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Intervento di Lorenzo Lang (FGC) al comizio comunista del 18 maggio

Cari compagni e care compagne,

Sostenitori e simpatizzanti,

vi saluto a nome di tutto il Fronte della Gioventù Comunista. La gioventù oggi è il principale bersaglio della propaganda europeista. L’Unione Europea ci viene presentata come un’opportunità a media unificati. Ogni anno nelle università si celebrano settimane “europee” con decine di iniziative istituzionali. In questi giorni l’UE sta portando avanti una campagna di invito al voto per il suo rafforzamento in decine di scuole e università in Italia. Ci chiamano “generazione europea” e ci raccontano che grazie all’UE viviamo possibilità sconosciute alle generazioni precedenti, così come 30 anni fa ai nostri genitori dicevano che la formazione dell’UE e la controrivoluzione in URSS erano la soluzione a tutti i loro problemi.

Queste “opportunità” le conosciamo bene. Nella UE ci sono circa 17 milioni di disoccupati, quasi 3 milioni in Italia, contando solo quelli riconosciuti da criteri statistici piuttosto discutibili. La disoccupazione giovanile rimane a livelli altissimi ormai da 10 anni, e nel nostro paese un giovane su tre è disoccupato. Oltre 113 milioni di persone sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, ed ancora una volta i dati nel nostro paese sono spaventosi con 5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà. La flessibilità e la dinamicità di cui ci parlano in continuazione significano la cancellazione dei diritti dei lavoratori, la facilità di essere licenziati, la mancanza di sicurezza nelle fabbriche, l’impossibilità di costruirsi un futuro, di programmare l’acquisto di una casa e di costruire con serenità la nostra vita e una famiglia. Le misure antipopolari di questi anni stanno cancellando tutti i modelli di sanità pubblica e accessibile a livello di massa. Attraverso la leva del taglio dei fondi, l’istruzione pubblica è stata totalmente trasformata in base a modelli basati sulle necessità dei monopoli e non degli studenti delle classi popolari. “La libera circolazione delle persone” significa in tutto il continente “libera circolazione della forza lavoro”, e centinaia di migliaia di giovani lavoratori sono costretti a nuove emigrazioni di massa, ed il mito dell’Europa si trasforma per la maggior parte di loro nella realtà durissima di un lavoro sottopagato e della povertà. Nel frattempo i governi dei nostri paesi continuano a portare la guerra nel mondo. Quando ci parlano di un’Europa che ha portato 70 anni di pace, chiediamo cosa ne pensano i popoli dell’ex Jugoslavia, dell’Afghanistan, dell’Iraq, della Libia, della Siria,  del Niger, del Mali, della Repubblica Centroafricana, della Somalia e dei molti altri paesi africani dove ci sono in questo momento operazioni militari di eserciti “europei” e della NATO. Chiediamoglielo se le bombe sganciate da aerei decollati anche da aeroporti italiani siano strumenti di pace. Chiediamoglielo.

Queste condizioni sono simili per la gioventù proletaria in tutti i paesi europei, con differenze di intensità, ma non di sostanza. Basti pensare a quello che viviamo noi in un paese come l’Italia, i cui grandi monopoli hanno un peso rilevante in ambito europeo, e che non a caso negli ultimi anni ha espresso il presidente del Parlamento Europeo, l’Alta Rappresentante Europea per la politica estera ed il presidente della Banca Centrale Europea. Questo perché la condizione che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle non è frutto di un errore o di una “miopia” delle politiche europee, tanto meno della corruzione o dell’incapacità di chi ci governa a livello nazionale. Gli orari di lavoro sono più lunghi, i salari più bassi, per i padroni è sempre più facile licenziare, mentre ai più giovani viene negata un’istruzione di qualità, perché le politiche europee imposte in tutto il continente rispondono agli interessi dei grandi monopoli. In Italia hanno di recente assunto il nome di Jobs Act, in Francia di Loi Travaille, in Germania di piano Hartz, ma la sostanza è ovunque la stessa: l’UE consente strutturalmente ai grandi monopoli europei di imporre leggi e misure a loro favore. I salari reali in Italia sono scesi del 4,3% nei primi sette anni di crisi, mentre la quota di ricchezza detenuta dai più ricchi in Italia è cresciuta del 6%. Non è vero che siamo tutti sulla stessa barca. Il 5% più ricco della popolazione detiene la stessa ricchezza del 90% più povero. Questa sarebbe la stessa barca?

