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25 aprile, giovani in piazza con le bandiere rosse: «chi inneggia alla UE offende i partigiani»

Tanti giovani sono scesi in piazza ieri per la giornata della Liberazione. Una giornata che era stata preceduta da polemiche sollevate da comunità ebraiche e Partito Democratico, che a Roma hanno boicottato la manifestazione. Una polemica che non solo non ha compromesso la riuscita delle mobilitazioni, ma anzi sembra averne incrementato la portata.

Grande successo il corteo di Roma, che ha visto la presenza di migliaia di persone, grazie anche alla scelta più che riuscita dell’ANPI in merito al percorso del corteo, che è partito da Piazza dei Caduti della Montagnola, a Roma Sud, attraversando diversi quartieri popolari fino a giungere a Piazza di Porta San Paolo. In centinaia si sono aggiunti al corteo dai quartieri popolari. A compensare l’assenza del PD (a scanso di equivoci, non rimpianta da nessuno), un imponente schiera di bandiere rosse. Lo spezzone dal Partito Comunista (PC) e dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), il più grande del corteo, ha visto la presenza di centinaia di giovani e giovanissimi. Un bel colpo per chi vorrebbe liquidare queste idee come un qualcosa di vecchio e appartenente alla storia passata.  roma2

Dalla manifestazione di Roma una risposta decisa alle polemiche sulla Brigata Ebraica. «Centinaia di ebrei hanno combattuto davvero la Resistenza nelle brigate partigiane; la Comunità Ebraica dovrebbe spiegarci perché il suo unico interesse è fossilizzarsi sulla commemorazione della Brigata Ebraica, un reparto dell’esercito inglese che non c’entra nulla con la Resistenza» – ha risposto Paolo Spena, della Segreteria Nazionale FGC, intervistato da SkyTg24 – «Sembra francamente un pretesto per scendere in piazza con le bandiere di Israele». Dello stesso avviso Alessandro Mustillo, segretario del PC di Roma, che ha poi affermato in una nota: «Abbiamo ricordato anche Eugenio Curiel, Umberto Terracini, Emilio Sereni, Carlo Levi, Leo Valiani, Eugenio Calò, e le centinaia di partigiani ebrei che combatterono tra le fila comuniste e delle brigate antifasciste, perché piaccia o no a chi oggi riduce la sua funzione a quella di Ambasciata d’Israele, la storia è qui, il resto è propaganda di bassa specie.»

Un imponente spezzone comunista alla manifestazione di Roma
Un imponente spezzone comunista alla manifestazione di Roma
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Giovani in piazza a Milano

Fra le tante altre mobilitazioni in tutta Italia, a spiccare è quella di Milano. Nella seconda città d’Italia, emblema della Resistenza, il PD non ha boicottato la manifestazione, ma è andato ben oltre.

Quello stesso PD che accusava gli attivisti pro-Palestina di snaturare il senso del 25 aprile (tralasciamo qui la discussione nel merito della questione) ha manifestato con uno striscione inneggiante all’Europa (“Noi, patrioti europei”), sventolando bandiere della UE in uno spezzone dove il blu era il colore predominante, al punto da utilizzare l’hashtag #TuttoBlue. Uno spezzone fortemente contestato, così come quello della Brigata Ebraica, che ha evidenziato, stavolta sì, la volontà di snaturare il senso del 25 aprile.

tutto-blue«Manifestare il 25 aprile inneggiando all’Unione Europea significa voler strumentalizzare la Resistenza per legittimare le politiche antipopolari della UE e della Troika, che oggi colpiscono i lavoratori e la gioventù e vedono proprio il PD come principale esecutore» – ha affermato duramente Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del FGC – «È un insulto intollerabile alla memoria dei partigiani che hanno lottato per un’Italia ben diversa da quella di oggi, per idee di democrazia e uguaglianza che sono inconciliabili con la UE, che è l’organizzazione sovranazionale del capitale e della grande finanza, gli stessi che sostennero il fascismo. Ogni tentativo di utilizzare la Resistenza per inculcare nei giovani l’idea di un patriottismo europeo che non esiste, offende la lotta partigiana e il senso stesso del 25 aprile».

