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Il movimento studentesco torna in piazza. L’opposizione al nuovo governo è solo all’inizio

Sono decine di migliaia gli studenti che nella giornata di ieri sono scesi in piazza a manifestare contro il Governo Meloni, la guerra imperialista, il carovita e l’attuale modello d’istruzione classista. Roma, Milano, Torino, Catania e molte altre città, hanno visto sfilare studenti e studentesse dietro lo slogan “No Governo Meloni, No scuola dei padroni”, proposto dall’appello nazionale alla mobilitazione del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da anni si trova in prima linea nell’organizzare le lotte del movimento studentesco. La giornata di ieri ci dimostra che la recente vittoria elettorale della destra non ha lasciato indifferenti tutti quegli studenti …

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Perché gli studenti scenderanno in piazza il 18 novembre?

Domani, venerdì 18 novembre, gli studenti scenderanno in piazza in più di 20 città italiane per protestare contro il nuovo Governo Meloni, insediatosi nei primi giorni d’ottobre. Nonostante non sia passato neanche un mese dall’insediamento dell’esecutivo, è immediatamente emersa in maniera evidente la volontà di continuare la politica interna ed estera nel solco dei governi che lo hanno preceduto. Per quanto riguarda l’ambito dell’istruzione, tale indirizzo di continuità si è palesato già a partire dalla gestione dei fondi del PNRR, lasciando al precedente governo tecnico la possibilità di ultimare le voci di spesa per la scuola pubblica e non segnando, …

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Il Giorno della Libertà (di sfruttare)

Di Flavia Lepizzera Il nove novembre ricorre l’anniversario della caduta del muro di Berlino. Non passa un anno senza che, in questo giorno, a scuola gli studenti sentano squillare le trombe della propaganda anticomunista. La tendenza degli ultimi trent’anni è stata quella di presentare come un bilancio imparziale e intellettualmente onesto una mistificazione storica che si serve di categorie e della narrazione partorita negli ambienti del blocco occidentale durante la guerra fredda. In questa ottica, la caduta del muro di Berlino diventa il felice evento che mette fine per sempre ad un esperimento fallito. Con questo giorno, in altre parole, …

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La classe operaia non va in “Paradisa”

di Giovanni Ragusa Un paio di settimane fa una notizia apparentemente secondaria ha scosso l’opinione pubblica locale di un centro universitario assai importante come Pisa. Si tratta della decisione di affidare un enorme stabile ex-studentato pubblico, chiamato “Paradisa” ad una qualche componente delle forze armate. Il sindaco Michele Conti (Lega), ha avanzato, infatti, la proposta di offrire la struttura, chiusa dal 2009, ai reparti speciali dei Carabinieri operativi nella nuova base di Coltano. Una questione dunque che solleva problematiche tra loro diverse, ma profondamente legate e interdipendenti. Un rapido recap sulla situazione della base di Coltano probabilmente è necessario in …

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Riforma delle classi di laurea: lo sfacelo dell’istruzione universitaria

L’asservimento dell’istruzione pubblica ai voleri delle aziende private è un pericolosissimo processo in atto nel nostro paese, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è uno dei tanti strumenti con cui si cerca di portarlo a compimento, trasformandolo in una tragica realtà. Avevamo già parlato del problema delle lauree triennali professionalizzanti. La creazione di queste lauree è stata il primo passo di una strategia che punta a frammentare l’istruzione universitaria in Italia, a dequalificarla, per renderla plasmabile sulle richieste delle imprese private. Queste avranno la possibilità di usare gli atenei per ottenere formazione di manodopera ultra-settorializzata, e quindi giovani …

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Il diritto allo studio secondo la regione Lazio

di Matteo Bernunzo e Luciano Pareschi Il bando di Laziodisco, l’ente per il diritto allo studio della regione Lazio, pubblicato a metà novembre e con scadenza il 12 gennaio, prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro per fronteggiare la crisi degli alloggi dovuta all’attuale pandemia di Covid-19. Il bando prevede: -un contributo per l’affitto pari a 250€ mensili per massimo 10 mesi per gli studenti che hanno affittato un locale nel comune di Roma; -un contributo pari a 170€ mensili per massimo 10 mesi riservato agli studenti che hanno affittato un locale al di fuori del comune di Roma; …

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La DAD è la nuova frontiera della scuola di classe

Gli studenti delle scuole superiori sono, ormai da marzo, in didattica a distanza in modo quasi continuato. Il Governo parla di un possibile rientro a scuola il 7 gennaio, però non un centesimo è stato stanziato per cancellare le classi pollaio e garantire un tracciamento dei contagi efficace nelle scuole. Inoltre è verosimile che il rientro, se si farà, sarà in didattica mista: alcuni giorni in presenza e altri in DAD. Insomma, le lezioni online che si sono imposte negli ultimi mesi in modo regolare non spariranno in tempi brevi. E non senza conseguenze per gli studenti.  La realtà delle …

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Un rientro a scuola all’insegna delle disuguaglianze di classe

di Flavia Lepizzera e Matteo Battilani* Settembre è arrivato e quest’anno più che mai l’attenzione mediatica è concentrata sulla riapertura delle scuole. Per il governo M5s-PD-LEU-IV si tratta di un banco di prova non trascurabile. Il governo si è dimostrato determinato fin dall’inizio della pandemia a gestire la crisi secondo le richieste dei padroni italiani. Abbiamo visto in questi mesi come si è impegnato nell’elargire ingenti somme come prestito a fondo perduto alle aziende, nell’indicare il meccanismo del debito a carico delle classi popolari come la soluzione alla crisi e nell’elaborare un piano per la ripresa, il piano Colao, che individua …

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Quei 4 miliardi di tagli alla scuola nascosti dal governo

*di Flavia Lepizzera, studentessa L’istruzione sembra diventata il bancomat dei governi, da cui prelevare risorse ogni volta che ce n’è bisogno. In Italia, un paese tra gli ultimi al mondo per la quota di spesa destinata all’istruzione (152° su 157 totali, dati Oxfam), quello di tagliare sulla scuola sembra essere un vizio costante, che lascia dietro di sé conseguenze devastanti. Proprio così, perché dietro ai fondi sottratti ci sono milioni di studenti e famiglie di lavoratori, migliaia di insegnanti costretti a tenere in piedi la baracca in un perenne stato di austerità. Lo abbiamo visto in questi anni di crisi, …

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«Colpa delle famiglie povere se i ragazzi non si laureano», parola del Ministro Fedeli

«Quali sono le cause per cui noi abbiamo pochi laureati? Una delle cause tipiche della situazione italiana è la provenienza delle famiglie. Provengono da famiglie con basso reddito che spingono poco verso la formazione universitaria e di alto livello». Così risponde il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, intervistata al Forum di Cernobbio, alla domanda su perché l’Italia è al penultimo posto in Europa per numero di laureati. Il problema, però, non sta nella povertà delle famiglie, ma nei costi proibitivi dell’istruzione che la rendono sempre meno accessibile. Il Ministro Fedeli parla di “no tax area” per i redditi più bassi, ma …

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