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I coniugi Rosenberg
I coniugi Rosenberg

L’omicidio dei coniugi Rosenberg e il pericolo dell’anticomunismo

* di Emiliano Cervi

Spesso si parla di avvenimenti del passato che hanno fatto la Storia più o meno recente, si ricordano personaggi importanti della storia del movimento operaio e comunista nazionale e certamente anche internazionale: quello che si propone in questo articolo, sulla falsariga di quanto detto, è quello di provare a tracciare un parallelo tra quello che è accaduto negli USA ai coniugi Rosenberg e la situazione attuale europea. L’anticomunismo è un fatto da derubricare al passato, a patetici soliloqui di pagliacci contemporanei che fanno della parola “comunista” un epiteto da affibbiare a caso o nasconde qualcosa di più profondo e pericoloso?

La storia dei Rosenberg e il confronto USA-URSS

Julius ed Ethel Rosenberg erano normali coniugi, genitori di due bambini, nativi dello stato di New York ed entrambi di origine ebraica: l’uomo era un militare che ricopriva il ruolo di sergente nell’esercito americano ma è anche stato un dirigente della “Young Communist League USA” ( dove conoscerà la futura moglie ), cosa ovviamente  nota alla polizia politica statunitense. Prima di essere radiato dall’esercito, tramite il partito comunista americano, entra in contatto con l’NKVD ( Commissariato del Popolo per gli affari interni dell’URSS ) durante la seconda guerra mondiale e ha modo di passare, questo sembra abbastanza sicuro, informazioni militari di secondaria importanza ai comunisti sovietici.
Bisogna ricordare che gli USA e l’URSS durante il secondo conflitto mondiale erano formalmente alleati, nonostante il comando militare americano decise l’apertura del fronte europeo ( con lo sbarco in Normandia ) solamente dopo che l’Armata Rossa ruppe l’assedio nazifascista giunto alle porte di Mosca e iniziasse la liberazione dell’Europa orientale. Ethel Rosenberg invece era estranea alle attività di scambio di informazioni del marito ma la più “grande democrazia del mondo” non avrà dubbio alcuno nei suoi confronti, come vedremo tra poco.

Intanto in Europa il nazismo e il fascismo cadono sotto l’avanzata degli eserciti alleati e alle sollevazioni dei popoli in armi: gli USA decidono però, dimostrando fin dal principio la loro reale volontà riguardo ai destini del mondo, di testare una nuova arma devastante. Non su eserciti schierati o basi militari avversarie ma sue due cittadine giapponesi, macchiandosi di uno dei crimini più gravi della Storia: i cittadini di Hiroshima e Nagasaki vengono cancellati da due ordigni nucleari, sganciati da bombardieri USA. L’imperialismo a stelle e strisce manda un segnale inequivocabile al suo nemico giurato, la Repubblica dei Soviet: il dominio e i destini del mondo sono nelle mani di chi dispone di questa arma terribile ( che non esista ad usarla su civili inermi, lugubre antecedente delle tonnellate di bombe di ogni tipo che toccheranno in sorte a coreani e vietnamiti da li a pochi anni).

Con sorpresa del mondo intero però, e degli Stati Uniti in modo particolare, nel 1949 anche l’URSS ( che, grazie alla preveggenza della dirigenza sovietica e di Stalin, aveva iniziato già negli anni ’30 ricerche in questo campo ) si dotò di quest’arma, dopo aver coronato con successo i test nel poligono di  Semipalatinsk in Kazakistan. Così come accade ancora oggi, per i paesi socialisti,  ( basti pensare alla Repubblica Democratica Popolare di Corea ) si tratta di un’arma detenuta solamente a scopo dissuasivo e mai utilizzata nei conflitti o peggio ancora gettata sui civili.  Ebbe però il via quello che da molti viene definito come uno dei più imponenti fenomeni di isteria collettiva che la storia abbia mai registrato: la paura rossa che prese buona parte del popolo americano e dei suoi dirigenti politici nei primi anni della Guerra Fredda.

