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L’attualità di Marx 200 anni dopo. Intervento del FGC ad Atene per il seminario delle gioventù comuniste

Lo scorso venerdì 21 settembre, nei giorni del 44° Festival della Gioventù Comunista di Grecia (KNE), si è tenuto ad Atene un seminario internazionale delle gioventù comuniste, sul tema: “200 anni dalla nascita di Karl Marx – L’attualità e l’importanza degli insegnamenti di Marx sullo sfruttamento capitalistico”. Al seminario hanno partecipato più di 40 organizzazioni giovanili comuniste da tutto il mondo, inclusa una rappresentanza della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY). Pubblichiamo di seguito l’intervento del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), unica organizzazione italiana presente.

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Cari compagni e compagne,

Innanzitutto vogliamo ringraziare la Gioventù Comunista di Grecia per aver organizzato questo seminario e averci invitati a questo evento.

Compagni, potremmo affermare senza sbagliarci che la nostra generazione, quella nata e cresciuta dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la contro-rivoluzione nei paesi socialisti, è la generazione che più di tutte subisce il tentativo delle classi dominanti di rimuovere il pensiero di Karl Marx dalla nostra coscienza e dalla nostra visione del mondo. La controrivoluzione è stata accompagnata da una gigantesca contro-offensiva della classe borghese, anche e soprattutto sul terreno ideologico. L’obiettivo era rimuovere dalla coscienza di una intera generazione l’idea che fosse possibile lottare per un mondo diverso da quello capitalista. Eppure oggi, a 200 anni dalla nascita di Marx, il suo pensiero è più attuale che mai.

Il sistema capitalista, che Marx ha osservato mentre si sviluppava in Inghilterra e nelle aree più industrializzate del continente europeo, oggi domina l’intero globo terrestre ed è giunto alla sua piena maturazione. Le previsioni di Marx sulla tendenza verso una sempre maggiore concentrazione e centralizzazione del capitale oggi sono realtà. Allo stesso modo, l’analisi di Lenin sull’imperialismo, la competizione fra i grandi monopoli e i centri imperialisti per la spartizione del mondo è oggi più attuale che mai.

Gli eventi degli ultimi anni, caratterizzati dalla crisi del sistema capitalista, sono la dimostrazione che nessun evento storico, nessun arretramento temporaneo delle forze rivoluzionarie può cancellare l’attualità del marxismo. L’attacco che i grandi monopoli conducono contro i diritti dei popoli e della gioventù, specie nel contesto dell’Unione Europea, sta dimostrando ancora una volta che ogni illusione circa la possibilità di “umanizzazione” del capitalismo è destinata a crollare dinanzi all’interesse della borghesia di realizzare sempre maggiori profitti, a scapito degli interessi della maggioranza della popolazione.

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Per riprendere il titolo di questo seminario, uno dei più grandi insegnamenti di Marx sullo sfruttamento capitalista è che esso non è semplicemente una “ingiustizia”, non è legato alla volontà dei singoli capitalisti, ma è insito nello stesso rapporto di lavoro salariato, a causa dell’estrazione del plusvalore. Oggi settori sempre più ampi di lavoratori, incluse forme di lavoro tecnico e intellettuale che in passato avvenivano sotto altre forme, vengono sempre più ricondotte sotto il rapporto di lavoro salariato. Questo significa che per un numero sempre maggiore di uomini e donne la teoria di Marx è lo strumento per acquisire una scientifica consapevolezza della propria condizione di sfruttamento, e convertirsi in un’arma contro il nemico di classe.

Compagni,

è un dato di fatto che nel bicentenario di Marx, i comunisti non sono stati gli unici a ricordare questa ricorrenza. Proprio riferendosi a Marx, Lenin disse che le classi dominanti spesso preferiscono “canonizzare” i grandi rivoluzionari, dopo la loro morte, per svilire il vero significato delle loro idee e della loro lotta. La borghesia “progressista” ama elogiare il Marx filosofo, il Marx economista, il Marx sognatore utopista, il Marx che aveva buone idee ma applicate male. Da comunisti, noi rifiutiamo tutte queste visioni e ribadiamo che il nostro Partito, la nostra organizzazione non sono semplicemente “ispirate” dal pensiero di Marx, che Marx non è semplicemente uno dei nostri ispiratori, affermazione tipica di numerosi partiti socialdemocratici o della nuova cosiddetta “sinistra radicale”.

