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A Catania la lotta paga: prima vittoria degli studenti contro le tasse universitarie

Una prima vittoria importante è arrivata ieri per gli studenti dell’Università di Catania, che già da agosto si erano attivati contro la decisione del Rettore di anticipare ad ottobre la scadenza della tassa maggiorata per gli studenti “irregolari” (fuori corso). In seguito alle recenti proteste, gli studenti hanno ottenuto l’annullamento delle more sulle tasse fino al 30 novembre, il rimborso per gli idonei nelle graduatorie per le borse di studio e la garanzia di poter seguire le lezioni indipendentemente dalla regolarità dei pagamenti. L’articolo che segue ricostruisce le tappe fondamentali della vicenda, fino agli ultimi sviluppi seguiti alle proteste degli studenti.

L’Università degli Studi di Catania, da quest’anno, ha anticipato la scadenza della tassa per irregolari ad ottobre, senza alcuna ragionevole motivazione, con il parere favorevole del Senato Accademico e del Consiglio d’Amministrazione. La tassa, facendo parte del contributo onnicomprensivo annuale dovuto all’Ateneo (e non alla Regione Sicilia), gli scorsi anni veniva fatta pagare entro febbraio. Questa anticipazione ha creato forti disagi agli studenti di estrazione popolare, poiché è stata accorpata alla quota fissa di contributo regionale (156€) da pagare per iscriversi all’anno accademico. I vertici accademici, nel prendere questa decisione, non hanno affatto tenuto conto delle condizioni socio-economiche del contesto nel quale è inserita l’Università di Catania: la crisi generata dall’emergenza sanitaria ha colpito e continua a colpire tutte quelle famiglie delle classi popolari che già prima della crisi sostenevano economicamente gli studi dei propri figli tra mille difficoltà.

Sin da agosto centinaia di studenti si sono mobilitati, inizialmente online attraverso una petizione che ha raccolto più di 400 firme e poi incontrandosi e organizzandosi di presenza in assemblee e presidi.

Mercoledì 23 settembre, un nutrito presidio studentesco sotto il Rettorato ha ottenuto un incontro col Rettore Francesco Priolo, durante il quale una delegazione di sei studenti ha esposto tutte le problematiche sorte a causa dell’anticipazione di questa tassa. Oltre a ciò, gli studenti hanno sottolineato come un’erronea interpretazione della legge 232/16 da parte dell’Ateneo consideri irregolari quegli studenti che in realtà sono in piena regola sia con i crediti formativi, che con gli anni di corso. Infatti, Unict considera irregolari tutti quegli studenti iscritti da un numero di anni accademici superiore alla durata normale del corso di studio aumentata di uno. Come prevedibile, il colloquio con il Rettore non ha prodotto i risultati sperati, senza per questo fiaccare lo spirito di mobilitazione degli studenti.

Mercoledì 7 ottobre, una cinquantina di studenti combattivi tornano senza preavviso in Rettorato dichiarando un presidio permanente con lo scopo di ottenere delle risposte risolutive del problema. Diversamente dal presidio precedente, gli studenti pretendono che il Rettore si confronti con tutti i presenti (non solamente quindi con una delegazione) e che prenda l’impegno di accogliere le istanze ed adoperarsi per risolvere le problematiche da loro sollevate. Data l’imminenza della scadenza della tassa (12 ottobre) gli studenti sollecitano il rettore a convocare gli organi preposti a modificare una norma in giornata stessa, al limite il giorno dopo; il rettore chiede 24 ore di tempo per trovare una soluzione.

Giovedì 8 quindi, gli studenti si presentano nuovamente in Rettorato, decisi a non lasciare gli spazi dell’Università qualora le loro richieste non fossero state soddisfatte. Grazie alla loro caparbietà e alla loro determinazione, gli studenti ottengono con successo la sospensione della mora fino al 30 novembre, determinando di fatto lo spostamento della scadenza della tassa di un mese e mezzo. In più, viene chiarito che questa tassa verrà rimborsata agli studenti che risultano essere idonei e assegnatari di borsa di studio E.R.S.U. Una conquista certamente parziale, ma che crea un precedente importante. Era da anni, infatti, che gli studenti universitari non si mobilitavano per il diritto allo studio: la vittoria di questa vertenza dimostra che solo con la partecipazione diretta, con il protagonismo delle masse studentesche, si ottengono i diritti, rifiutando nettamente i meccanismi di delega disinteressata, tanto cari a tutti quei rappresentanti che vedono nella rappresentanza studentesca nient’altro che una tappa di un cursus honorum che li porta dritti tra gli scranni di un Consiglio comunale, regionale e perché no, del Parlamento. Solo l’interessamento diretto degli universitari può impedire a questi carrieristi di fare il bello e il cattivo tempo negli organi di rappresentanza, di inchiodarli alle loro responsabilità quando votano misure che vanno contro gli interessi della comunità studentesca. Gli studenti, nel comunicato dal titolo eloquente “SOLO LA LOTTA PAGA”, nel quale rivendicano le conquiste ottenute, dichiarano di non volersi fermare, e di continuare a lottare contro l’Università di classe, per un accesso gratuito e di massa agli studi superiori per tutte e tutti.


Riportiamo di seguito il comunicato degli studenti di Catania:

“SOLO LA LOTTA PAGA!
Oggi 8 Ottobre abbiamo incontrato il Rettore, prof. Priolo, il quale a seguito del presidio permanente di ieri, si è trovato nella posizione di dare delle risposte concrete agli studenti ed alle studentesse.
La mobilitazione iniziata circa due mesi fa sui social con una petizione, ha avuto seguito in presenza con assemblee e presidi fin dentro il Rettorato.
Gli studenti e le studentesse, grazie alla loro determinazione hanno ottenuto ciò che chiedevano:

🔴
Annullamento della mora sulla tassa d’iscrizione (156€) fino al 30 Novembre;
🔴Annullamento della mora sulla tassa per irregolari (200€) fino al 30 Novembre, spostando di fatto la scadenza del pagamento a fine Novembre!;
🔴Rimborso della tassa per irregolari (200€) per gli assegnatari o idonei nelle graduatorie delle borse di studio erogati dall’E.R.S.U.;
🔴Possibilità per gli studenti e le studentesse di seguire, aldilà della regolarità dei pagamenti, le lezioni online e/o in presenza.
Entro il 12 Ottobre, il Rettore si è impegnato a pubblicare il Decreto che sancirà i punti appena citati.

Dopo tanti anni, gli studenti e le studentesse dell’università, rifiutando la logica della delega disinteressata ai rappresentanti, si sono mobilitati ed hanno ottenuto con la lotta delle conquiste fondamentali per tutti e tutte. Questa esperienza rappresenta un precedente importante per l’Università di Catania e può diventarlo per tutti gli altri atenei.

I DIRITTI SI CONQUISTANO CON LA LOTTA!”
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