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A chi serve il CLIL?

*di Davide Marini

Nelle scuole di Roma da qualche tempo si sente sempre più parlare di sezioni CLIL e sono sempre più le scuole che si stanno rivolgendo ad istituti privati per realizzare queste sezioni. Ma cos’è il CLIL? Andiamo a vederlo più nello specifico.

Il CLIL, abbreviazione di Content and Language Integrated Learning (apprendimento integrato di lingua e contenuto), è un metodo di apprendimento delle lingue straniere nato nel 1994 che punta sia a far assimilare i contenuti di una materia o di un singolo argomento che ad avere padronanza linguistica e grammaticale di una nuova lingua. Nel 2010 attraverso la riforma Gelmini è stata data la possibilità alle scuole superiori di introdurre per alcune materie questo tipo di insegnamento che nasconde, dietro l’utilizzo di un metodo didattico alternativo, una fonte di guadagno molto importante per gli istituti privati. In questo contesto entra in scena l’Istituto Cambridge che dal 2013 è in prima linea nella promozione di questo progetto. Capiamo perché. Il CLIL prevede la possibilità di creare, nelle scuole pubbliche, sezioni di potenziamento della lingua inglese attraverso insegnanti madrelingua che settimanalmente impartiscono lezioni, di storia o di geografia, per un monte ore settimanale di 2/3 h. L’istituto Cambridge quindi propone questi progetti alle scuole con cui si impegna a fornire gli insegnanti per un costo che varia tra i 250/300 euro ad alunno, in base alle nuove ore da inserire nell’orario settimanale.

Ma questa è soltanto una piccola mossa che fa scattare tutto un sistema economico mirato a far arricchire società private sulle spalle della scuola pubblica. Infatti la Cambridge, oltre a richiedere circa 250 euro ad alunno, chiede agli studenti di comprare un libro in inglese per studiare le materie (si aggiunge quindi un’altra spesa di circa 30 euro). Tali libri, come è facile immaginare, sono della casa editrice “Cambridge University Press”. A tutto ciò si aggiunge il fatto che, essendo in genere maggiori le iscrizioni a queste sezioni rispetto ai posti disponibili, per scegliere chi ha diritto e chi no ad accedervi, viene stilata una graduatoria. All’interno di questa si può salire di posizioni in base alle certificazioni, KET o PET, già eseguite, ovviamente ottenibili attraverso l’istituto Cambridge e i cui costi lievitano ormai di anno in anno toccando cifre esorbitanti.

Tutto questo sistema, perfettamente funzionale al profitto di società private, rientra, anche nella volontà, portata avanti negli ultimi anni indistintamente sia dai governi di destra che di sinistra, di far della scuola uno strumento di differenziazione di classe, creando scuole di “serie A” e scuole di “serie B”. Basti pensare che questi progetti sono partiti nelle zone del centro di Roma e nelle zone più ricche della periferia. Ed ecco quindi che i ragazzi dei quartieri popolari non avranno accesso a studi di questo tipo, risultando penalizzati rispetto ai loro coetanei della cosiddetta “Roma Bene”. Ma questa folle e deleteria differenziazione si è spinta ben oltre! Infatti con questo sistema si sta riuscendo a creare all’interno dello stesso istituto sezioni di “serie A” e sezioni di “serie B”, creando quindi una prima differenziazione tra gli studenti che possono e non possono permettersi il CLIL in una stessa scuola. E’ da segnalare inoltre che nel giro di pochi anni a Roma il rapporto sezioni cambridge/sezioni pubbliche sta vertiginosamente aumentando: l’istituto Cambridge sta letteralmente fagocitando la scuola pubblica! E tutto ciò avviene con la compiacenza dei governi, che seguendo le indicazioni dell’Unione Europea, favoriscono l’ingresso dei privati nelle scuole portando avanti ingenti tagli alla spesa pubblica destinata all’istruzione.

Infatti mentre da un lato si tagliano risorse alla scuola, ad esempio con l’appena approvata legge di stabilità, dall’altro, nascondendosi dietro al dito della mancanza di fondi, si giustifica l’affidamento di una sempre maggior parte dell’istruzione ai privati, i quali mettono le mani sulla scuola solo per profitto e non fanno altro che contribuire alla costruzione della scuola di classe. E’ compito della gioventù comunista fermare questo processo e contrastare l’avanzata dei privati – come l’Istituto Cambridge – all’interno della scuola pubblica, affermando con forza l’incompatibilità delle politiche dell’Unione Europea e del Governo Renzi con una concezione di scuola realmente gratuita e che garantisca una formazione omogenea indipendentemente dal reddito e dall’estrazione sociale.

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