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Alfon condannato a quattro anni di carcere

* articolo tradotto dalla redazione di SenzaTregua tratto da “TintaRoja.es

  • Il condannato è accusato di detenzione di materiale esplosivo
  • L’accusa non è riuscita ad apportare dati oggettivi tuttavia il giudizio contro il giovane è stato emesso
  • La condanna si aggiunge ad un’altra accusa che prevede un altro anno di prigione

Dunque, l’accusa ha chiesto cinque anni e mezzo, l’Udienza Provinciale di Madrid ha condannato Alfon Fernandez a quattro anni di prigione, accusandolo di detenzione di materiale esplosivo.

I fatti sopra citati risalgono allo sciopero generale di Novembre 2012 – dal quale emersero diversi casi di repressione – durante il quale il giovane fu arrestato dalla polizia e accusato di trasportare una borsa al cui interno vi era un ordigno fatto in casa e del materiale esplosivo. Alfon si è sempre difeso affermando che non stava trasportando nulla, che furono gli stessi poliziotti che minacciarono di incastrarlo con il pretesto della borsa se non avesse dato loro informazioni circa altri giovani legati all’antifascismo militante. Le sue esatte parole furono: “Come si accorsero che non avrebbero ricevuto né informazioni né null’altro di simile hanno deciso di incastrarmi”. Dopo la sentenza, l’avvocato di Alfon ha affermato che l’accusa “non ha presentato alcun dato oggettivo che permetta di comprovare i fatti dei quali il mio assistito è accusato, nonostante siano state fatte tre perquisizioni domiciliari”.

Inoltre i poliziotti si sono contraddetti varie volte, incluso sul luogo nel quale il giovane è stato arrestato. L’accusa ha chiesto cinque anni e mezzo aggiungendo che l’accusato è “una persona violenta ed estremamente pericolosa come lo sono le caratteristiche dell’ordigno”. Tuttavia la sentenza si è conclusa con una condanna a quattro anni, alla quale la difesa ricorrerà nei prossimi giorni.
Come già abbiamo informato precedentemente, il capitalismo spagnolo in crisi e in decomposizione tende alla reazione e, di conseguenza, la repressione che si abbatte contro la classe operaia,  soprattutto contro coloro che lottano e contro i militanti organizzati aumenta considerevolmente.
Non c’è spazio per alcun dubbio sul fatto che siamo di fronte ad una messinscena orchestrata dalla polizia, come giustamente ha denunciato Alfon durante il processo. Alfon ha mostrato che sono state le Forze di Sicurezza dello Stato ad introdurre il materiale esplosivo dal momento in cui egli si è rifiutato di identificare e segnalare i propri compagni e le proprie compagne di lotta del quartiere Vallecano.

Leggi anche: “Alfon” libertà, articolo scritto nel gennaio 2013 sul caso dell’arresto del compagno Alfon.

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