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Idee e lotta

Immigrazione e guerra tra poveri. Da Roma a Treviso ecco come si difende il capitale.

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di Federico Bongiovì* Durante la notte tra il 16 e il 17 luglio, nel comune della provincia trevisana Quinto di Treviso, alla notizia dell’imminente arrivo in paese di circa 100 profughi, cui ne sarebbero dovuti seguire altri 60, che per volere della prefettura sarebbero dovuti essere alloggiati negli appartamenti sfitti delle palazzine di via Legnago, la popolazione, e in particolare i residenti di alcuni degli appartamenti di quegli stessi stabili, hanno reagito indicendo un presidio al fine di impedire l’entrata stessa dei rifugiati. Sull’ondata di odio razzista e fascista foraggiata dai militanti di gruppi riconducibili alla galassia di estrema destra, …

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La strada della montagna che ha ancora molto da insegnare

Enrico Angelini

Lasciato passare qualche tempo dai fatti che hanno coinvolto il partigiano Enrico Angelini, protagonista di un gesto piccolo ma esemplare, di grande impatto mediatico, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con lui. Che il suo esempio e la sua forza di volontà siano d’esempio alle nuove generazioni, alla gioventù comunista, che combatta ora e sempre l’ingiustizia e lo sfruttamento senza tregua. * di Giulia Paltrinieri Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio del 1944, alcuni giovani partigiani furono catturati dai nazisti su quelle montagne umbre, tra Foligno e Trevi. Avevano poco più di vent’anni e combattevano con le Brigate …

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“Nemici interni” e “nemici del popolo”

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* di Salvatore Vicario Sappiamo bene come ogni ricorrenza nella società borghese è una celebrazione dell’ordine esistente e degli interessi della classe dominante, e figuriamoci se a questo può sfuggire il 4 Novembre, giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. A pochi giorni dalla vile aggressione poliziesca agli operai dell’AST di Terni e il conseguente moto di solidarietà di classe che si è sviluppato nel paese (pur ancora non radicalizzato e organizzato), le parole pronunciate ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono un manifesto dei timori della classe dominante con un forte richiamo alle forze dell’ordine e alle FF.AA. …

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«Contro quel riso osceno noi combattiamo». L’eccidio di Piazzale Loreto

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* di Alessandro Fiorucci “Loro ridono. Hanno appena ucciso 15 uomini e si sentono allegri. Contro quel riso osceno noi combattiamo. Esso taglia nettamente il mondo: da un lato la barbarie, dall’altro la civiltà. I cordoni di repubblichini sono sempre fitti. Ad ogni passaggio, ad ogni posto di blocco, mi imbatto nella loro insolenza, nella loro spavalda vigliaccheria: mitra ostentati, bombe a mano al cinturone, facce feroci, lugubri camicie nere. Ancora una volta, come in Spagna di fronte alla spietata ferocia degli ufficialetti nazisti, si rivelano i due mondi in antitesi, i due modi opposti di concepire la vita.” (da …

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I martiri del 7 luglio, la nostra storia: una democrazia che non funziona

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* di Riccardo Pelli e Giulia Paltrinieri Ovidio Franchi, Afro Tondelli, Lauro Farioli, Emilio Reverberi, Marino Serri: il sette luglio 1960 muoiono sotto i colpi della polizia ad una manifestazione di protesta contro il governo Tambroni, sostenuto dal Movimento Sociale italiano. Nei mesi precedenti violenti scontri hanno segnato le piazze di molte città d’Italia, da Nord a Sud. Da Genova a Palermo scioperi e manifestazioni dimostrarono un sentito e partecipe dissenso nei confronti del nuovo assetto politico. Morti e feriti riflettono l’influenza dei fascisti nel governo provvisorio: la guerra è finita da pochi anni e i fascisti del MSI sono …

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I monopoli della comunicazione e la libertà di stampa nel capitalismo

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* di Salvatore Vicario “Non da oggi la stampa è un potente strumento di cui si serve la classe dominante per mantenere la sua dittatura. Il grande capitale non domina solo con le banche, i monopoli, il potere finanziario, il tribunale e la polizia, ma con i mezzi quasi illimitati della sua propaganda e della corruzione ideologica “, P. Secchia (1) Recentemente sul nostro giornale abbiamo pubblicato un estratto dal corso di formazione «lineamenti di economia marxista» realizzato nell’ambito del corso nazionale di formazione quadri del FGC, in cui è stata descritta la genesi economica dell’Imperialismo, dalla concentrazione al monopolio …

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Risposta ironica al Pmli…

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la nostra risposta ironica al comunicato del PMLI http://www.pmli.it/20131218_FGC.html PECHINO – Riunione convocata d’urgenza dal segretario Mustillo, dimissionario dopo la scomunica ricevuta dal PMLI. Mustillo nella drammatica relazione illustra le sue colpe, concependo le proprie dimissioni come irrevocabili, invitando tutti a fare abiura per gli errori commessi. Il comunicato del PMLI ha aperto alle giovani masse proletarie l’unica via possibile da seguire, che per troppo tempo la nostra linea revisionista ed opportunista ha ostacolato. È ora di farci da parte, di chiudere con l’esperienza del Fronte della Gioventù Comunista e creare il Fronte della Gioventù Marxista Leninista Maoista – linea …

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Democrazia protetta e socialismo

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di Alessandro Mustillo* Questa riflessione nasce in occasione del quarantesimo anniversario del golpe militare che depose il governo di Salvador Allende in Cile, per indagare sul discorso delle libertà del sistema democratico di matrice liberal-borghese, oggi decantato come modello unico di libertà, e sulle prospettive della costruzione del socialismo attraverso la via democratica. Nasce quindi con un duplice scopo. Da una parte chiarire il concetto di libertà che in senso politico che oggi si pretende universale, e che lo sviluppo storico dimostra al contrario ben determinato entro limiti certi. Dall’altra, partendo da questa riflessione, indagare sulla possibilità reale di costruire …

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L’URSS paragonata agli Stati Uniti

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* di Antonio Santos pubblicato su «Avante!» giornale del Partito Comunista Portoghese (traduzione a cura di Franco Porcù, redazione senzatregua) Poco tempo fa, mentre partecipavo ad un dibattito sui problemi sociali del Stati Uniti  – il paese dove vivo –  mi domandarono se reputassi il sistema sovietico migliore di quello americano. La trappola per topi era tesa. Dopo la “caduta” del socialismo nell’est Europa, la cultura dominante ha proibito alla sinistra cosiddetta “democratica”  di parlare dell’URSS senza prima, a titolo di discolpa, condannarla o rinnegarla.  E nemmeno dopo l’ennesima, usuale, e ormai automatica demonizzazione  abbiamo sentito parlare degli enormi passi …

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