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Il comizio di Walter Audisio alla Basilica di Massenzio nel ’47

Il 28 aprile 1945 Benito Mussolini veniva giustiziato dai partigiani che lo avevano catturato mentre tentava la fuga in Svizzera. Il corpo fu esposto a Piazzale Loreto, dove un anno prima i fascisti della RSI avevano fucilato 15 partigiani e lasciato i cadaveri esposti con un cartello “questi sono i GAP, squadre armate partigiane, assassini”. Due anni dopo, nel 1947, a Roma si tiene un grande comizio con la folla che occupa integralmente la Basilica di Massenzio. In quell’occasione viene presentato alla folla Walter Audisio, nome di battaglia Colonnello Valerio, che tiene il comizio. Era lui il comandante partigiano ad …

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“O povo è quem mais ordena”. Il 25 aprile portoghese del 1974

di Federico Dionisi Il 25 aprile si ricorda la liberazione dal fascismo anche in un altro paese europeo oltre all’Italia, ovvero il Portogallo, dove nel 1974 un colpo di stato incruento guidato dai settori progressisti delle Forze armate mise fine al pluridecennale regime detto dell’Estado Novo. Nonostante nella storiografia si parli per lo più di “transizione democratica”, accostandola alla quasi contemporanea Transiciòn spagnola, per diverso tempo la Rivoluzione dei garofani apparve a molti come un vero e proprio punto di rottura con il sistema capitalista, per la prima volta dopo decenni in un paese occidentale. In Portogallo la dittatura militare …

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Loška Dolina, Slovenia meridionale, il 31 luglio 1942. Soldati italiani fucilano Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič ed Edvard Škerbec, cinque abitanti del villaggio di Dane presi in ostaggio qualche giorno prima. Negli ultimi anni in Italia, questa foto è oggetto di falsificazione con un’interpretazione che capovolge vittime e carnefice, divenendo simbolo delle presunte atrocità slave contro italiani. (Raccolta fotografica del Muzej novejše zgodovine Slovenije (Museo nazionale di storia contemporanea a Lubiana) - Numero d'archivio pl1818)

La verità storica dimenticata nel “Giorno del ricordo”

Il “Giorno del ricordo”, 10 febbraio, è stato istituito dal Governo Berlusconi II, il 30 marzo 2004, al fine di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».   Vogliamo indagare in cosa consiste questa “più complessa vicenda”.   Cosa dimentichiamo nel “Giorno del ricordo”?  La “vicenda” non comincia nell’aprile 1945, ma con la fine della prima guerra mondiale, poi fu completata dal regime fascista, che culminò nel 1941 con l’invasione nazifascista della Jugoslavia.   Gli atroci crimini (stragi, deportazioni, internamenti) commessi …

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Non possiamo (ancora) dimenticare Auschwitz e chi la liberò

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa dell’URSS apriva i cancelli di Auschwitz, e ancora oggi la data è ricordata come simbolo delle vittime dei crimini del nazismo. Ma è legge inevitabile della storia che la memoria di certi eventi, o meglio il trasporto con cui li si ricorda e ci si approccia ad essi, vada sfumando man mano che questi diventano più lontani nel passato. La storia di Auschwitz e dei sei milioni di morti nei campi di sterminio non fa eccezione. Per quanto il pensiero possa turbarci, verrà il giorno in cui Auschwitz sarà studiata con la stessa indifferenza …

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L’uomo che cercava la libertà (di impresa)

di Erica Bonanno Se vi foste trovati negli anni ’60 a 11 km al largo della costa riminese, e 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane, vi sareste imbattuti in una piattaforma metallica di circa 400 m2, che il I maggio 1968 avrebbe dichiarato la propria indipendenza dall’Italia. In poco tempo quella piattaforma, che prese il nome di Isola delle Rose, si dotò di un governo, di una lingua ufficiale, l’esperanto, di una valuta e di emissioni postali. Arrivò a presentare il proprio caso al Consiglio d’Europa, cercando un riconoscimento internazionale che mai trovò, venendo invece distrutta l’11 …

