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Idee e lotta

Lenin e i giovani socialisti italiani

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Il seguente articolo è stato pubblicato su L’Unità, 11/10/1970, a firma di Luigi Polano, già segretario della Federazione Giovanile Socialista nel 1921 e primo segretario della FGCI dopo il congresso che decretò l’adesione in massa della componente giovanile al Partito Comunista d’Italia nato a Livorno. — Luigi Polano, nel 1920 segretario della FGS, rievoca un incontro che ebbe al 2° congresso dell’Internazionale comunista con il grande dirigente rivoluzionario che criticò lo scarso lavoro compiuto in Italia fra le masse giovanili contadine. I punti di forza dell’organizzazione giovanile — Operai, studenti ed impiegati — Sessantamila i tesserati Un giorno di fine …

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«Quel giorno a Firenze non cambiò solo un nome». Il congresso dei giovani che aderirono in massa al PCI

L’articolo che segue è stato pubblicato da “L’Unità” il 29/01/1971, a 50 anni dal congresso delle Federazione Giovanile Socialista che cambiò il nome in Federazione Giovanile Comunista, aderendo al Partito Comunista d’Italia e alla Terza Internazionale. Lo pubblichiamo a scopo documentale, soprattutto per le informazioni e le riflessioni iniziali per quel che riguarda il contributo dei giovani alla fondazione del Partito Comunista d’Italia. Ovviamente, riflette nell’impostazione tutti i limiti politici di un articolo del 1971, riflettendo la linea già problematica del PCI del tempo. Letto con gli occhi di oggi, verrebbe da dire che manca anche una seria riflessione rispetto all’effettivo …

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Ruggero Grieco ricorda Livorno: «Quando uscimmo dal teatro Goldoni i nostri vecchi compagni avevano gli occhi umidi di pianto»

Quella che segue è una testimonianza del Congresso di Livorno ad opera di Ruggero Grieco, storico dirigente comunista italiano. Fu pubblicata a pagina 121 del primo volume dell’opera “I comunisti nella storia d’Italia” di Cesare Pillon, distribuita da Teti Editore nel 1973.  — di Ruggero Grieco Erano circa le 10,30 del 21 gennaio quando i delegati della frazione comunista al XVII Congresso nazionale del partito socialista italiano, che si teneva a Livorno, abbandonarono il Teatro Goldoni, al canto dell’Internazionale, e si avviarono al Teatro San Marco , per deliberare la costituzione del partito comunista. Qui si tenne il nostro primo Congresso, …

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«Odio il capodanno»: Gramsci e l’anno che verrà

di Ivan Boine Il 31 dicembre e il 1°gennaio di ogni anno diventano l’occasione per la condivisione sui social network di stralci di un celebre articolo di Antonio Gramsci. La frase più condivisa è senza dubbio «Odio il capodanno», utilizzata per andare controtendenza rispetto alla retorica dei “buoni propositi per l’anno nuovo”. Un ritornello che vedremo in scena anche quest’anno, a maggior ragione che la pandemia ha reso il 2020 un anno unico e indimenticabile in negativo. Nelle parole di Gramsci, però, c’è molto di più e per capirlo non c’è via migliore che leggere integralmente le parole che scrisse …

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130 anni dal massacro di Wounded Knee

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Il 29 dicembre 1890 l’esercito degli Stati Uniti massacrò più di 300 nativi americani, catturati nei giorni precedenti mentre viaggiavano in cerca di rifugio. I responsabili ricevettero medaglie al valore, i morti furono gettati in fosse comuni o lasciati nella neve. Sulle targhe commemorative presenti oggi sul posto, la parola “massacro” è stata aggiunta successivamente, coprendo la parola “battaglia”, vera e propria falsificazione storica figlia del tentativo di nobilitare l’infamia e la vergogna.

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Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore

La ragazza nella foto oggi ha 72 anni, all’epoca ne aveva 17. È passata alla storia per aver rifiutato di sposare il mafioso che l’aveva rapita e violentata. Il rapimento avvenne il 26 dicembre del 1965. Fu rapita ad Alcamo (Trapani) da Filippo Melodia, membro di una cosca locale con cui era stata fidanzata, che la segregò violentandola per 8 giorni. Secondo la morale di quel tempo, in questi casi la donna doveva sposare il proprio carnefice per salvare il proprio onore. Il “matrimonio riparatore” cancellava il reato di violenza carnale, che all’epoca era considerato un reato contro la pubblica …

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Afghanistan, la storia scomoda non raccontata a scuola

Afghanistan, la storia scomoda non raccontata a scuola. Cosa c’era prima del fondamentalismo islamico e dei talebani? 41 anni fa si chiamava “Repubblica Democratica dell’Afghanistan”, ed era governata dal Partito Democratico del Popolo Afghano andato al potere un anno prima, nella “Rivoluzione di Saur” che aveva rovesciato il vecchio regime. Il nuovo governo laico e socialista promosse campagne per la modernizzazione del paese, per l’alfabetizzazione di massa, per l’emancipazione delle donne. Il 24 dicembre 1979 l’Unione Sovietica intervenne in soccorso alla Repubblica Democratica, aggredita dai “mujaheddin” sostenuti dagli Stati Uniti e dai loro alleati. “Meglio i jihadisti dei comunisti” è …

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«Abbiamo un nemico comune». La lezione antimperialista di Thomas Sankara

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di Ivan Boine La figura di Thomas Sankara, presidente marxista del Burkina Faso, è ancora troppo poco conosciuta in Italia. Il suo operato politico è sintetizzabile con queste poche parole: lotta contro l’imperialismo. Se per questa ragione è stato soprannominato “Che Guevara africano”, l’esperienza di Sankara e il processo rivoluzionario avviato in Burkina Faso[1] meritano un’analisi approfondita per il contributo che hanno dato alla causa antimperialista e per l’emancipazione economico-sociale dell’Africa dalle multinazionali e dalle grandi imprese straniere. A riconoscimento di questo contributo vi è la reazione dell’imperialismo: il 15 ottobre 1987, quattro anni dopo la sua elezione, sarebbe stato …

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A chi vi parla del fascismo “popolare”, ricordate la strage di Torino

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98 anni fa, tra il 18 e il 20 dicembre 1922, avvenne la “strage di Torino”. Le squadre d’azione fasciste, guidate da Piero Brandimarte, attuarono una serie di omicidi e di pestaggi all’interno di un duro attacco alle organizzazioni del proletariato torinese. Furono uccise quattordici persone e almeno ventiquattro ferite, mentre vennero dati alle fiamme la Camera del lavoro, il circolo anarchico dei ferrovieri, il Circolo “Carlo Marx” e la sede de L’Ordine Nuovo (peraltro già occupata dalla polizia). La dinamica degli eventi[1] L’origine degli eventi avrebbe avuto un’origine privata. Un panettiere del quartiere popolare di Barriera di Nizza, in …

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Non dimentichiamo Piazza Fontana

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di Sebastian Pelli Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 un’esplosione nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, a pochi passi dal Duomo, semina il panico nella città di Milano. I morti sono 14, di cui altri tre moriranno poi in ospedale, per un totale di 17. I feriti sono 88. Alcuni ipotizzano lo scoppio di una caldaia, altri una rapina finita male. Ma queste ipotesi sono presto smentite: nell’arco di un’ora viene trovata un’altra bomba, sempre a Milano, in Piazza della Scala. Anche questa è posta in una banca, nella sede centrale della Banca Commerciale Italiana. Quello stesso pomeriggio, a Roma, scoppiano tre …

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