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Novecento, il lascito di Bertolucci ai giovani del nuovo millennio

*di Francesco Raveggi Un ragazzo partigiano canta, ucciso da un tedesco in ritirata. Un altro ragazzo entra, armato di fucile, nella villa del padrone terriero; il fucile viene puntato all’altezza della testa del latifondista, mentre il ragazzo – partigiano – dice una frase in tono deciso e perentorio: “Evviva Stalin!”. Il luogo è la campagna emiliana. Il periodo è di quasi mezzo secolo: dal 1901 fino alla Liberazione. Storica colonna sonora di Ennio Morricone ed un cast nazionale ed internazionale che vede – tra i vari – Robert De Niro, Donald Sutherland, Burt Lancaster, Gérard Depardieu e Stefania Sandrelli. Tutto …

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Perché “Loro” di Sorrentino è un’occasione mancata

*di Arianna Cavigioli Loro è l’ultima produzione cinematografica di Paolo Sorrentino, un film documentario sulla vita privata di Silvio Berlusconi, che il regista divide accuratamente in due parti (Loro 1 e Loro 2) per questioni palesemente lucrose. Ne è la conferma la visione integrale del dittico, che si rivela – in particolare Loro 1 – troppo lungo rispetto al povero e mediocre contenuto. A dire del regista un film né con né contro l’ex premier – come se si potesse evitare di prendere una posizione rispetto a un tema così complesso. Innanzitutto la decisione di limitarsi a raccontare la vita …

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La critica del militarismo americano in Starship Troopers. «Ognuno fa la sua parte. E tu?»

*di Francesco Raveggi In una società a capitalismo avanzato, dove trionfa l’idea del privato sul pubblico, in cui, forti di un nazionalismo che fa leva sull’idea della propria nazione come faro del mondo, dove trionfa la retorica militarista ed imperialista di “difendere la democrazia” dai nemici esterni, non si può arbitrariamente tagliare con l’accetta, come invece vorrebbero i media mainstream, una pacifica e positiva era Obama da contrapporre alla violenta ed aggressiva era Trump. La realtà delle cose è che il culto dell’esercito – borghese -, della guerra e del diritto all’attacco preventivo è un qualcosa che è sempre stato …

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Che cos’è un “morto vivente”? Lo zombie di Romero e la critica sociale

*di Francesco Raveggi Quando muore un personaggio famoso, specialmente quando questi è una vera e propria icona del proprio ambito, capita che tutti, a 360 gradi, vogliano tessere le lodi del personaggio, limitandosi ad una tendenza, sempre più maggioritaria nel giornalismo moderno, alla celebrazione dell’artista “apolitico”, o indipendentemente dalle sue idee. È questo il caso del famoso regista e sceneggiatore George A. Romero, morto pochi giorni fa in un ospedale a Toronto, a 77 anni, dopo una lunga malattia, di cui proveremo, in modo riassuntivo, a porre, al contrario, in luce il punto centrale che si celava dietro le sue …

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Il ragionier Ugo Fantozzi nell’immaginario collettivo

*di Riccardo Polimeni Ci sono personaggi che entrano nell’immaginario collettivo e alcuni che riescono a rompere ogni schema diventando icona di un periodo storico o di una condizione sociale. È questo il caso del ragionier Ugo Fantozzi, che a distanza di anni e in maniera parodistica è rappresentativo di una realtà oppressiva come quella a cui sono costretti impiegati e lavoratori nella serie di film. Lo ricordiamo oggi, giorno della morte dell’attore che interpretava il ragioniere e suo ideatore, Paolo Villaggio, prima che il messaggio politico dei suoi film più famosi venga oscurata in un processo, oramai ben noto, di …

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“The Founder” e il mito della scalata sociale

*di Lorenzo Vagni In queste ultime settimane nelle sale cinematografiche italiane è stato proiettato “The Founder”, film che racconta la storia vera di Raymond Kroc, imprenditore statunitense che da semplice venditore di frullatori ed accessori domestici di scarso successo, nel giro di pochi anni diventa proprietario della più grande catena di fast food e ristorazione al mondo: McDonald’s. La vicenda è ambientata negli Stati Uniti del 1954. Venendo casualmente a conoscenza del successo di un piccolo locale nella città di San Bernardino, in California, ideato e gestito da due fratelli, Richard e Maurice McDonald, e impressionato da un metodo di …

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Il cinema e la Resistenza

Prima ancora che tutte le città d’Italia fossero ancora liberate, viene proiettato nei cinema una delle opere più note e rappresentative del neorealismo italiano: “Roma città aperta” nel 1945, del regista romano Roberto Rossellini. Un film d’avanguardia nel raccontare il periodo della seconda guerra mondiale e la resistenza, le atrocità del fascismo per la prima volta sullo schermo in tutta la loro violenza. Con il film della celeberrima scena della morte di Teresa Gullace, interpretata dalla mitica Anna Magnani, si apre ad un cinema che vuole parlare della storia recente dell’Italia, che tiene viva la memoria; fino agli anni sessanta …

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Una scena del film. Tom Hanks interpreta l'avvocato James Donovan

Il “ponte delle spie” , tra mito e verità

*  di Daniele Bergamini Già in articoli precedenti ci eravamo dedicati alla propaganda statunitense nel cinema e nei fumetti e il “Ponte delle spie” rappresenta un’occasione importante per approfondire ulteriormente il lavoro di critica artistica, utile per comprendere meglio l’uso che ne fa la borghesia. Il film si svolge temporalmente in piena guerra fredda, tra Stati Uniti e Unione Sovietica e comincia nel 1957, quando l’anziano Rudolf Abel viene tratto in arresto dall’FBI con l’accusa di essere una spia sovietica. Nell’america di fine anni Cinquanta il comunismo era visto come un nemico malvagio,senza scrupoli, della libertà e chiunque mostrasse simpatie …

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Se puoi, non essere cattivo

*di Lorenzo Scala Dalle borgate di Pasolini alla periferia di Caligari. Il mutamento antropologico raccontato dal regista “underground” che sta dalla parte del popolo Dal novembre del 1975 in poi la sinistra italiana ha creduto per decenni di aver perduto, nella persona di Pier Paolo Pasolini, l’ultimo intellettuale italiano. La stessa sinistra italiana ha da allora provato quell’amore acritico verso lo scrittore e regista friulano che mai gli aveva dimostrato in vita. Un processo di santificazione che spesso ha impedito una comprensione corretta, nelle sue contraddizioni, del pensiero di un grande uomo. E’ purtroppo venuta a mancare anche la capacità …

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Addio al grande regista italiano Francesco Rosi.

* di Federica Savino Negli anni settanta nei circoli giovanili, nelle sedi di partito, nelle radio popolari i suoi film venivano proiettati e discussi come dei veri e propri documentari d’inchiesta in cui si racconta l’Italia e la sua storia. Prima è il neorealismo di Rossellini, De Sica, Visconti che apre ad una concezione di fare cinema e di raccontare storie di vita in maniera diversa, in un’ottica sociale e di denuncia; dopo saranno  le pellicole di Elio Petri e di Francesco Rosi in particolare, che il cinema assume una connotazione politica e d’inchiesta per raccontare le contraddizioni e le …

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