Questa sarebbe l’istituzione che promuove la fratellanza tra i popoli, come ci viene raccontato? No! Questa è un’istituzione che non ha niente a che fare con qualche teorizzazione di qualche intellettuale di secondo rango. L’UE nasce a partire da trattati che non parlavano di fratellanza dei popoli, ma che parlavano di mercati comuni su misura dei grandi monopoli, a partire dalla volontà dei padroni del carbone e dell’acciaio, da gente come i Thyssen ed i Krupp, finanziatori di Hitler, che in Italia conosciamo bene, perché sono tra quegli illuminati che ritengono superfluo garantire la sicurezza nelle loro acciaierie, quei progressisti che fanno morire gli operai bruciati nelle fabbriche per il loro profitto; da gente come i padroni dell’ILVA di Taranto, che hanno ritenuto più importanti i loro profitti più che la salute gli operai e delle loro famiglie, che per il loro profitto hanno avvelenato una città intera. Questi sono i primi promotori dell’integrazione europea oltre 60 anni fa, altro che fratellanza tra i popoli! L’UE è l’attuale forma istituzionale del dominio politico dei grandi monopoli in Europa, e per questo impone misure antipopolari che colpiscono i lavoratori e la gioventù in tutto il continente, attraverso le quali aumentano i loro profitti sulla nostra pelle, distruggono ogni diritto  per “ingrassare” attraverso il ricatto e il furto del debito pubblico, cancellano il futuro della gioventù per provare a garantirne uno al putrescente sistema capitalistico. A 10 anni dall’inizio della grande crisi capitalistica che stiamo vivendo, la “ripresa” per i lavoratori significa solo uno sfruttamento sempre più duro e gli unici a vedere delle “opportunità” sono i grandi monopolisti. Diffondere qualsiasi illusione sulla possibilità di riformare l’UE, significa essere attivi collaborazionisti della dittatura del grande capitale. È nostro preciso dovere indicare nell’UE uno strumento nelle mani dei padroni, del nemico di classe, che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. E dire chiaramente che non c’è futuro per la gioventù nell’UE.

Questa lotta non passa solo per i momenti elettorali, è la nostra bandiera fin dalla fondazione del FGC. Nel marzo del 2017, in occasione delle celebrazioni istituzionali a Roma del sessantesimo anniversario dei trattati che hanno avviato l’integrazione europea, abbiamo condotto una campagna contro l’UE rivolta alla gioventù, che ci ha consentito di dare un grande contributo alla manifestazione tenuta in questa stessa piazza dal Partito Comunista che contestava le celebrazioni insieme agli altri partiti dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti ed Operai d’Europa, ma anche di combattere il retaggio dell’eurocomunismo nel nostro paese, ancora alimentato dagli opportunisti. Oggi siamo di nuovo in questa piazza, tre volte più numerosi nonostante la pioggia. L’opposizione alle politiche europee sull’istruzione contraddistingue il nostro contributo alle lotte studentesche da quasi un decennio. Il 22 febbraio nel nostro paese abbiamo organizzato una grande mobilitazione nazionale degli studenti, con cortei in più di 50 città. Oltre 100.000 studenti sono scesi in piazza contro l’ennesima misura che è andata ad impoverire l’istruzione pubblica in Italia, e nel farlo manifestava anche chiaramente contro la matrice europee delle misure che privano milioni di studenti di un’istruzione di qualità. In questo momento triplichiamo gli sforzi, perché le elezioni europee di quest’anno sono un momento in cui compiere un ulteriore passo in avanti nella volontà di condurre strati sempre più ampi della gioventù proletaria nella lotta di massa, per rispedire al mittente mistificazioni della propaganda europeista e guadagnare forza e coscienza.

Le elezioni europee sono un’occasione per parlare con centinaia di migliaia di giovani, di lottare perché prendano coscienza della natura dell’UE. Per questo siamo a fianco del Partito Comunista nel sostenere questa campagna elettorale. In un mese, il Fronte della Gioventù Comunista sta distribuendo oltre mezzo milione di volantini rivolti alla gioventù, nelle università, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei quartieri popolari. Spieghiamo ogni giorno che per la gioventù non c’è futuro nell’UE. Spieghiamo che chi parla ancora di riformabilità dell’Unione Europea vende illusioni. Questa ipotesi non esiste nella pratica, è una parola d’ordine che funziona da scialuppa di salvataggio per il capitalismo, che ritarda la presa di coscienza dei lavoratori e della gioventù. Con il governo Tsipras in Grecia le classi popolari hanno provato duramente sulla propria pelle come chi vuole “riformare l’Europa” amministri solertemente negli interessi dei monopoli. Dall’altra parte spieghiamo come le prospettive dei reazionari, che vengono ora chiamati sovranisti, siano solo negli interessi di altri settori della borghesia, che sgomitano per imporsi di più sui mercati. Spieghiamo che queste forze sono cani da guardi del capitalismo, che fomentano la guerra tra poveri e offrono una totale copertura a chi ha le vere responsabilità sulle nostre condizioni di vita, che la responsabilità delle nostre condizioni non è di qualcuno che è esattamente come noi ma ha la pelle di un altro colore. Spieghiamo però che la risposta all’avanzata delle forze di estrema destra in Europa non può essere nel voto per partiti del PSE come il PD, esecutori delle peggiori politiche antipopolari quando sono stati al governo e responsabili attraverso il tradimento totale verso le classi popolari dell’ascesa delle forze reazionarie, elevate a nemico per cercare di tenere consensi con il richiamo al voto “antifascista”. Di quale antifascismo può essere titolare chi è corresponsabile del massacro sociale? Chi ha governato solo negli interessi di banche e grandi gruppi monopolistici? Chi è sempre pronto a seguire prono gli interessi degli Stati Uniti e di Israele?

