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Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore

La ragazza nella foto oggi ha 72 anni, all’epoca ne aveva 17. È passata alla storia per aver rifiutato di sposare il mafioso che l’aveva rapita e violentata. Il rapimento avvenne il 26 dicembre del 1965. Fu rapita ad Alcamo (Trapani) da Filippo Melodia, membro di una cosca locale con cui era stata fidanzata, che la segregò violentandola per 8 giorni.

Secondo la morale di quel tempo, in questi casi la donna doveva sposare il proprio carnefice per salvare il proprio onore. Il “matrimonio riparatore” cancellava il reato di violenza carnale, che all’epoca era considerato un reato contro la pubblica morale, e non contro la persona (e dunque meno grave).

Franca è stata la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore. Melodia venne processato e condannato per violenza sessuale.

Il caso generò molto clamore, ma l’oscurantismo religioso promosso dal Vaticano e dalla Democrazia Cristiana rallentò la rimozione dal Codice Penale di norme varate dal fascismo. L’Italia abolì il matrimonio riparatore e il delitto d’onore solo nel 1981, e solo nel 1996 riconobbe lo stupro come un reato contro la persona. A testimonianza di come l’emancipazione femminile sia un processo lungo, tutt’altro che concluso ancora oggi.

«Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto. L’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce».

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