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L’alternativa dei comunisti alle elezioni studentesche

In tutte le scuole italiane si sono svolte nei mesi di ottobre e novembre le elezioni dei rappresentanti degli studenti. Quattro persone al Consiglio d’Istituto e due alla Consulta provinciale degli studenti (Cps) che avranno il compito di rappresentare tutta la scuola nelle rispettive sedi. In un contesto generale di smobilitazione delle lotte degli studenti il dibattito delle elezioni è spesso limitato e ridotto a elementi che hanno a che fare con la mera amministrazione della scuola. La figura del rappresentante d’Istituto “PR”, che si limita a organizzare le feste e vendere le felpe, è oggi consolidata e fa parte dell’immaginario della comunità studentesca. Scegliere se fare la festa con un particolare “dress code” oppure acquistare una felpa d’Istituto con un logo fatto in un certo modo diventa spesso l’apice de dibattito per un gran numero di campagne elettorali.

Dall’altra parte le Consulte provinciali studentesche sono trasformate in comitati organizzatori di eventi, tutt’al più di riunioni con assessori e politici locali. La rappresentanza che ha come unico orizzonte gli incontri istituzionali è purtroppo realtà. In modo particolare la rappresentanza subordinata e istituzionalizzata delle Consulte, che non si esprime sulla condizione delle scuole, diventa l’attività più conseguente a sostenere il Governo e il trampolino di lancio per le carriere dei giovani rampolli della politica. Il risultato? Gli studenti non hanno neanche idea di che cosa facciano le Consulte, proprio perché l’unico contatto che instaurano con questo organo è l’elezione dei propri rappresentanti. Una volta eletti i “delegati” delle scuole si incontrano, discutono, ma non viene fatto nessun tentativo per creare un legame con gli studenti, anzi si cerca il solo confronto con chi sta “al di sopra”: MIUR, assessori, associazioni e magari anche qualche azienda! Una rappresentanza svuotata dei suoi contenuti, commercializzata per gli interessi di qualche organizzatore di eventi e piegata ai partiti di Governo: ecco con cosa gli studenti si devono confrontare oggi.

Non indifferenti al dibattito elettorale, in centinaia di scuole di tutto il Paese i militanti del Fronte da anni si candidano ai Consigli d’Istituto e alle Consulte Provinciali, riportando al centro delle discussioni un programma di rottura con il modello attuale di scuola e di rappresentanza. Tanti giovani comunisti vengono eletti anche alle cariche di Presidenti delle Consulte Provinciali, dopo settimane di campagne elettorali.

Trasformare Consulte e Consigli d’Istituto in megafono delle lotte degli studenti”, così ha riassunto il proprio programma elettorale Pietro Mazzucco, militante FGC eletto Presidente della Consulta degli Studenti di Torinoserve sostenere una scuola pubblica gratuita e di qualità, la lotta contro lo sfruttamento in alternanza, la creazione nelle scuole delle commissioni paritetiche per la scuola-lavoro, maggiori fondi per l’edilizia scolastica, mettere al centro la partecipazione studentesca, rifiutare un certo modello di Consulta marcio e distante dalle scuole”.

Mettere al centro del dibattito gli studenti e le loro istanze, questo è ciò che abbiamo sostenuto dall’inizio in modo chiaro” ha dichiarato invece Nadia Gabrielli, giovane comunista eletta Presidente della CPS di FirenzeBisogna scegliere se continuare a eleggere chi vuole intascare dei soldi o vuole fare carriera politica, oppure prendere la strada opposta e sostenere un progetto di rottura con le politiche di Governo, che porti avanti, senza se e senza ma, le lotte degli studenti”.

È possibile un modello di rappresentanza alternativo e in controtendenza alla situazione attuale. È con questa convinzione che la gioventù comunista batte le organizzazioni di centro-sinistra e i candidati della destra in diverse province. L’opposizione all’avanzata dei comunisti non si sta facendo attendere, e nelle scorse settimane ha assunto le forme più diverse: dalle ingerenze dirette del Ministero dell’Istruzione alle alleanze “sottobanco” tra associazioni di realtà diverse, centro-sinistra e fascisti per dirne una. Nessuno si è tirato indietro, nel tentativo di soffocare sul nascere qualsiasi avanzamento di posizioni e parole d’ordine di rottura con le politiche del Governo. Se da una parte i candidati del centro-sinistra e destra ricevono l’appoggio più o meno esplicito dei referenti del Ministero, i comunisti sono sempre attaccati e criticati duramente dal MIUR.

Nonostante la levata di scudi generalizzata, i giovani comunisti del FGC sono riusciti praticamente ovunque ad attestarsi come una forza di alternativa credibile, ritagliandosi un notevole appoggio da parte degli studenti. Grazie a questa attività sono stati aperti dibattiti e discussioni tra gli studenti, proiettando l’attenzione generale sulla possibilità di un’alternativa tangibile alla rappresentanza attuale spostando il dibattito, subordinato alle politiche del Governo, a occuparsi dei contenuti e delle necessità degli studenti.

La nostra Consulta, come diverse altre in Italia, avvierà un lavoro di inchiesta nelle scuole della provincia sui temi dell’alternanza, dell’edilizia e del diritto allo studio, per mettere in risalto la condizione delle nostre scuole” ha annunciato ad esempio il neo-eletto della CPS di Parma, Matteo BattilaniDiffonderemo nelle prossime settimane dei comunicati sui temi di maggiore importanza per gli studenti, in particolare rispetto alla nuova riforma dell’alternanza. Ci siamo fatti carico di un progetto sicuramente ambizioso, ma necessario per conquistare una scuola che faccia davvero i nostri interessi.”

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