Le classi popolari in Europa, anche solo negli ultimi anni, hanno sperimentato come i partiti borghesi al governo, di tutte le sfumature, servano sono gli interessi dei grandi monopoli. Combattiamo illusioni e prese in giro. Noi sosteniamo il Partito Comunista perché è l’unico Partito diverso dagli altri. Che non mira ad amministrare questo sistema, che non cerca di vendere facili illusioni. L’unico Partito che esprime i nostri interessi di classe, gli interessi dei lavoratori e dei giovani delle classi popolari. L’unico Partito che è finanziato unicamente dai proprio militanti e sostenitori, e non da padroni e banchieri. Non siamo come gli squali di +Europa che si fingono di sinistra mentre si prendono i finanziamenti di gente come il nipote di Agnelli e Soros, dicendo di condividerne le battaglie fin dai tempi in cui si impegnavano per fa cadere il muro di Berlino. Il Partito Comunista è l’unico che ci offre di essere realmente protagonisti, che da alla gioventù anche spazio nelle sue liste per sostenere le nostre lotte, e non per le marchette di qualche carrierista. L’unico Partito che ci indica chiaramente che la soluzione per i nostri problemi è nel rovesciare il potere dei monopoli, nel potere in mano alla classe lavoratrice, nella costruzione del socialismo che dovrà avvenire spezzando le catene dell’Unione Europea.

Una nuova generazione di comunisti sta muovendo i suoi passi in tutta Europa. 25 organizzazioni giovanili, tra cui il Fronte della Gioventù Comunista per l’Italia, hanno firmato una dichiarazione comune di lotta contro l’UE e supporto ai Partiti Comunisti in occasione delle elezioni Europee. Queste sono le nostre alleanze e la nostra unità, quella nel rafforzamento delle posizioni e della forza del movimento comunista internazionale, quella dell’internazionalismo proletario e della lotta comune delle gioventù comuniste in ciascun paese. La nostra organizzazione è in forte crescita. Nelle scorse settimane siamo stati per la prima volta impegnati nelle elezioni studentesche nazionale, mentre aumentano i consensi che raccogliamo nelle scuole. La presenza così forte della gioventù comunista in piazza oggi è la miglior risposta a chi taccia i comunisti di essere “vecchi”. Con la presenza a fianco del Partito Comunista alle europee vogliamo lanciare un messaggio a tutti i giovani più coscienti e combattivi. La ricostruzione comunista è un progetto in campo, in cui serve il contributo di tutti i comunisti e in  cui le nostre forze possono contare davvero.

Lancio un appello a tutti i giovani delle classi popolari. Ai 100.000 studenti che sono scesi in piazza il 22 febbraio. A tutti gli universitari che hanno sostenuto la nostra candidatura al CNSU. A tutti i giovani come noi costretti a lavorare per 800€ al mese o ad emigrare. A tutti i giovani che lottano in questo paese. Facciamo un passo in avanti. Diamo un segnale. Non rassegnamoci alla passività, non facciamoci ingannare. Il sistema in cui viviamo non è l’unico orizzonte possibile, non è scritto da nessuna parte che il nostro futuro debba essere sinonimo di disoccupazione, miseria, precarietà e sfruttamento. Possiamo dare un segnale a tutte le classi popolari del paese. Un segnale di speranza. Facciamo vedere che siamo pronti a dare battaglia. Che esiste un’alternativa in cui molto di noi si riconoscono e la rendono credibile. Sosteniamo il Partito Comunista, perché è diverso dagli altri, perché è un Partito che non fa promesse elettorali, un Partito che può essere realmente nostro, un Partito che è lo strumento attraverso il quale possiamo conquistare un futuro diverso, un futuro senza precarietà, miseria e sfruttamento; un futuro in cui vivere la nostra vita senza ricatti e senza il mostro della disoccupazione sempre in agguato, un futuro in cui seguire le nostre aspirazioni, avere una casa e costruire se vogliamo una famiglia. Questa prospettiva è in campo, indipendentemente dalle elezioni ed il contributo migliore da dare è unirsi a noi. Ma anche ogni voto in più la rende più forte, perciò il 26 maggio alle elezioni europee votiamo Partito Comunista!

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