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Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore

La ragazza nella foto oggi ha 72 anni, all’epoca ne aveva 17. È passata alla storia per aver rifiutato di sposare il mafioso che l’aveva rapita e violentata. Il rapimento avvenne il 26 dicembre del 1965. Fu rapita ad Alcamo (Trapani) da Filippo Melodia, membro di una cosca locale con cui era stata fidanzata, che la segregò violentandola per 8 giorni. Secondo la morale di quel tempo, in questi casi la donna doveva sposare il proprio carnefice per salvare il proprio onore. Il “matrimonio riparatore” cancellava il reato di violenza carnale, che all’epoca era considerato un reato contro la pubblica …

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Afghanistan, la storia scomoda non raccontata a scuola

Afghanistan, la storia scomoda non raccontata a scuola. Cosa c’era prima del fondamentalismo islamico e dei talebani? 41 anni fa si chiamava “Repubblica Democratica dell’Afghanistan”, ed era governata dal Partito Democratico del Popolo Afghano andato al potere un anno prima, nella “Rivoluzione di Saur” che aveva rovesciato il vecchio regime. Il nuovo governo laico e socialista promosse campagne per la modernizzazione del paese, per l’alfabetizzazione di massa, per l’emancipazione delle donne. Il 24 dicembre 1979 l’Unione Sovietica intervenne in soccorso alla Repubblica Democratica, aggredita dai “mujaheddin” sostenuti dagli Stati Uniti e dai loro alleati. “Meglio i jihadisti dei comunisti” è …

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Non dimentichiamo Piazza Fontana

di Sebastian Pelli Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 un’esplosione nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, a pochi passi dal Duomo, semina il panico nella città di Milano. I morti sono 14, di cui altri tre moriranno poi in ospedale, per un totale di 17. I feriti sono 88. Alcuni ipotizzano lo scoppio di una caldaia, altri una rapina finita male. Ma queste ipotesi sono presto smentite: nell’arco di un’ora viene trovata un’altra bomba, sempre a Milano, in Piazza della Scala. Anche questa è posta in una banca, nella sede centrale della Banca Commerciale Italiana. Quello stesso pomeriggio, a Roma, scoppiano tre …

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Per una storia critica del Partito Comunista Indonesiano, a 100 anni dalla nascita

di Giacomo Canetta Tra i compiti dei comunisti rientra senza dubbio lo studio delle tante conquiste e sconfitte che hanno caratterizzato la nostra storia. Un passaggio fondamentale per quel processo di critica e autocritica che – se correttamente applicato – costituisce una delle basi del Marxismo-Leninismo. Per ovvie ragioni storiche, le esperienze più frequentemente sotto i nostri riflettori sono quelle dei partiti Bolscevico ed Italiano. Ma anche altre esperienze come quella Cubana, Cinese, Vietnamita e di tanti paesi dell’Est Europeo godono di una certa fama. La storia del Partito Comunista Indonesiano (PKI – Partai Komunis Indonesia) è forse meno conosciuta …

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La questione di Stalin e il movimento comunista. Non abbiamo una storia di cui vergognarci

di Paolo Spena (segreteria nazionale FGC) Essere comunisti oggi significa, come lo significava già decenni fa, doversi confrontare con l’impatto  che la figura di Stalin ha nell’opinione pubblica. È indubbiamente l’elemento più immediato, che nell’immaginario collettivo è legato all’intera impalcatura della narrazione anticomunista che oggi si impone come verità unica. L’intera narrazione ideologica sul “totalitarismo”, categoria dal discutibile valore scientifico e figlia della produzione accademica statunitense degli anni della Guerra Fredda, si fonda sul parallelismo tra la figura di Stalin e quella di Hitler, dispositivo necessario per raggiungere l’obiettivo ultimo delle classi dominanti: l’equiparazione tra il comunismo e il nazismo, …

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