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Vittoria dei contadini indiani: abrogate le leggi agrarie

di Giacomo Canetta


Dopo oltre un anno di intense lotte, milioni di contadini indiani hanno portato a casa una vittoria storica: il 19 novembre il Governo Modi ha abrogato le leggi agrarie. Era infatti il settembre 2020 quando il governo reazionario del presidente Modi (partito BJP, nazionalista induista) aveva approvato un pacchetto di leggi che puntavano alla deregolamentazione e liberalizzazione del mercato agricolo del paese, rimuovendo il controllo statale sui prezzi per lasciare libero lo spazio ai grandi monopoli privati. 

La risposta contadina ha conquistato i riflettori di mezzo mondo, vista la sua imponente scala e la radicalità della lotta, che è riuscita a produrre il più grande sciopero della storia un anno fa. Nonostante la pandemia, la repressione dura e spietata del governo e la difficoltà di piegare i grandi interessi economici che stanno dietro al pacchetto di leggi, la lotta è riuscita a mantenere vigore fino alla definitiva abrogazione.

Oltre 750 manifestanti sono morti nel corso di un anno, a causa della repressione, della fame o delle condizioni meteorologiche avverse che ad esempio avevano colpito le proteste lo scorso anno.

Questa vittoria è stata possibile grazie ad un potente movimento di massa dei contadini poveri, unito e organizzato sotto la bandiera del AIKSCC (All India Kisan Sangarsh Coordination Committee), un Comitato di Coordinamento Pan-Indiano della Lotta dei Contadini, che ha raggruppato oltre un centinaio di organizzazioni di contadini e lavoratori. In esso, i partiti comunisti, i loro sindacati e organizzazioni contadine hanno svolto un decisivo ruolo attivo di direzione.

Il Partito Comunista dell’India (Marxista), intensamente coinvolto nelle lotte dell’ultimo anno, celebra la vittoria, mettendo però in guardia le masse operaie e contadine del paese: “dobbiamo vigilare sulla concreta abrogazione delle riforme prima di smobilitare le lotte e tornare nei nostri villaggi”.

La "lunga marcia" dei contadini indiani verso la capitale New Delhi, 11 mesi fa. In prima linea l'AIKS (All India Kisan Sabha), il sindacato contadino legato al Partito Comunista d'India (marxista)
La “lunga marcia” dei contadini indiani verso la capitale New Delhi, 11 mesi fa. In prima linea l’AIKS (All India Kisan Sabha), il sindacato contadino legato al Partito Comunista d’India (marxista)
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