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«Lavoriamo su autobus troppo pieni, proteggendoci a spese nostre». Intervista a un autista GTT

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È ormai da qualche settimana che il Presidente del Consiglio, nel tentativo di arginare il contagio da Covid-19, ha deciso di mettere l’Italia in quarantena, invitando tutti i cittadini a “restare a casa”. Moltissimi lavoratori, nonostante la decisione di chiudere i servizi non essenziali, sono quotidianamente obbligati a spostarsi per raggiungere il proprio luogo di  lavoro. È evidente, infatti, che in pochi possano lavorare da casa tramite smart-working. Tra coloro i quali sono obbligati ad uscire ci sono i lavoratori dei trasporti pubblici, in particolare quelli del TPL (trasporto pubblico locale), che non possono restare a casa poiché forniscono un servizio …

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«Giorni di attesa per un tampone e ho dovuto impormi da sola la quarantena». Testimonianza di una lavoratrice delle pulizie in ospedale

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In questi giorni d’emergenza, dovuti alla diffusione del coronavirus, il ruolo fondamentale viene sicuramente svolto dal Sistema Sanitario Nazionale e dalle strutture ospedaliere pubbliche. All’interno di quest’ultime migliaia di lavoratori in questi giorni stanno portando avanti uno sforzo titanico. Non solo medici, infermieri e operatori sanitari, ma anche tutti quei lavoratori impegnati a garantire l’agibilità, la tenuta e gli standard sanitari. In moltissimi casi, però, questi lavoratori, come accade per il personale ospedaliero, vengono abbandonati a loro stessi. Un abbandono che si ripercuote non solo sulla loro salute e su quelle delle loro famiglie, ma anche sulla sicurezza dei pazienti …

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«Si appellano a un punto del decreto per non chiudere». La denuncia di un operaio STMicroelectronics

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A qualche giorno dalle dichiarazioni di Conte, che sbandierava la chiusura immediata delle attività non necessarie ad eccezione di alcune non precisate “produzioni rilevanti per l’economia nazionale”, e a seguito della lettera inviata al Governo da Confindustria, abbiamo avuto la conferma che il profitto rimane la priorità indiscutibile anche in casi di emergenza come questo. Infatti, leggendo con più attenzione il DPCM del 22 marzo, emergono tante scappatoie che di fatto lasciano piena discrezionalità ai padroni nel decidere se proseguire o stoppare la produzione. Abbiamo ricevuto la testimonianza di Giovanni (nome fittizio), operaio di una nota multinazionale che opera nell’area …

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«Voucher, precarietà e campagne social». Lo sfruttamento dei lavoratori agricoli durante l’emergenza

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Nel raccontare le diverse dinamiche di sfruttamento a cui sono soggetti i lavoratori nel nostro paese nel periodo dell’emergenza sanitaria, affrontiamo oggi il settore agricolo ed agroalimentare. L’agricoltura è l’unico comparto produttivo che non ha subito limitazioni lavorative nei vari decreti che si sono susseguiti dall’inizio dell’emergenza, vista la sua ovvia essenzialità in questo momento. Questo settore già da prima stava vivendo una serie di problemi riguardanti le condizioni di lavoro. Il settore primario insieme alla ristorazione – comparti tra loro direttamente correlati – come riportato dal Ministero dell’Economia nel documento di economia e finanza 2019, sono gli ambiti dove …

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«In prima linea con turni impossibili e senza protezioni». La lettera-denuncia dei soccorritori lombardi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui i soccorritori lombardi denunciano all’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) le numerose criticità che affliggono il loro settore lavorativo e che la corrente emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione del Coronavirus, sta acuendo in maniera preoccupante. Facciamo un po’ di chiarezza: l’AREU è l’agenzia regionale lombarda, inclusa nel sistema sanitario regionale e competente nella gestione delle emergenze e delle urgenze sanitarie; nonostante si tratti di un’azienda pubblica, essa opera appaltando i servizi di soccorso ad enti privati – principalmente  associazioni –, le quali non risultano però spesso in grado di garantire ai propri dipendenti né …