Quel giorno Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, così si rivolse alla stampa:

Ritengo che il popolo americano abbia diritto ad essere informato nella più ampia misura compatibile con la sicurezza nazionale, di tutto quanto si verifica nel campo dell’energia atomica. Ecco perché ritengo necessario rendere nota la seguente notizia: da prove in nostro possesso, risulta che nelle ultime settimane ha avuto luogo in Unione Sovietica una esplosione atomica”.

L’annuncio del presidente ebbe un effetto scioccante in un’opinione pubblica che dava per scontata l’assoluta superiorità militare americana: immediatamente si addebitò allo spionaggio la maggior responsabilità del rapido progresso sovietico nel campo nucleare ( anche se come abbiamo già detto, il programma nucleare sovietico era attivo da anni ), e si riprese con particolare accanimento la lotta contro le spie comuniste e i loro agenti. La caccia ai “rossi” sul territorio americano non era solo normale attività dei servizi di controspionaggio, si distinse proprio per l’accentuazione isterica, per la convinzione diffusa di essere circondati da traditori da colpire senza pietà: tutto ciò ebbe il suo punto di riferimento nel senatore repubblicano Joseph Raymond McCarthy, per alcuni anni l’uomo più temuto d’America ( da cui la parola maccartismo, rimasta da allora nel linguaggio sinonimo di acceso e cieco anticomunismo ).

E’ esattamente il 29 marzo 1951 quando Ethel e Julius Rosenberg vennero  accusati di spionaggio e cospirazione. L’accusa non riuscì a fornire durante il processo tutte le prove che servivano per l’incriminazione dei coniugi: se gli accusatori erano praticamente convinti della colpevolezza del marito, nulla riuscirono a trovare sulla moglie. Ethel venne considerata in tutta la vicenda, a discapito di tutte le prove contingenti, la dattilografa che ricopiava gli appunti segreti per conto del marito Julius. A prescindere dai fatti, l’accusa avanzò la richiesta di pena di morte ai coniugi Rosenberg per spionaggio. Ma entrambi continuarono a professarsi innocenti in un paese sconvolto dalla “paura rossa”, dagli omicidi politici e razziali e da una nuova guerra iniziata dagli USA in Corea. La condanna era scontata, nonostante in tutto il paese si alzarono coraggiosamente voci in loro difesa: non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo il fatto ebbe grande eco e la solidarietà nei confronti dei coniugi arrestati e condannati a morte si alzò forte.

Il 19 giugno del 1953, nel penitenziario di Sing-Sing, Julius ed Ethel Rosenberg vennero uccisi tramite sedia elettrica nell’interesse supremo della sicurezza statunitense. Così si espresse allora Pietro Ingrao:

Perciò il supplizio decretato ai Rosenberg ha   un suono sinistro:   è il  brontolio   del tuono che minaccia il temporale. Sono venti   giorni   che Eisenhower   s’è  insediato   alla   Casa   Bianca;   venti   giorni   che  sono bastati a  seminare allarme  e collera   nel mondo.    Il   primo   gesto   del suo  regno è stato di annunciare   via   libera   e  appoggio armato a un satrapo corrotto e cacciato dal suo popolo, a Ciang   Kai-scek.   Oggi   viene la decisione di  mandare alla sedia elettrica Julius ed Ethel Rosenberg, cui si   può addebitare solo un delitto: di avere amato la libertà e odiato il fascismo. Il nesso fra ì due avvenimenti è nelle cose. Mai come in queste ore è apparso chiaro che chi protesta contro  l’assassinio dei  Rosenberg difende la pace difende il mondo  dal  fascismo, che sempre va di pari passo con la corsa alla catastrofe   della   guerra.

Qualche anno fa, dopo l’apertura degli Archivi nazionali, parte della verità su quel processo venne a galla: le false prove di spionaggio a carico di Ethel Rosenberg furono inventate dal fratello David Greenglass e dalla cognata Ruth su pressione della Procura, che in cambio risparmiò loro la sedia elettrica. Si voleva in questo modo fare pressione su Julius per costringerlo a confessare. Lezioni dalle grande “democrazia” americana.

