Anche se l’elemento che più ha portato alla mobilitazione può essere quello del disagio e della paura per la mancanza di dispositivi di sicurezza, comunque è un dato importante lo sviluppo di queste mobilitazioni nel nostro settore. Succede in varie città, in particolar modo a Torino, ma in modo ancor più determinato e continuativo a Viterbo: qui da lunedì hanno concluso la mobilitazione ieri, dopo tre …

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«I miei colleghi in hotel tutti licenziati». Chi sta pagando davvero l’emergenza?

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“Il modello Firenze funziona e deve essere d’esempio per tante altre città!” Parole ripetute in continuazione dal sindaco Nardella sull’ottima funzionalità del capoluogo toscano, ma che trovano molteplici contraddizioni, soprattutto in un periodo di emergenza come quello vissuto in questo momento. Una città che basa la maggior parte, per non dire la totalità del proprio bilancio sul turismo, una città che negli anni è sempre più diventata una vetrina per magnati che volevano costruire il nuovo hotel di lusso, una città svuotata di cittadini e di abitanti, costretti a spostarsi in periferia in un momento come questo, crolla a picco, …

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«Teoricamente dovrei fare 40 ore, in pratica non c’è più un monte ore». La distribuzione alimentare nell’Italia in quarantena

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Continuiamo con le testimonianze dei lavoratori ai tempi dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, riportando stavolta quelle di giovani operatori nel settore della distribuzione alimentare. Mentre si blocca gran parte del Paese, in tanti sono ancora obbligati a lavorare. La distribuzione alimentare rientra chiaramente tra i servizi essenziali, a differenza di altri settori in cui i padroni si ostinano a voler continuare con la produzione nonostante sia necessario solo per il loro profitto – e per nessun’altra ragione. Questo non significa però che nella distribuzione alimentare l’emergenza coronavirus non stia comportando un incremento dello sfruttamento dei lavoratori. Avviene anzi proprio questo, …

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Amazon Crime: fatturati in aumento, ma lavoratori senza guanti e mascherine

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Mentre le grandi multinazionali dell’e-commerce incrementano i loro fatturati per via della chiusura di esercizi commerciali e negozi sul territorio nazionale, le condizioni di sicurezza negli stabilimenti sono colpevolmente ignorate. Nel sito Amazon di Passo Corese (RI) i lavoratori sono in stato di agitazione: dopo due settimane dall’inizio dell’emergenza sanitaria mancano mascherine e guanti di protezione. Massimo Pedretti, sindacalista, ha seguito direttamente in questi giorni i lavoratori dei siti Amazon in protesta, rilasciandoci questa intervista sulla situazione e le prospettive per i lavoratori. I lavoratori Amazon di Passo Corese sono in agitazione per la mancanza di sicurezza. Qual è la …

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In fabbrica a 19 anni: «noi metalmeccanici trattati come animali»

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Marco – nome di fantasia – è un operaio metalmeccanico di 19 anni con un contratto a tempo determinato di sei mesi, ottenuto tramite un’agenzia interinale (a cui deve versare una parte dello stipendio) e non rinnovabile. Lavora in una fabbrica a Campi Bisenzio, sei anni fa si è trasferito a Firenze provenendo da un paese dell’Est Europa. Sono proprio i lavoratori come lui quelli più esposti oggi ai rischi di contagio, giovani lavoratori a tempo determinato obbligati a lavorare, senza diminuzione dell’orario di lavoro. Ha accettato di lasciarci la sua testimonianza sotto anonimato. “Negli stessi giorni delle conferenze stampa …

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Dalla padella alla brace. La vita di un rider ai tempi del Covid-19

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Le misure per rallentare la diffusione del virus Covid-19 hanno stravolto il normale funzionamento della società. Strade semi-deserte, bar e negozi chiusi, così come scuole, musei, università, biblioteche, ristoranti ed esercizi commerciali di vario tipo. Ieri abbiamo dato voce ai lavoratori di un settore che non ha conosciuto alcuno stop, quello dei call center legati a grandi società multinazionali. Ma questo non è l’unico campo in cui il profitto viene prima di tutto, prima della sicurezza dei lavoratori. Nel mondo del lavoro giovanile uno degli impieghi che progressivamente sta andando per la maggiore è quello di rider, soprattutto nel food …

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«Nei call center cuffie e postazioni condivise, scambiate a fine turno» La denuncia dei lavoratori sulle condizioni di sicurezza.

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Sono passati ormai diversi giorni dall’adozione delle misure restrittive su tutto il territorio nazionale per limitare la diffusione del Covid-19 tra la popolazione. Eppure mentre sono state chiuse scuole, università, musei, ristoranti, bar e altre attività, molto più complessa è la situazione sui posti di lavoro. Tra lavoratori e Confindustria infatti è iniziato un vero e proprio braccio di ferro: le imprese premono per proseguire la produzione, i lavoratori chiedono tutele e assicurazioni sulle condizioni di lavoro, che quasi mai vengono rispettate. La questione diventa di particolare rilievo soprattutto negli impianti produttivi, e in generale in tutti i luoghi di …

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«Chiudere i porti alla guerra». La protesta dei portuali di Genova contro le armi saudite

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Dai lavoratori portuali di Genova arriva un segnale importante di lotta di classe. Ieri si è tenuta nel porto di Genova la protesta lanciata dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp), che ha visto l’adesione dei sindacati Usb e Si Cobas e diverse sigle politiche. I lavoratori hanno protestato contro l’arrivo nel porto di Genova della nave saudita “Bahri Yanbu”, ormai nota per il trasporto di armamenti utilizzati nella guerra in Yemen, paese teatro della peggiore crisi umanitaria esistente oggi al mondo, in cui l’esercito saudita sta compiendo una vera e propria strage. I portuali hanno bloccato il varco Etiopia, dove …

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La truffa del lavoro “autonomo” spiegata nel film di Ken Loach

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*di Ruggero Caruso “Sorry we missed you” è l’ultimo capolavoro prodotto da Ken Loach che in linea con i suoi lavori precedenti fornisce in maniera brutale agli spettatori uno spaccato di realtà quotidiana della working class inglese. Al centro del racconto, la storia di una famiglia nella Newcastle della fine degli anni 10 del ventunesimo secolo: lui, Ricky, fattorino mal pagato, lei, Abby, badante di anziani e disabili, realizzano in un’Inghilterra in piena recessione che, a causa dei debiti e della loro condizione lavorativa, non riusciranno mai a raggiungere la stabilità, comprare casa e vivere una vita serena insieme ai …

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