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«No all’obbligo di fedeltà aziendale». Intervista a Marco Lenzoni, infermiere di Pontremoli

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di Duccio Checchi Sabato 18 Luglio, presso il Circolo Arci Antonio Gramsci di Pisa, si è tenuta un’assemblea riguardo la necessità di dire No all’obbligo di fedeltà aziendale, per garantire una sanità pubblica e accessibile a tutti. Era presente Marco Lenzoni, un infermiere dell’ospedale di Pontremoli (Massa-Carrara) il quale aveva denunciato a mezzo stampa le scarsissime misure di sicurezza per gli nei reparti Covid-19. Ha inoltre denunciato lo stato di abbandono in cui versavano gli anziani RSA Galli-Bonaventuri  di Pontremoli. Per questi motivi la commissione disciplinare dell’USL Toscana Nord Ovest ha avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Secondo l’Azienda …

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«Allargare il fronte, coordinare le lotte». In sciopero i lavoratori della TNT-FedEx

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Il 4 maggio è iniziata la fatidica “Fase 2” dell’emergenza covid-19, la fase della progressiva riapertura, secondo le parole del governo. Certo, per parlare di apertura – nei termini fantasiosi in cui lo fa la maggioranza di Governo – avremmo dovuto assistere a un lockdown che fosse realmente tale. Invece, a fine marzo il 55,7% dei lavoratori italiani continuava a recarsi sul posto di lavoro (link), dove a risaltare agli occhi sono i dati di Lodi (73,1) e Crema (69,2), due tra le province più colpite dalla pandemia. Il lockdown apocalittico descritto a reti unificate non c’è mai stato perché …

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«Non è da eroi decidere chi curare e chi no». Intervista a un’infermiera

L’emergenza sanitaria indotta dal Coronavirus ha messo a nudo tutte le debolezze del Sistema Sanitario Nazionale causate da anni di tagli scellerati alla sanità pubblica, l’unico vero argine per il contrasto dell’epidemia, sbugiardando una certa retorica privatistica che la vede un peso per la società. I costi della crisi sono scaricati sui lavoratori, e medici, infermieri e operatori sanitari sono fisicamente coinvolti perchè in prima linea. Ne parliamo con Elena, nome di fantasia, infermiera in una struttura pugliese. Partiamo dalle condizioni di lavoro. Come vivete questo periodo di emergenza? Le giornate sono scandite da un sentimento estremo di preoccupazione legata …

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“Stagehands”: i facchini dello spettacolo, vittime invisibili dell’emergenza.

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Continuiamo il nostro lavoro di inchiesta tra i lavoratori durante l’emergenza sanitaria: abbiamo intervistato un gruppo di stagehands (più comunemente noti come montapalchi) di Bologna, una delle prime categorie ad essere colpite dalle restrizioni lavorative e probabilmente una delle ultime a riprendere il lavoro, dato che si è già accennato alla volontà di rinviare concerti, spettacoli e fiere direttamente al 2021. Al momento ai facchini, nonostante siano la categoria più grossa quantitativamente nel mondo dello spettacolo, non viene riconosciuta loro l’appartenenza ai “professionisti dello spettacolo” (come macchinisti, fonici, tecnici luci ecc.) e di conseguenza non sono inclusi nel decreto Cura Italia. …

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«Chiedono di mettersi nei panni dell’azienda, ma nessuno pensa a noi lavoratori» – Intervista a un operaio TAP

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Dopo quasi due mesi dallo scoppio dell’emergenza sanitaria e dall’adozione delle prime misure di contenimento, le regioni cominciano a parlare di “fase 2” e di ripresa delle attività, dando seguito alle continue sollecitazioni della Confindustria per la riapertura. In barba ai piagnistei degli industriali, ci sono milioni di lavoratori che non si sono mai fermati, molti dei quali occupati in settori tutt’altro che essenziali. Abbiamo intervistato Luciano (nome di fantasia) operaio impiegato nel cantiere per la costruzione del gasdotto TAP in Salento, da anni nel mirino delle proteste contro le grandi opere in Puglia.   Ciao Luciano. Come stanno proseguendo …

