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Cultura, intrattenimento, sport

Ultras: lo Stato usa il DASPO per coprire i propri misfatti

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* di Emiliano Caliendo e Edoardo Genovese Ormai è da giorni che il principale argomento dell’opinione pubblica e dei mass media italiani riguarda ciò che è accaduto a Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Tutto inizia con una sparatoria. Per la prima volta all’interno di dinamiche che riguardano lo scontro tra ultras si è arrivati all’uso d’arma da fuoco. Fatto di una gravità assoluta che potrebbe costituire un pericolosissimo precedente. Intorno alle ore 19.00 gruppi di tifosi napoletani si avviano dal viale Tor di Quinto verso lo stadio Olimpico scortati stranamente da poche decine …

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Il romanzo dei suoi ricordi

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* di Fidel Castro, riportato sul Granma in occasione della morte di Gabriel Garcia Marquez, traduzione a cura di Lorenzo Di Reda Gabo ed io eravamo a Bogotà il triste giorno, il 9 Aprile 1948, quando uccisero Gaitàn. Avevamo la stessa età, 21 anni;  fummo testimoni degli stessi eventi, studiavamo entrambi Legge. Questo almeno era quello che credevamo entrambi.  Nessuno aveva notizie dell’altro, non ci conosceva nessuno, nemmeno noi stessi.  Quasi mezzo secolo dopo, Gabo e io parlavamo alla vigilia di un viaggio a Biràn, il luogo a Est di Cuba dove nacqui la mattina del 13 Agosto 1926. L’incontro …

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Hunger. L’idea che non può morire.

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di Giulia Paltrinieri Irlanda del Nord, 1981, nel bel mezzo dei tumulti per il riconoscimento dell’indipendenza dallo stato britannico. Il Primo Ministro Margaret Thatcher ha abolito lo statuto speciale di prigioniero politico e considera ogni carcerato paramilitare della resistenza irlandese alla stregua di un criminale comune. L’occhio del regista Steve Mc Queen con Hunger entra proprio lì, nei corridoi del carcere di Maze a Long Kesh, dove i detenuti appartenenti all’IRA (Irish Republican Army) danno il via ad una serie di proteste per cercare di riottenere lo status di prigionieri politici che il governo aveva negato, e non essere così …

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I videogiochi: nuova frontiera della propaganda anticomunista.

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da tintaroja.es (traduzione a cura della redazione di Senza Tregua) Siamo cresciuti con un cinema totalmente dominato da Hollywood, utilizzato come propaganda per le nuove generazioni. Non ci sorprendono i film americani che banalizzano e normalizzano l’intervento e la violenza imperialista al servizio del grande capitale. Tuttavia, stiamo assistendo a un aumento della propaganda ideologica nei videogiochi, sempre più anticomunisti e filo imperialisti. Possiamo iniziare con la saga di Tropico che fa una caricatura (presumibilmente umoristica) di Cuba, nella quale un onnipotente “Presidente” manipola a suo piacimento la corrotta e militarizzata isola. Il giocatore deve soddisfare costantemente i desideri della …

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Lo Stadio dei tifosi o lo stadio del Padrone?

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Da Reggio Emilia Iniziamo con una bella immagine: durante la partita di Serie A Sassuolo-Chievo Verona nella curva del “nuovo” stadio della società nero verde saltava all’occhio del telespettatore (e degli spettatori presenti allo stadio ovviamente) un inconfondibile e bellissimo color granata in curva sud. Oltre 500 ultrà della Reggiana, di tutti i gruppi organizzati, hanno cantato e urlato per i primi 15 minuti della partita cori per la squadra di casa: perché nonostante tutto, lo stadio “Città del Tricolore” è lo stadio della città di Reggio Emilia e della sua squadra di calcio.Dopo aver ribadito con forza questo concetto, …

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Sudafrica, per lo sport del profitto l’apartheid si combatte con le quote.

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Mentre in questi giorni la nazionale italiana di Rugby scenderà in campo in vari test-match in preparazione ai Mondiali, (dopo aver perso pochi giorni fa contro i più forti australiani 20 a 50 e vinto invece contro le isole Fiji) volevamo riportare l’attenzione su una notizia risalente a qualche mese fa, riguardante questo bellissimo sport, passata sotto silenzio. Precisamente parliamo del Sudafrica una delle nazioni più importanti, con una lunga storia di lotta e rivendicazioni sociali e politiche, di tutto il continente. Paese che ha vissuto per decenni sotto il duro tallone dell’Apartheid, la politica di segregazione razziale istituita dal …

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Con Froz la breakdance si tinge di rosso.

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Il suo nome è Roman Gorskiy, in arte “Froz”. Nato nel 1985 a Mosca, allora Unione della Repubbliche Socialiste Sovietiche, si è trasferito in Italia all’inizio degli anni ’90, dove da allora vive, prima in provincia di Bari, poi a Milano. Da due anni è campione italiano di breakdance. Quando gareggia lo fa sempre indossando una maglia con falce e martello, oppure omaggiando i partigiani italiani, con la bandiera tricolore con la stella rossa. Lo abbiamo intervistato per far conoscere la sua storia ad un pubblico di compagni, e perché no a tanti giovani ragazzi e ragazze che potranno leggere …

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LEV JASHIN,PALLONE D’ORO PROLETARIO.

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di Emiliano Caliendo C’era un tempo in cui nell’ex blocco socialista fare sport era una costante della vita quotidiana dei lavoratori. C’era un tempo in cui lo sport era cultura fisica e dunque parte fondamentale della formazione integrale dei cittadini alla pari dell’istruzione. Ed in quel contesto straordinario in cui lo sport ad ogni livello e alla portata di tutti il quale si contrapponeva all’alienazione e la degenerazione fisica data dal capitalismo, un giovane proletario iniziò il percorso che lo portò ai vertici e nella storia del calcio mondiale . Lev Jashin nasce a Mosca il 22 ottobre 1929 da …

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Aereflot: la via ironica al socialismo.

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* di Giordano Nardecchia Che la nostra tradizione comunista presentasse, a suo tempo, qualche lacuna sul piano culturale, è una scoperta non proprio dell’altro ieri. Il Partito Comunista ci ha salvato da una guerra, scritto una costituzione, contribuito a introdurre le più importanti misure a vantaggio del popolo e dei lavoratori – istruzione e sanità pubbliche, tutela dei diritti sul lavoro. Più controverso è stato l’esito del tentativo, pure avvenuto, di costruire una macchina discorsiva in grado di creare una via etico-culturale che superasse, da un lato, il bacchettonismo cattolico già al tempo obsoleto, dall’altro il libertinismo edonistico all’americana, non …

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“Nessun dio quassù” recensione dell’autobiografia di Juri Gagarin

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«Vengo da una famiglia comune, una famiglia di lavoratori come ce ne sono a milioni nella mia patria socialista. I miei genitori sono due semplici russi ai quali la Rivoluzione d’Ottobre ha dato una vita piena e dignitosa.» Inizia così l’autobiografia di Juri Gagarin, cosmonauta sovietico, primo uomo a compiere un viaggio nello spazio il 12 aprile 1961. L’autobiografia è stata pubblicata recentemente in italiano dalla casa editrice Redstarpress ed è facilmente reperibile in buona parte delle librerie italiane. Un libro di cui consigliamo vivamente la lettura, perché fornisce una preziosa ricostruzione della società sovietica, oggi rara da incontrare nell’epoca della …

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