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Studenti contro gli “Stati generali” dell’alternanza. Oggi il corteo, domani protesta al Miur

Gli studenti sono scesi in piazza oggi per la terza mobilitazione dell’autunno, dopo le giornate del 13 ottobre e del 24 novembre. A provocare la protesta degli studenti la convocazione da parte del Miur degli “Stati Generali dell’alternanza scuola-lavoro”, previsti a Roma per la giornata di domani. Proprio a Roma, questa mattina, gli studenti hanno sfilato in corteo da Piramide raggiungendo il Ministero dell’Istruzione, presso il quale è previsto un presidio per la giornata di domani. Un corteo partecipato e animato nonostante la pioggia, durante il quale gli studenti hanno attaccato il Miur definendo l’iniziativa «un teatrino di retorica» e parlando di «finte tutele». In occasione dell’evento, infatti, saranno presentate la Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti e una piattaforma online sulla scuola-lavoro, dotata di un bottone rosso per segnalare i problemi in alternanza. A guidare il corteo nella capitale gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che già lo scorso 24 novembre aveva sfilato alla testa del corteo.

img_7912

_dsc0262«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono l’ennesima pagliacciata per legittimare lo sfruttamento degli studenti» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Dietro la scusa di migliorare la qualità dei progetti di scuola-lavoro, il Ministero inganna gli studenti spacciando l’alternanza come un idea virtuosa, talvolta applicata male. Dopo aver consegnato la scuola italiana nelle mani delle banche e delle grandi imprese, il Governo si riscopre attento alle condizioni degli studenti. La verità è che per due anni la “Carta dei Diritti” è rimasta avvolta nel mistero, per poi rivelarsi carta straccia utile solo come spot a fine legislatura. Vogliamo svelare il vero volto dell’alternanza, che quotidianamente gli studenti vivono sulla loro pelle: una realtà di sfruttamento del lavoro non pagato, di educazione a un futuro senza diritti e dequalificazione della didattica in nome de profitti delle singole aziende».

Raggiunto il Ministero, già presidiato da lavoratori ATA, un simpatico episodio: alcuni studenti che stavano svolgendo l’alternanza proprio nelle strutture del Ministero fanno capolino dalle finestre, e dichiarano appoggio alla protesta dei loro coetanei e compagni di scuola. Un siparietto di pochi minuti, interrotto da una diligente funzionaria che provvede a chiudere finestra e serrande, riportando i giovani al loro “dovere”. Ma pochi minuti dopo, gli stessi studenti escono dall’edificio, avendo probabilmente concluso il loro turno, e si uniscono alla protesta.

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I giovani manifestanti hanno rilanciato la mobilitazione per la giornata di domani, annunciando proteste davanti al Ministero, nella giornata dei famigerati “stati generali”: «Sia chiaro che non chiediamo qualche aggiustamento e maggiore attenzione, lottiamo per una scuola radicalmente diversa. Oggi siamo in piazza per rivendicare un’istruzione di qualità per tutti, perché la scuola di classe voluta dai padroni non è in grado di garantirci altro che un futuro di sfruttamento. Non daremo tregua a chi ci vorrebbe con la testa chinata»

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