Quando nel 2012, ormai sei anni fa, fondavamo la nostra organizzazione, il Fronte della Gioventù Comunista, circondati dalle rovine lasciate dall’opportunismo e dall’eurocomunismo che in Italia hanno distrutto la presenza dei comunisti, uno dei punti fondamentali inseriti nel primo appello per la costruzione della gioventù comunista in Italia era – cito testualmente – il riconoscimento del marxismo-leninismo come cassetta degli attrezzi indispensabile per una corretta lettura della società e per una corretta azione nella direzione del cambiamento rivoluzionario. Questo è il modo in cui abbiamo inteso il nostro essere marxisti sin dai primi giorni della nostra organizzazione.

Certo, respingiamo l’idea di chi guarda al marxismo come a una dottrina statica e impenetrabile, e chi pensa che si possa separare il pensiero di Marx dallo sviluppo del marxismo nella storia, cioè dal suo progredire sulla base dell’esperienza storica e concreta delle lotte del movimento operaio. Ma respingiamo anche ogni tentativo di utilizzare questo argomento – cioè che il marxismo non è un dogma – per rinnegare i principi fondamentali del marxismo, dalla lotta di classe alla necessità di una politica rivoluzionaria.

Compagni,

il pensiero di Marx non è solo una delle tante pagine di un libro di storia della filosofia. La scoperta del materialismo dialettico e del materialismo storico rappresenta ancora oggi, dal punto di vista qualitativo, il punto più alto raggiunto fino ad ora dal pensiero umano. Il marxismo è una dottrina scientifica, è esso stesso il prodotto della conoscenza umana e progredisce con essa. Ma ancor più importante di questo, è il legame fra il marxismo e la classe operaia. Il materialismo dialettico e storico sono la concezione del mondo della classe operaia, che è per questo erede di tutte le più grandi conquiste della scienza e del pensiero umano. La classe operaia porta con sé il germe di una società nuova. Su di essa pesano le sorti del progresso politico, economico, sociale e culturale di tutta l’umanità.

In merito a questo, compagni, voglio fare riferimento a uno dei più grandi marxisti del XX secolo, fondatore dello storico e glorioso Partito Comunista d’Italia. Mi riferisco ovviamente ad Antonio Gramsci. Vorrei sottolineare l’importanza di uno degli elementi più importanti del suo pensiero, che è la figura dell’intellettuale organico. Quando Gramsci parla dell’intellettuale organico, parla di un intellettuale di tipo nuovo, diverso dal ceto intellettuale tradizionale che a seconda della contingenza può sposare indiscriminatamente la causa del progresso o della reazione, senza per forza diventare un tutt’uno con le masse popolari. Gramsci ha affermato che oggi la classe operaia è pronta per creare i suoi propri intellettuali, nati nel seno della classe operaia e della lotta di classe. Questo significa, appunto, che la classe operaia è pronta a prendere le redini della società, a guidare l’intera società umana verso il progresso in tutti i suoi ambiti; che oggi esistono le condizioni materiali affinché questo possa avvenire.

Compagni, la vittoria della controrivoluzione in URSS non significa la sconfitta del marxismo. È un evento che, al contrario, dimostra che i tempi della storia non coincidono con i tempi della nostra vita, che il passaggio dalla società capitalista al socialismo, e infine alla società comunista, è un processo dialettico che abbraccia un’intera epoca storica. Oggi la borghesia si proclama vincitrice e impone la sua egemonia anche sul piano ideologico, cercando ovunque di tenere i lavoratori lontani dal marxismo. Ma in tutto il mondo sono proprio le condizioni materiali generate dalla crisi del capitalismo, la riduzione dei diritti e dei salari, a chiamare alla lotta contro questo sistema milioni di lavoratori, milioni di giovani in lotta per il loro futuro. Che ai padroni piaccia o meno, in tutto il mondo sta crescendo una nuova generazione di comunisti, stanno crescendo nuovi quadri che daranno nuova linfa alla lotta rivoluzionaria. Ai padroni potrà non piacere, ma per la nostra generazione, nata dopo la caduta del Muro di Berlino, il pensiero di Marx rappresenta ancora oggi lo strumento più prezioso per acquisire coscienza e avanzare verso nuove vittorie.

In conclusione, compagni, lo stesso Marx diceva che la teoria diventa una forza materiale quando conquista le masse. Conquistare le nuove generazioni al marxismo e alla lotta di classe è la sfida che ci troviamo davanti ogni giorno come giovani comunisti. Il futuro del mondo intero dipende da questa grande sfida che abbiamo dinanzi a noi.

Grazie compagni,

Viva la gioventù comunista!

Viva l’internazionalismo proletario!

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