Lo spezzone del FGC a Milano
Lo spezzone del FGC a Milano

Anche a Milano, i comunisti hanno manifestato con un grande spezzone, contrapposto a quello del PD a partire dal colore predominante (ovviamente il rosso), anche qui con tanti giovani. Presente al corteo di Milano anche il segretario generale del PC Marco Rizzo, che la mattina aveva partecipato al corteo di Parma per rafforzare il sostegno alla candidatura del Partito alle comunali, e alla compagna Laura Bergamini, candidata sindaca nel capoluogo di provincia emiliano. In entrambi i casi nutriti spezzoni di giovani e militanti del Partito hanno accompagnato il segretario.

Lo spezzone comunista a Parma, in sostegno alla candidata sindaco del Partito Comunista
Lo spezzone comunista a Parma, in sostegno alla candidata sindaco del Partito Comunista

Per Rizzo «Questo 25 aprile è un anniversario di lotta, perché antifascismo significa prima di tutto anticapitalismo. I partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia non volevano questa Italia. Vorrei dedicare un pensiero particolare oggi ai lavoratori di Alitalia. È per loro e per la liberazione di tutti i lavoratori, per la pace e per la giustizia sociale che dobbiamo continuare a combattere, come migliaia di partigiani comunisti hanno fatto prima di noi».

Venezia
Venezia

Polemiche anche a Venezia, dove il Partito Democratico ha provato a cacciare dalla piazza lo spezzone organizzato dal Fronte della Gioventù Comunista, accusando i militanti di “strumentalizzare la giornata”. La maggioranza dei presenti, fra cui l’ANPI, ha però difeso i giovani, isolando politicamente il PD, che dopo il corteo ha preferito (inspiegabilmente) recarsi al quartiere ebraico con un pugno di persone per commemorare la Brigata Ebraica.

Un momento della 2° Marcia della Gioventù Partigiana, a Spoleto
Un momento della 2° Marcia della Gioventù Partigiana, a Spoleto

Il 24 aprile il FGC ha tenuto a Spoleto la 2° Marcia della Gioventù Partigiana, al termine della scuola di formazione quadri. Partiti da piazza Campello, dove hanno reso omaggio alla lapide commemorativa dell’evasione dei partigiani slavi e italiani dal carcere della Rocca, hanno iniziato la marcia alla volta di Patrico, alle falde del Monte Fionchi. I giovani militanti comunisti hanno raggiunto le vette oltre i 1.000 metri di altitudine con bandiere rosse e bandiere delle Brigate Garibaldi.

Un confronto fra lo spezzone del Partito Democratico (in alto) e quello del Partito Comunista (in basso). Chi è l'erede della Resistenza?
Un confronto fra lo spezzone del Partito Democratico (in alto) e quello del Partito Comunista e del FGC (in basso). Chi è l’erede della Resistenza?

Un 25 aprile, insomma, che vede una vera e propria rottura fra le forze che oggi lottano contro questo sistema, e le forze che invece sono più conseguenti nella difesa dello stato attuale delle cose; rottura che si esprime anche solo dal modo di stare in piazza. Si possono certo condividere le parole del presidente dell’ANPI di Roma, Fabrizio De Sanctis, secondo cui «la festa del 25 aprile è una festa che vuole unire, non è l’ANPI ad aver mandato via nessuno. Ma anche la Resistenza, se volevamo aspettare tutti non si sarebbe mai fatta». Ma è pur vero che, per chi crede che la lotta partigiana non sia solo da commemorare, ma da tenere viva nelle lotte dei lavoratori e della gioventù alle quali è strettamente connessa, il 25 aprile non può che dividere quelli che lottano da quelli contro cui bisogna lottare. Una consapevolezza che ieri è emersa nelle mobilitazioni della gioventù comunista, in cui si è imposto con forza un nuovo slogan che afferma proprio la continuità fra la lotta dei partigiani e la nostra lotta oggi, per un’Italia democratica e socialista. «La meglio gioventù sconfisse il fascismo / la lotta partigiana voleva il socialismo».

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