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Internazionale

Arya, a 21 anni la più giovane sindaca dell’India

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Una giovane comunista di 21 anni diventa la più giovane sindaca dell’India. Si chiama Arya Rajendran, nata nel 1999 e militante del Partito Comunista dell’India (marxista). È stata eletta sindaca di Thiruvananthapuram (conosciuta anche col vecchio nome di Trivandrum), capitale dello Stato del Kerala, nelle recenti elezioni locali che hanno registrato la vittoria del Fronte Democratico di Sinistra, la coalizione promossa dai partiti comunisti indiani che oggi governa il Kerala in un processo non privo di contraddizioni, fatto di politiche locali di stampo progressista in un paese che oggi vira pericolosamente verso il fondamentalismo induista che accompagna le politiche di espansione dei …

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Cosa ci insegnano (ancora) le proteste in Francia

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di Alessandro Tosolini In Francia la situazione si è fatta nuovamente tesa. Da un mese migliaia di manifestanti stanno occupando le strade e le piazze francesi per protestare contro la proposta di legge sulla sicurezza globale che il governo Macron, pur tra vari tentennamenti, sembra intenzionato a varare. Il punto che ha suscitato maggiori proteste è l’articolo 24, che dovrebbe comportare fino ad un anno di reclusione e 45.000 euro di multa per la diffusione di immagini e video che ritraggono l’operato della polizia in servizio. Palese è il tentativo di voler garantire impunità alle violente aggressioni della polizia che …

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La situazione del Venezuela verso le elezioni parlamentari

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Domenica si terranno in Venezuela le elezioni per l’Assemblea Nazionale, si terranno dopo mesi di inasprimento dei tentativi di destabilizzazione dell’imperialismo statunitense ed europeo. La crisi di sovrapproduzione petrolifera, associata al forte calo dei consumi e la conseguente crisi negoziale sul tavolo dell’OPEC della scorsa primavera, ha infatti moltiplicato le ingerenze e i tentativi di isolare sempre più aspramente l’economia venezuelana. L’Unione Europea ha già provocatoriamente affermato che non riconoscerà il risultato elettorale, comunicando la decisione di non inviare osservatori. Una posizione inaccettabile in continuità con quanto fatto in questi anni, il cui culmine, tempo addietro, ha trovato la propria …

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La crisi degli USA e lo scontro interno alle classi dominanti

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di Paolo Spena Per la prima volta dopo un secolo gli Stati Uniti sono divisi e spaccati. È questo il dato principale che emerge dal processo elettorale nordamericano, ed è molto più utile riflettere su questo che non sulle ragioni della risicata vittoria di Biden. I toni durissimi della campagna elettorale trovano ben pochi precedenti nella storia recente di quel paese. Raramente si è assistito, ad esempio, a uno scenario in cui entrambi i candidati presidenti hanno affermato che non avrebbero riconosciuto la vittoria dell’altro, come avvenuto nelle scorse settimane. È una frattura che non è il prodotto del carattere …

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Grecia, studenti in mobilitazione. «Il governo ha pensato solo ai padroni, nelle scuole manca la sicurezza»

L’inizio dell’anno scolastico in Grecia per gli studenti medi è stato all’insegna della lotta, con studenti in agitazione in più di 700 scuole con quotidiane proteste davanti ai comuni e alle regioni e mobilitazioni di migliaia di studenti nei principali centri, come ad Atene, a Salonicco e in molte altre città del Paese. Come in Italia, anche in Grecia gli studenti scendono in piazza per conquistare un rientro a scuola in sicurezza. Il governo greco, infatti, invece di utilizzare il tempo a sua disposizione durante i mesi di chiusura (tempo nel quale la popolazione ha responsabilmente rispettato l’isolamento nelle proprie …

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Il conflitto in Nagorno Karabakh e gli interessi in gioco

di Gabriele Cinotti e Raffaele Timperi Nelle ultime settimane sono ripresi i combattimenti tra Armenia e Azerbaijan per il controllo della regione a maggioranza armena del Nagorno-Karabakh, lo scontro militare tuttavia in pochi giorni si è esteso ben al di fuori della regione contesa con bombardamenti aerei incrociati nei rispettivi paesi e scontri nelle zone del confine settentrionale. Per comprendere le ragioni di questo conflitto è utile prima di tutto comprendere come questo si integra nel contesto più generale dello scontro inter-imperialista e quali sono gli interessi immediati e strategici in gioco nella competizione tra monopoli nella regione. Il contesto …

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Russia, una nuova Costituzione per rafforzare il potere della borghesia

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  *di Lorenzo Vagni Lo scorso 15 gennaio, durante l’annuale discorso all’Assemblea Federale, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una proposta di modifica della Costituzione della Federazione Russa, approvata l’11 marzo dalla Duma di Stato con 382 favorevoli, 44 astenuti e nessun contrario. Tra i vari emendamenti vi è una parziale riorganizzazione del sistema politico del paese, tra cui: il primato della Costituzione russa sul diritto internazionale; la ridefinizione dei poteri e dei procedimenti di nomina del Primo Ministro e del Presidente; la regolamentazione dei ruoli di altri organi statali; la definizione di alcuni “valori” riconosciuti dallo stato. La …

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In Yemen la pandemia non ferma l’imperialismo

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Pubblichiamo un contributo all’analisi della situazione in Yemen scritto da un giovanissimo militante del Fgc. Da anni in Yemen va avanti una guerra in cui, dopo l’aggressione da parte dell’Arabia Saudita, si verifica quella che da più parti viene ormai definita la più grave crisi umanitaria oggi esistente. L’articolo che segue fornisce una serie di elementi, divisi per argomenti, sul conflitto in Yemen e gli attori che intervengono al suo interno. — di Alessandro Locatelli Cenni storici sullo Yemen Il regno dello Yemen fu fondato nel 1918 dopo il crollo dell’Impero ottomano. Nel 1962, i rivoluzionari nazionalisti arabi rovesciarono il re …

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La rivolta e la lotta. Sulle proteste negli USA e i compiti dei comunisti

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di Paolo Spena Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sugli Stati Uniti, nonostante il discreto impegno di certi media nostrani che per ragioni evidentemente politiche riescono nell’ardua impresa di dare una rilevanza notevolmente maggiore alle proteste di Hong Kong. La viralità del video che mostra la morte del 46enne afroamericano George Floyd e l’indignazione che ne è scaturita hanno infiammato un movimento di massa spontaneo che da Minneapolis si è esteso in pochi giorni a tutto il paese. Si tratta di una protesta giusta, legittima. E non solo: quello che giorni fa poteva essere definito come un movimento …

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«I can’t breathe». Esplode la protesta negli USA dopo l’assassinio di George Floyd

Una nuova vicenda riaccende i riflettori sugli abusi della polizia USA nei confronti degli afroamericani. Nella giornata di ieri è diventato virale su Internet un video girato in tempo reale, che mostra praticamente in diretta la morte di George Floyd, un 46enne di Minneapolis che era stato sottoposto a fermo da 4 agenti di polizia. Nel video si vede l’uomo, ammanettato a terra con le mani dietro la schiena, con un agente di polizia che gli tiene il ginocchio premuto sul collo, per più di 5 minuti. L’uomo, che non era armato ed evidentemente non era una minaccia ammanettato in …

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