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Torino, i giovani contro il vertice: «No al G7 dei padroni»

Questa mattina centinaia di giovani torinesi, studenti e lavoratori, si sono mobilitati contro il G7. In questi giorni (25-30 settembre) alla Reggia di Venaria, nella prima cintura di Torino, si sono incontrati i ministri della scienza-tecnologia-istruzione, dell’industria e del lavoro di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, USA, Canada e Giappone. L’argomento che più lega questi temi, nonché argomento principale del summit, è la cosiddetta “Industria 4.0”: la “quarta rivoluzione industriale” ossia un cambiamento nel modo di produrre con il supporto di una maggiore automazione e con l’aumento tecnologico degli apparati produttivi e del mondo del lavoro.

Presente nelle manifestazioni il Fronte della Gioventù Comunista, i cui slogan hanno denunciato la funzione di questo incontro. «Si tratta dell’ennesima ristrutturazione produttiva del sistema capitalista» dichiara Ivan Boine, Segretario provinciale del FGC «Oggi la tecnologia permetterebbe di lavorare tutti e meno, permetterebbe di vivere meglio, mentre in mano al capitale diventa un ulteriore strumento per accentuare lo sfruttamento della classe lavoratrice.» Il corteo ha attraversato le vie del centro città passando nei pressi dell’Unione Industriale, uno dei siti che i ministri avrebbero dovuto visitare. L’Unione Industriale ha più volte ribadito l’importanza di questo vertice e dei temi trattati, elogiando l’Industria 4.0, mettendo in luce il grande interesse del capitale sulle linee guida che usciranno dal G7. Infatti lo stesso indirizzo di aumento tecnologico e maggiore precarietà nel mondo del lavoro derivano da direttive provenienti da OCSE, FMI, UE e BCE, grandi banche e imprese.

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Il corteo si è chiuso all’Università di Torino, fra quelle che diventeranno secondo le linee guida dell’Industria 4.0 i “competence center”, ossia centri di ricerca in cui saranno direttamente presenti aziende private che si occuperanno della formazione degli studenti secondo i propri specifici interessi. Il FGC ha parlato di «un’università sempre più piegata agli interessi delle aziende, che non offre nessuna garanzia di futuro stabile e che diventa ogni anno sempre più elitaria».

Dietro lo striscione con su scritto “contro sfruttamento e precarietà, no al G7 dei padroni” sono scese diverse scuole della città di Torino con i propri spezzoni. Anche la scuola, denunciano gli studenti, sarà sempre più piegata agli interessi delle aziende. Oggi gli studenti vivono o rischiano di vivere direttamente sulla propria pelle esperienze di sfruttamento attraverso l’alternanza scuola-lavoro. Un’alternanza scuola-lavoro che diventa l’ulteriore tassello per abbattere i costi di formazione delle aziende, che potranno pescare direttamente dalle scuole i futuri lavoratori, adattando la didattica ai loro interessi. “Oggi siamo in piazza per rivendicare un futuro e una scuola su misura per gli studenti, contro la scuola che vogliono i padroni” ha affermato Silvia Basano, rappresentante d’Istituto del Primo liceo artistico.

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Non sono mancati gli scontri e le cariche della polizia, che hanno comportato i fermi di due ragazzi attivisti dei centri sociali. Secondo il FGC «le forze dell’ordine hanno impedito al corteo di portare la protesta dei giovani delle classi popolari sotto l’Unione Industriale e hanno caricato la testa della manifestazione quando abbiamo provato a raggiungere Piazza Carlo Felice, dove albergano i ministri. Ancora una volta si schierano le forze di polizia a difesa dei padroni e dei loro rappresentanti».

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