 L’anticomunismo ai nostri giorni

 Se come già detto non prestiamo particolare attenzione alle sparate di certi “politici” che tacciano ogni opposizione come “comunismo” ( certo è però che tali posizioni hanno portato una discreta confusione nel discernere chi siano i comunisti, quelli veri ) ben più importanza riveste la tendenza che da anni a questa parte contraddistingue il nostro continente: è proprio l’Unione Europea che assume l’anticomunismo come ideologia ufficiale, che ha scatenato una feroce campagna per la diffamazione e la messa al bando dei partiti, delle organizzazioni giovanili e dei simboli comunisti, che equipara il comunismo al fascismo. L’Unione Europea che allo stesso tempo supporta il fascismo, la mano di ferro del sistema, com’è successo nel nuovo governo golpista dell’Ucraina.

Già nel 1991 in Lituania, Lettonia ed Estonia era stato per esempio messo fuori legge il Partito Comunista, così come poco dopo avvenne in Romania. Anche in Polonia l’8 giugno 2010, è stato approvato il nuovo Codice Penale, che all’articolo 256 vieta di produrre, registrare, importare, vendere, comprare, regalare, trasportare o inviare simbologia comunista a fini propagandistici, con pene che vanno dalle multe fino a due anni di carcere. Anche in Ungheria e Moldavia è illegale la falce e martello. Come non parlare poi della messa al bando dell’Unione della Gioventù Comunista della Repubblica Ceca ( KSM ), ufficialmente sciolta dallo Stato Ceco il 24 aprile 2008, con l’accusa da parte del ministero degli Interni che, nel loro programma, fosse ribadita la necessità di sostituire la proprietà privata dei mezzi di produzione con la proprietà collettiva!

Ma non solo: nella riunione dell’OSCE tenutasi nel luglio 2009, si approvò la risoluzione che, sotto l’altisonante titolo “La riunificazione dell’Europa divisa: promuovere i diritti umani e le libertà civili nella regione dell’OSCE nel XXI secolo”, al paragrafo 14 afferma che i partiti comunisti devono essere smantellati, essendo accusati di essere “strutture con modelli di comportamento che idealizzano il passato, cercando di tornare ad esso o di estenderlo nel futuro.”

Ecco qual è il filo rosso che lega l’omicidio dei Rosenberg allo stato di cose attuali: dietro all’odio per i comunisti si nasconde, ormai sempre più evidentemente, il sostegno dato alla rinascita di movimenti di massa di estrema destra, così come fatto sin dal primo dopo guerra ( basti ricordare per esempio come tutte le formazioni eversive fascistoidi del nostro paese fossero pagate e armate dalla CIA ).
Se prima questo sostegno in funzione antisovietica e antioperaia era segreto, o quasi, ora cade anche la parvenza: i media di regime nascondono, manipolano la verità su quanto accade in tutta Europa e, parafrasando un detto di Malcom X, ci faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono disegnandoli come difensori della libertà e della democrazia. La crisi perdura, la disoccupazione mette in ginocchio la gioventù, lo sfruttamento aumenta per mantenere alti i profitti dei grandi monopoli e le democrazie borghesi richiamano in armi le camice brune facendole passare come argine alle dittature (!!).

Perciò la lotta contro questa crociata anticomunista, che nasconde il sostegno diretto alle forze nazifasciste, non deve essere combattuta soltanto dalle organizzazioni della classe lavoratrice ma anche da tutti quei sinceri democratici che intendono salvaguardare quelle, poche, ultime conquiste che ormai ci sono rimaste dal dopoguerra: ringraziando, dentro di se, tutti i martiri con la stella rossa sul petto che hanno combattuto e sono caduti per una futura umanità, libera dal giogo del Capitale.

Fonti:
http://www.pietroingrao.it/articolipietro/articolipietrounita/141-ingraounita.html

http://www.iniziativalaica.it/?p=1287

http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/13/Ethel_Rosenberg_innocente_verita_anni_co_9_080913122.shtml

Sergei Kostin (2001). The Man Behind the Rosenbergs. Enigma Books

 

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