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Internazionale

Russia, una nuova Costituzione per rafforzare il potere della borghesia

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  *di Lorenzo Vagni Lo scorso 15 gennaio, durante l’annuale discorso all’Assemblea Federale, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una proposta di modifica della Costituzione della Federazione Russa, approvata l’11 marzo dalla Duma di Stato con 382 favorevoli, 44 astenuti e nessun contrario. Tra i vari emendamenti vi è una parziale riorganizzazione del sistema politico del paese, tra cui: il primato della Costituzione russa sul diritto internazionale; la ridefinizione dei poteri e dei procedimenti di nomina del Primo Ministro e del Presidente; la regolamentazione dei ruoli di altri organi statali; la definizione di alcuni “valori” riconosciuti dallo stato. La …

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In Yemen la pandemia non ferma l’imperialismo

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Pubblichiamo un contributo all’analisi della situazione in Yemen scritto da un giovanissimo militante del Fgc. Da anni in Yemen va avanti una guerra in cui, dopo l’aggressione da parte dell’Arabia Saudita, si verifica quella che da più parti viene ormai definita la più grave crisi umanitaria oggi esistente. L’articolo che segue fornisce una serie di elementi, divisi per argomenti, sul conflitto in Yemen e gli attori che intervengono al suo interno. — di Alessandro Locatelli Cenni storici sullo Yemen Il regno dello Yemen fu fondato nel 1918 dopo il crollo dell’Impero ottomano. Nel 1962, i rivoluzionari nazionalisti arabi rovesciarono il re …

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La rivolta e la lotta. Sulle proteste negli USA e i compiti dei comunisti

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di Paolo Spena Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sugli Stati Uniti, nonostante il discreto impegno di certi media nostrani che per ragioni evidentemente politiche riescono nell’ardua impresa di dare una rilevanza notevolmente maggiore alle proteste di Hong Kong. La viralità del video che mostra la morte del 46enne afroamericano George Floyd e l’indignazione che ne è scaturita hanno infiammato un movimento di massa spontaneo che da Minneapolis si è esteso in pochi giorni a tutto il paese. Si tratta di una protesta giusta, legittima. E non solo: quello che giorni fa poteva essere definito come un movimento …

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«I can’t breathe». Esplode la protesta negli USA dopo l’assassinio di George Floyd

Una nuova vicenda riaccende i riflettori sugli abusi della polizia USA nei confronti degli afroamericani. Nella giornata di ieri è diventato virale su Internet un video girato in tempo reale, che mostra praticamente in diretta la morte di George Floyd, un 46enne di Minneapolis che era stato sottoposto a fermo da 4 agenti di polizia. Nel video si vede l’uomo, ammanettato a terra con le mani dietro la schiena, con un agente di polizia che gli tiene il ginocchio premuto sul collo, per più di 5 minuti. L’uomo, che non era armato ed evidentemente non era una minaccia ammanettato in …

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Per una storia critica del Partito Comunista Indonesiano, a 100 anni dalla nascita

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di Giacomo Canetta Tra i compiti dei comunisti rientra senza dubbio lo studio delle tante conquiste e sconfitte che hanno caratterizzato la nostra storia. Un passaggio fondamentale per quel processo di critica e autocritica che – se correttamente applicato – costituisce una delle basi del Marxismo-Leninismo. Per ovvie ragioni storiche, le esperienze più frequentemente sotto i nostri riflettori sono quelle dei partiti Bolscevico ed Italiano. Ma anche altre esperienze come quella Cubana, Cinese, Vietnamita e di tanti paesi dell’Est Europeo godono di una certa fama. La storia del Partito Comunista Indonesiano (PKI – Partai Komunis Indonesia) è forse meno conosciuta …

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Nakba, la catastrofe per il popolo palestinese che ancora oggi grida libertà.

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Oggi è il 72esimo anniversario del Giorno della Nakba, la catastrofe letteralmente in arabo. Oggi è dovere di tutti commemorare uno degli eventi più bui della storia palestinese, per non dimenticare ciò che dal 2010 è formalmente vietato ricordare dallo stato israeliano. Perché la Nakba non è un evento concluso, questa giornata per noi rappresenta milioni di uomini e di donne, sia quelli strappati dalla propria terra nel 1948 sia quelli a cui oggi è negato il diritto al ritornarvi e tutti coloro che lottano ogni giorno per una Palestina libera dal sionismo e dall’occupazione. Dopo la sconfitta dell’Impero Ottomano …

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«A rischio la salute dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane». La denuncia in occasione della giornata internazionale

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di Giacomo Venturato Un virus, in circolazione ben prima del COVID, continua a colpire il popolo palestinese. Si tratta della repressione israeliana, che dall’occupazione del 1967 della Cisgiordania e di Gaza  provoca migliaia di prigionieri politici, persecuzioni e uccisione di manifestanti. Proprio ieri ricorreva la giornata internazionale del prigioniero palestinese. Si stima che i palestinesi imprigionati dal 1967 siano stati più di 750.000. In questo momento, secondo l’associazione palestinese Addameer i prigionieri politici nelle carceri israeliane sono più di 5000. Questo è il principale strumento di repressione usato dalla Stato israeliano per colpire il movimento di liberazione palestinese. Sempre secondo Addameer, …

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Il Coronavirus e le contraddizioni della sanità USA

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di Francesco Spedicato Solitamente durante i periodi di emergenza esplodono le contraddizioni tenute sopite nel tempo. La pandemia di COVID-19 è un validissimo esempio: un virus che a causa della sua capacità di diffusione sta rivelando la natura dei modelli di sanità presenti nei paesi colpiti, portando allo scoperto le contraddizioni del sistema capitalistico. Quanto sta avvenendo negli Stati Uniti è emblematico perchè rappresenta l’esempio lampante di come la sanità privata è incapace di far fronte a un’emergenza che potenzialmente potrebbe coinvolgere l’intera popolazione statunitense, negando la possibilità di accesso alle cure a milioni di cittadini a causa degli alti …

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«Basta aggressioni imperialiste». La FMGD condanna l’attacco USA

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Comunicato della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD-WFDY).  L’imperialismo ha sempre utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione, sia politici che militari, per cercare di controllare le diverse regioni del pianeta, anche se questo significa provocare il caos o la morte. La violazione dei diritti umani o del diritto internazionale non ha mai impedito la soddisfazione dei suoi interessi. Le nuove aggressioni degli Stati Uniti contro l’Iran possono essere comprese solo in questo contesto. Queste aggressioni vogliono solo garantire agli Stati Uniti il controllo della regione mediorientale. L’aggressione degli Stati Uniti alla regione può essere ipotizzata solo come un tentativo …

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I giovani saranno in prima fila contro la guerra

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L’attacco degli Stati Uniti che ha portato all’uccisione di un importante generale iraniano è un atto di guerra che rischia di precipitare l’umanità in un conflitto militare di vasta scala. La gioventù italiana e di tutto il mondo non può restare a guardare passivamente lo svolgersi degli eventi, ma deve prendere una chiara posizione contro la guerra impedendo ai propri governi di continuare e addirittura intensificare le politiche imperialiste in medio oriente e in ogni parte del mondo. Dopo quasi vent’anni sono evidenti i risultati della politica di aggressione americana e europea all’Iraq. Nel 2003 con prove false gli Stati …

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