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Tra passato, presente e futuro: Metallo Urlante

*di Emiliano Cervi

Valerio Evangelisti, bolognese classe ’52, è uno dei più noti scrittori italiani contemporanei di fantascienza, fantasy e horror, generi di cui tutte le sue opere sono caratterizzate. Non si tratta però di opere fine a se stesse in cui il focus è basato sulle vicende narrative; è sempre presente infatti una critica forte, a volte palese a volte invece sottesa a tutto il racconto, alla società. Non è facile nemmeno definire a quale società, dal momento che uno degli strumenti narrativi di Evangelisti è quello di intrecciare tra loro 2-3 storie parallele, ambiantate rispettivamente nel passato, nel presente e nel futuro. Se quella del passato è una fedele ricostruzione del medioevo europeo, in cui rivivono le trame diplomatiche dei regnanti del XIV secolo e soprattutto la “Santa Inquisizione”, il presente è un tempo sospeso e condizionato, spesso cupo e sull’orlo di una crisi valoriale e sociale. Ma è il Futuro l’ambiente in cui Evangelisti, dando il meglio di se, tratteggia scenari apocalittici e crudeli, possibili e reali evoluzioni del nostro stesso presente, in cui tutte le storture, le ingiustizie e lo sfruttamento diventano il fondamento di quello che sarà. Un’Umanità sconfitta, che imbocca senza evidenti segni di riscatto, la via dell’autodistruzione e dove solo pochi manipoli di resistenti si oppongono al nuovo stato di cose, non lasciando però al lettore la convinzione che qualcosa possa cambiare davvero. Forse proprio per questo, l’invito implicito sembra quello di ragionare sul presente, conoscendo gli orrori del passato e del futuro per provare ad evitare la catastrofe.

Questa impronta dell’autore la possiamo trovare in tutti i cicli che ha realizzato: Ciclo di Eymerich, Ciclo di Pantera, Trilogia di Magus, Ciclo delle lotte sindacali, Ciclo messicano, Ciclo dei pirati, Ciclo Il sole dell’avvenire. Il più famoso è certamente il primo, dove il protagonista di queste avventure è l’Inquisitore Generale dell’Inquisizione della Corona d’Aragona, il domenicano Nicolas Eymerich, personaggio realmente esistito. Diventato conosciuto a tal punto che è diventato protagonista di fumetti, sceneggiati radiofonici e addirittura videogiochi!

Il lettore, attraverso le “imprese” di Eymerich, si trova di fronte ad intrighi, eresie, torture fisiche e psicologiche perpetrate senza rimorsi in difesa della fede cristiana contro ogni “deviazione”. Egli è la mano di Dio, il suo strumento sulla terra per permettere che la religione crisitana rimanga pura, in una Spagna in cui convivono le tre grandi religioni monoteiste e le bramosie di potere delle grandi nobilità regnanti d’Europa. Un personaggio che si fa odiare per la sua crudeltà, la sua feroce determinazione che non si ferma davanti al dolore e alle sofferenze di poveri innocenti torturati: eppure, allo stesso tempo, non si riesce a non ammirare la sua intelligenza, l’arguzia dei ragionamenti e la rettitudine dell’Inquisitore che si trova ad avere a che fare con alti prelati della curia, avidi, grassi, pervertiti che mostrano senza troppe perifrasi la decadenza morale e spirtuale dello Stato Pontificio. Opere da leggere tutte d’un fiato e che lasciano il lettore con l’amaro in bocca e molte riflessioni.

Metallo urlante

Non è semplice scegliere un libro in particolare, visto la moltitudine di spunti che ogni episodio e ogni saga possono fornire, ma “Metallo Urlante” può dare una visione d’insieme dello stile e dei temi trattati da Evangelisti, come spiegato in precedenza.

L’intera opera è un omaggio alla musica heavy metal, a partire dai titoli di ognuno dei 4 racconti che sono un esplicito tributo a quattro gruppi musicali: Venom, Pantera, Sepultura e Metallica; non solo, in Venom tutti i capitoli sono la traduzione di alcuni brani del gruppo, così come l’ambientazione di un paese probabilmente texano è un ulteriore omaggio allo stato di provenienza dei Pantera, nel secondo. Nel terzo racconto, Sepultura, ci si trova invece a São Paulo. Gli indios menzionati nel racconto sono il riferimento alla tribù Kaiowas (nome di una canzone dei Sepoltura) che praticarono il suicidio di massa per non dover abbandonare le proprie terre e le proprie usanze, minacciate dal governo che tentava di espropriarle. Infine, all’interno di Metallica tutti i capitoli sono intitolati con i nomi tradotti dei brani di “Kill ‘Em All”, primo album della band californiana.

In tutti è presente questo confronto tra l’uomo e il suo rischio di estinzione: in modo particolare le malattie, come l’anemia falciforme o evoluzioni ancora più terribili dell’HIV, e il rapporto conseguente che si sviluppa col metallo, da cui il titolo del libro che è tutto da scoprire. Anche l’inquisitore Eymerich fa la sua apparizione, in una sorta di prequel della prima opera di Evangelisti , mostrando tutta l’autorità, la forza e la violenza che caratterizzeranno le sue azioni future. Lasciandovi con uno stralcio di interrogatorio e con un invito alla lettura del libro e alla riflessione,di conseguenza, sui nostri tempi, eccovi l’inquistore generale d’Aragona all’opera:

«Benchè sapesse che quel capo d’accusa pesava sull’ebreo, Eymerich fu impietrito dall’orrore di udire confessare con tanta naturalezza. Non vi era colpa più grave della sodomia. La Chiesa tollerava la prostituzione, piaga di tutte le taverne, consapevole del fatto che il seme maschile andava comunque irrorato a intervalli regolari ravvicinati. Farlo nel corpo di una donna, sia pure mercenaria, obbediva a leggi di natura ed era meno grave della vergogna dell’onanismo. Ma commettere peccato tra uomini era la suprema bestemmia, l’oltraggio più grave ai comandamenti di Dio. Ed ecco che un giudeo, per di più demonolatra quasi confesso, ammetteva con leggerezza la più oscena delle colpe.[..] Il ribrezzo di Eymerich verso quel giudeo sodomita che ora piagnucolava accucciato sul suo sgabello stava facendosi intollerabile. Avvertiva l’impulso di percuoterlo a morte, di dare fuoco alle sue vesti e lasciarlo incenerire sotto i suoi occhi. Ma non poteva permettersi alcuna forma di emotività…»

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