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Inizia oggi a Napoli il “RISE UP! Festival”

Inizia oggi a Napoli il “RISE UP! Festival – Traiettorie per assaltare il cielo!“. Nella cornice di Parco Totò, quartiere Bagnoli, Laboratorio Politico Iskra, Collettivo Militant e Fronte della Gioventù Comunista hanno organizzato una tre giorni di dibattiti e socialità per dare nuova linfa vitale al processo di costruzione di un’opposizione di classe in Italia. Il ricavato dell’evento sarà destinato al finanziamento di una Cassa di Resistenza Operaia indirizzata a sostenere le vittime della repressione e i lavoratori in lotta.

Un evento che guarda al G20 di Roma che si terrà a ottobre – nei prossimi giorni Napoli ospiterà il G20 dell’Ambiente – ma soprattutto oltre a esso, puntando a creare una discussione sull’attacco padronale, sulla situazione reale delle forze di classe e su come le classi popolari si oppongano a esso.

Si inizia oggi con due dibattiti che affrontano questioni di grande urgenza. Il tavolo sul lavoro, dal tema “Lotta di classe e ristrutturazione capitalistica, tra PNRR e sblocco dei licenziamenti: esperienze e prospettive”, mira ad affrontare la situazione d’emergenza che vede aumentare i morti nei luoghi di lavoro, licenziamenti in massa e attacco costante ai diritti. Il tavolo sul tema repressione “Spezzare la repressione con la solidarietà di classe” guarda a un aspetto fondamentale dell’attuale attacco di Confindustria e delle istituzioni borghesi alla classe lavoratrice: la repressione, poliziesca e giudiziaria, contro le avanguardie della classe.

La giornata si concluderà con esibizioni artistiche e musicali, per rilanciare un modello di socialità popolare non legato alle logiche del profitto privato.

Comunicato di lancio del festival:

«L’ora è suonata. Un anno e mezzo di pandemia ha dimostrato che è il capitalismo ad essere il vero virus di questo pianeta. Mentre chi ha lottato con ogni mezzo contro il Covid-19 in prima linea rischiava la propria vita e milioni di lavoratrici e lavoratori si ammalavano sul posto di lavoro senza alcuna garanzia, mentre le fasce più deboli venivano sacrificate e le vite di ciascuno stravolte, governi e padroni hanno continuato a porre i propri profitti dinanzi al diritto di vivere. Oggi si parla di ripresa, una ripresa che continua a tendere da un solo lato della bilancia: una nuova “normalità” fatta di ulteriore sfruttamento ed ingiustizie sociali pare essere l’unica proposta per poter uscire dall’emergenza. Un’emergenza che si respirava già prima e che per chi è stato calpestato e sfruttato sembra essere lungi dal terminare.

Il piano di ripresa è chiaro. Scaricare il costo della crisi sulle spalle di coloro che fungono da motore sfruttato di questo sistema: lavoratrici e lavoratori, gli strati popolari, giovani senza futuro che già oggi vivono sulla loro pelle il dramma della precarietà, della disoccupazione, dell’incertezza. A tutto questo bisogna rispondere unite ed uniti, compatti, organizzati; in ogni città, luogo di lavoro, in ogni scuola, in ogni quartiere.

Nell’ultimo anno ci sono stati momenti di lotta e di resistenza significativi: lavoratrici e lavoratori che hanno praticato l’astensione dal lavoro in condizioni in cui la loro sicurezza non era garantita, interi magazzini della logistica in sciopero contro i licenziamenti, lotte e occupazioni di studentesse e studenti, esplosioni di rabbia contro chiusure senza salario e contro le decennali politiche che hanno portato il sistema sanitario al collasso, non dimenticando le manifestazioni contro Confindustria e le proteste di maggio contro il Global Health Summit del G20. Tutti segnali che hanno tenuto aperta un’ipotesi di conflitto di classe e indicato la strada alternativa a quella della frammentazione, dell’isolamento, della debolezza.

“Rise Up” è un festival popolare che nasce dalla convergenza di sigle e organizzazioni che hanno lottato spalla a spalla nell’ultimo anno. Tre giorni di aggregazione e socialità, eventi politici e momenti di confronto tra soggetti e realtà differenti, che condividono la necessità di lanciare la sfida contro la barbarie di questo sistema. Contro la sua portata di morte e devastazione di individui, corpi, terra. Una prospettiva comunista, proletaria e di lotta, che parte dall’entusiasmo della gioventù.

Organizzarsi, insorgere per assaltare il cielo.»

Informazioni e programma completo su riseupfest.it

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