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«Non vogliamo diventare trasportatori del virus». Intervista a un camionista pugliese

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Continuiamo il nostro lavoro di inchiesta tra i lavoratori nell’emergenza sanitaria: abbiamo intervistato Antonio (nome di fantasia) dipendente di una ditta di autotrasporti. La sua testimonianza mette in luce un duplice pericolo, infatti, data la totale assenza di controlli di salute, lui e suoi colleghi, rischiano non solo di contagiarsi, ma di trasformarsi in vettori del contagio viaggiando dalle zone più colpite fino alla Puglia. Come state vivendo questa crisi sanitaria te ed i tuoi colleghi? Io personalmente sto cercando di rimanere tranquillo, però diversi miei colleghi sono comprensibilmente molto agitati, specie quando si va nelle zone più colpite. Una …

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«Costretti a scalare le ferie, non sappiamo se torneremo al lavoro» Intervista a una lavoratrice precaria in un cinema di Rimini.

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Abbiamo intervistato Eva (nome di fantasia), 28 anni, che lavora con contratto part-time in uno dei principali cinema di Rimini. Una testimonianza che porta alla luce la natura estremamente instabile e precaria dell’impiego di tantissimi giovani anche in una regione come l’Emilia Romagna che, nei proclami ma non nella sostanza, rivendica un sano e robusto sistema di welfare. La sua testimonianza evidenzia le pesanti ripercussioni che l’emergenza sanitaria sta avendo sull’occupazione dei giovani precari. Ciao Eva, puoi raccontarci quali sono le tue mansioni? Lavoro presso un cinema di Rimini, essendo assunta con un contratto da addetto Multiplex, già di per …

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«Turni da 12 ore e nessun distanziamento, siamo ancora nel ricatto tra lavoro e salute». Intervista a operaio ex-ILVA di Taranto

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L’emergenza sanitaria di questi giorni sta facendo emergere una realtà ben definita sui luoghi di lavoro. In moltissime situazioni i diritti dei lavoratori vengono infatti sistematicamente trascurati. Spesso non vi è alcuna garanzia delle misure sanitarie che dovrebbero tutelare la salute di migliaia di persone impegnate a lavorare.  Abbiamo intervistato un operaio dell’ex Ilva di Taranto, oggi Mittal. È emersa una realtà sconcertante, inumana e non dignitosa, che tocca i lavoratori dell’industria siderurgica di Taranto. A rispondere alle nostre domande è Giorgio (nome di fantasia), un operaio di 44 anni addetto alla manutenzione degli impianti, che assume in forma anonima …

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Smart working: come cambierà il lavoro dopo l’emergenza?

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di Alessio Angelucci Nelle ultime settimane in Italia l’emergenza COVID 19 ha portato all’ordine del giorno decine di questioni, tra queste si è imposta nella vita di milioni di italiani quella dello smart working. Da molti viene presentato come il lavoro del futuro, per altri è semplicemente una soluzione temporanea per evitare i contagi, per altri ancora una condizione lavorativa difficile da sostenere a causa degli innumerevoli problemi che porta con sé. Una cosa è però interessante: questo mutamento nel sistema dei rapporti di lavoro non sarà temporaneo e relegato all’emergenza di questi mesi, di conseguenza siamo chiamati a una …

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La drammatica condizione dei braccianti in Calabria

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di Antonio Viteritti In questi giorni difficili per il nostro Paese con grandi sacrifici sono stati garantiti i generi alimentari nei supermercati, ma in che condizione vivono coloro che lavorano nei campi? È risaputo che la maggior parte della manodopera nei campi italiani è composta da immigrati sfruttati, senza contratti e, spesso, senza permesso di soggiorno. In situazioni normali, il diritto alle cure dovrebbe essere garantito anche agli immigrati senza permesso di soggiorno, ma in una circostanza grave come questa, in cui le crepe di un sistema sanitario nazionale sottoposto da decenni a continui tagli stanno emergendo in maniera sempre …

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