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«Noi non possiamo proteggerci». Intervista a Marcello Sergio, Vigile del Fuoco e sindacalista

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Senza Tregua ha intervistato Marcello Sergio, vigile del fuoco a Roma e RSU per l’Unione Sindacale di Base (USB). Nelle ultime settimane Marcello è stato il più attivo sostenitore della campagna “Noi non possiamo proteggerci” lanciata dai lavoratori Vigili del Fuoco per denunciare le condizioni lavorative e di sicurezza in cui versa oggi la loro categoria.   Ciao Marcello. Le condizioni di lavoro quotidiane dei Vigili del Fuoco, è ormai noto, versano in condizioni critiche anche in periodi di “normalità” per il Paese. Come sta influendo questo periodo straordinario di emergenza nel lavoro di un vigile del fuoco? Nel lavoro …

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«Turni da 10 ore e nessuna sicurezza». Il racconto di un corriere in appalto per Amazon

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Dallo scorso 10 marzo le misure per evitare il propagarsi del covid_19 sono diventate ancora più strette e ferree, sono state chiuse scuole di ogni grado, musei, ristoranti, pub, è stato incentivato lo smart working e sono stati chiusi tutti i servizi ritenuti non essenziali. Però come abbiamo già osservato con precedenti articoli il concetto di “servizio essenziale” sembra mutare significato quando si va a scontrare con gli interessi di grandi aziende, e così vediamo che call center dove non vengono rispettate le misure di sicurezza sono rimasti aperti e nelle strade ogni via vai sembra cessato, tranne quello dei …

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«Senza lo sciopero non ci avrebbero mai dato le protezioni». Intervista a Edoardo, sindacalista e portalettere

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Edoardo, in molti settori produttivi si sta verificando un’accesa ondata di scioperi spontanei e di richiesta di condizioni di sicurezza sul luogo di lavoro. Da dove nasce la vostra protesta di lavoratori delle Poste? Anche se l’elemento che più ha portato alla mobilitazione può essere quello del disagio e della paura per la mancanza di dispositivi di sicurezza, comunque è un dato importante lo sviluppo di queste mobilitazioni nel nostro settore. Succede in varie città, in particolar modo a Torino, ma in modo ancor più determinato e continuativo a Viterbo: qui da lunedì hanno concluso la mobilitazione ieri, dopo tre …

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«I miei colleghi in hotel tutti licenziati». Chi sta pagando davvero l’emergenza?

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“Il modello Firenze funziona e deve essere d’esempio per tante altre città!” Parole ripetute in continuazione dal sindaco Nardella sull’ottima funzionalità del capoluogo toscano, ma che trovano molteplici contraddizioni, soprattutto in un periodo di emergenza come quello vissuto in questo momento. Una città che basa la maggior parte, per non dire la totalità del proprio bilancio sul turismo, una città che negli anni è sempre più diventata una vetrina per magnati che volevano costruire il nuovo hotel di lusso, una città svuotata di cittadini e di abitanti, costretti a spostarsi in periferia in un momento come questo, crolla a picco, …

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«Teoricamente dovrei fare 40 ore, in pratica non c’è più un monte ore». La distribuzione alimentare nell’Italia in quarantena

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Continuiamo con le testimonianze dei lavoratori ai tempi dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, riportando stavolta quelle di giovani operatori nel settore della distribuzione alimentare. Mentre si blocca gran parte del Paese, in tanti sono ancora obbligati a lavorare. La distribuzione alimentare rientra chiaramente tra i servizi essenziali, a differenza di altri settori in cui i padroni si ostinano a voler continuare con la produzione nonostante sia necessario solo per il loro profitto – e per nessun’altra ragione. Questo non significa però che nella distribuzione alimentare l’emergenza coronavirus non stia comportando un incremento dello sfruttamento dei lavoratori. Avviene anzi proprio questo, …

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